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Verso Napoli-Sampdoria | In esclusiva le parole di Paolo Paolillo, giornalista del portale www.sampdorianews.net «Il Napoli è una macchina da guerra in grado di giocare un calcio eccelso»

«Kownacki la stella del futuro, Torreira il miglior regista della Serie A»

tempo di lettura: 11 min
di Giovanni Minieri
23/12/2017 02:05:12
Verso Napoli-Sampdoria | In esclusiva le parole di Paolo Paolillo, giornalista del portale www.sampdorianews.net «Il Napoli è una macchina da guerra in grado di giocare un calcio eccelso»

La penultima gara del girone di andata vedrà affrontarsi Napoli e Sampdoria in un gustoso scontro tra maestri di calcio come Sarri e Giampaolo. I partenopei vogliono confermarsi in vetta alla classifica per conquistare il titolo di campioni d’inverno: per farlo devono rendere nuovamente il San Paolo un fortino inespugnabile per qualsiasi avversario, mettendo alle spalle una mini-serie negativa che vede gli azzurri aver messo in cascina soltanto 1 punto nelle ultime 2 gare interne contro Juventus e Fiorentina. La Sampdoria è entrata di diritto tra le rivelazioni della stagione, grazie al 6° posto che vale l’Europa League pur attraverso un periodo di appannamento con 1 solo punto raccolto in campionato nell’ultimo mese, subendo la rimonta del Cagliari da una situazione di doppio vantaggio. Per analizzare i segreti della squadra guidata da Giampaolo è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Paolo Paolillo, giornalista della testata www.sampdorianews.net

La Sampdoria chiuse lo scorso campionato al 10° posto, per poi veder partire durante il mercato estivo i pezzi pregiati Skriniar, Muriel, Shick e Bruno Fernandes. Sono arrivati gli ex Duvan Zapata e Strinic, insieme a Caprari, Ramirez, Ferrari e Murru su tutti. Qual è il tuo giudizio complessivo e ti aspettavi di vedere la Sampdoria in piena zona Europa League a due giornate dal giro di boa?

“Onestamente nessuno si sarebbe aspettato un rendimento così importante per la squadra di Giampaolo, soprattutto perché con la partenza di Skriniar, Bruno Fernandes e Muriel si era persa l’intera ossatura della squadra che aveva ben figurato nella scorsa stagione. Sembrava che si stessero gettando anche le basi per un futuro molto roseo, ma purtroppo le leggi del calcio moderno hanno preso il sopravvento e davanti ad offerte davvero importanti una società come la Sampdoria non poteva restare indifferente. Non potendo far leva sull’appeal di una coppa europea, la società è stata fisiologicamente costretta a privarsi dei propri gioielli davanti ad offerte irrinunciabili. Muriel è stato l’acquisto più costoso nella storia del Siviglia, e per quanto la piazza ne fosse innamorato per i due gol realizzati nel derby, non possiamo esattamente definirlo un top-player in grado di spostare gli equilibri. Skriniar è stata invece la sorpresa in negativo del mercato estivo. Il suo apporto era stato determinante, ed eravamo certi di riuscire a trattenerlo almeno per un’altra stagione. Poi son cambiate le carte in tavola, l’Inter è intervenuta con prepotenza offrendo 12 milioni più il cartellino di Caprari, e per un prospetto classe ’96 al primo anno da titolare in Serie A con la maglia della Sampdoria è stato un sacrificio sanguinoso ma necessario. Diverso il caso di Bruno Fernandes, poiché Giampaolo in diverse conferenze stampa aveva rimarcato come il calciatore portoghese non garantisse continuità in termini di rendimento e qualità. L’ex Udinese ha avuto pochi picchi, ed in partite già segnate come ad esempio quella interna contro il Pescara portata a casa in maniera netta. A mio parere il calcio italiano non era l’habitat ideale per Bruno Fernandes: tanto tatticismo e la filosofia di Giampaolo improntata su fraseggi e movimenti continui tra linee non esaltavano un tipo di calciatore non dotato di prorompente fisicità.
Per quanto riguarda i nuovi arrivati, conoscevamo già Gastor Ramirez ed è perciò stato subito accolto come un autentico colpo di mercato. Non ci aspettavamo che facesse subito così bene, ma allo stesso tempo sapevamo che avrebbe potuto raggiungere standard altissimi, avendo ancora ampi margini di miglioramento. D’altra parte in Serie A sa esaltarsi come dimostrano tante stagioni disputate ad alto livello con la maglia del Bologna, ed è un peccato che abbia gettato via qualche anno tentando l’avventura in Premier League dove non è riuscito a integrarsi. Devo poi dire che stravedo per Duvan Zapata: lo seguivo fin dai tempi dell’Estudiantes, e quando guardavo in tv gare e highlights del campionato argentino, ho sempre sognato di vederlo vestire un giorno la maglia numero 9 della Sampdoria. Sono stato in parte accontentato visto che ora indossa la 91! Parliamo del prototipo dell’attaccante moderno: velocità e potenza, sa giocare la palla pur senza essere dotato di una tecnica eccelsa oltre a permetterti di scardinare qualsiasi tipo di difesa facendo leva sulla propria imponente fisicità. Ha nelle corde una discreta quantità di reti, e quando dice attraverso il suo procuratore di aver trovato a Genova il proprio posto nel mondo, riempie il cuore di tutta la torcida blucerchiata.  Sinceramente credo che l’attaccante colombiano possa essere considerato un rimpianto per il Napoli, perché avrebbe potuto far comodo in questa prima parte di stagione quando c’era da sbloccare qualche partita sporca anche nei minuti finali. Ha un impatto fisico devastante, e poteva essere senz’altro decisivo in qualche partita dove gli azzurri hanno perso punti. È chiaro che parliamo con il senno di poi, perché per ironia della sorte gli infortuni occorsi a Milik prima e Ghoulam hanno interessato esattamente quelle zone del campo dove Zapata e Strinic avrebbero potuto fornire un contributo importante. Va però detto che il Napoli resta una macchina da guerra in grado di giocare un calcio eccelso, secondo in europa soltanto al Manchester City di Guardiola”.    

 

Quali sono i calciatori blucerchiati più interessanti in prospettiva? Molto interessante il profilo di Kownacki, classe ’97 e già 5 reti complessive tra campionato e coppa italia.

“La società ha finora azzeccato tutte le scommesse polacche, partendo da Bereszynski e Linetty fino a giungere a Kownacki. Per essere un classe ’97 ha grande fiuto del gol ma soprattutto una rabbia agonistica fuori dal comune che mette in mostra anche entrando a gara in corso. Contro il Foggia all’esordio in Coppa Italia entra al posto di Quagliarella e dopo una manciata di minuti realizza la rete del 3-0 gettandosi su una palla vagante sugli sviluppi di un calcio d’angolo ed esultando con grande impeto pur non trattandosi di una rete decisiva per il risultato finale. Kownacki ha ancora ampi margini di miglioramento, e non a caso Giampaolo dopo il primo mese di ritiro lo definì come un diamante ancora più grezzo di Patrik Shick nella scorsa stagione. Per quanto riguarda invece gli altri, darei una menzione speciale a Lucas Torreira, sebbene non possa esattamente definirsi una sorpresa. Credo che in questo momento sia il miglior regista della Serie A, superiore anche a Jorginho. Guardando nei dettagli una partita dell’uruguagio, hai subito la percezione che nel dettare i tempi di gioco sia dieci minuti avanti rispetto agli altri. Pur avendo baricentro basso, dispone di una grinta sovrumana: salta in mezzo al campo ed è fastidioso come una zanzara per qualsiasi avversario, recuperando e prendendo posizione anche rispetto a dirimpettai maggiormente dotati fisicamente. Volendo fare un piccolo appunto al mercato blucerchiato, mancano alternative proprio a Torreira dal momento che sia Verre che Capezzi non si sono ancora espressi al massimo delle proprie potenzialità.  La coperta è piuttosto corta in alcuni reparti, e bisogna capire quali ambizioni abbia la società in vista del rush finale della stagione. Ad esempio per quanto riguarda la linea offensiva, Duvan Zapata è convocato ma avendo recuperato in extremis difficilmente partirà dal primo minuto. Al suo posto ci sarà Caprari: grande tecnica e buona personalità, ma caratterialmente debole per cui il peso offensivo lì davanti sarà completamente diverso”.  

Il campionato dei blucerchiati vive un momento di appannamento. Dopo un avvio a marce elevatissime, è giunto un piccolo periodo di crisi subito dopo il netto e convincente successo sulla Juventus. Da quel momento 1 solo successo in coppa contro il Pescara, quindi 1 pari e 3 sconfitte. Quali a tuo parere le cause?

“Sono totalmente d’accordo con Giampaolo quando dice che Strinic e Zapata sono arrivati a Genova praticamente senza preparazione, per cui all’inizio hanno sfruttato la propria brillantezza nel momento in cui gli altri erano sulle gambe. Salendo man mano il livello degli altri, hanno inevitabilmente iniziato ad andare in difficoltà necessitando di rifiatare. La chiave di tutto è indubbiamente l’infortunio di Linetty in mezzo al campo, dal momento che il centrocampista polacco è stato tra gli artefici di una prima parte di stagione sontuosa. Partito inizialmente in panchina,ha mostrato subito enorme grinta e determinazione scalzando Barreto nell’undici titolare contro la Fiorentina e confermandosi stabilmente come elemento indispensabile all’interno dello scacchiere tattico di Giampaolo. Ritengo che si tratti soltanto di un momento difficile, una normale crisi che tutte le squadre attraversano fisiologicamente nel corso di una stagione, per cui non bisogna far drammi. Pur senza mettere punti in cascina, c’è da dire che la Sampdoria non ha mai rinunciato a giocare, tentando di far sempre la partita pur mancando della consueta brillantezza. Un calo fisico è inevitabile visto che la squadra ha giocato ben 7 partite nell’ultimo mese, anche se questo periodo può essere perfettamente fotografato dagli ultimi 20 minuti disputati contro la Lazio, con i blucerchiati in vantaggio ed apparentemente in totale controllo della situazione. All’improvviso la squadra incassa il pareggio al termine di un’azione in cui la sfera schizza come in un flipper all’interno dell’area di rigore, e poi la rete dell’1-2 a causa di una piccola distrazione di Murru che spinto verso la porta da Caicedo guarda il pallone piuttosto che la linea e la Lazio conquista l’intera posta in palio. Un risultato che ha condizionato l’approccio alle gare successive, pur considerando che nel match seguente a Cagliari il protagonista assoluto è stato Cragno mentre soltanto un infortunio di Viviano ha permesso agli isolani di riprendere una partita in cui l’ago della bilancia sembrava pendere nettamente dalla parte della Sampdoria”.  

 

Le statistiche non sorridono alla Sampdoria. 3 pari e 7 sconfitte nelle ultime 10 gare complessive, 2 pari e 7 sconfitte nelle ultime 9 disputate al San Paolo. L’ultima vittoria blucerchiata alle falde del Vesuvio risale all’aprile 1998 con doppietta di Laigle. Che partita ti aspetti e quali armi dovrà sfoderare Giampaolo per strappare un risultato positivo?

“Non mi aspetto una partita spettacolare sul piano delle occasioni da gol, ma strepitosa per chi ama il calcio con la tattica estremizzata all’ennesima potenza. Tutto dipenderà dagli episodi: se la Sampdoria riuscirà a resistere per i primi 20/30 minuti aumenteranno le possibilità di riuscire a strappare un risultato positivo, altrimenti il match si trasformerà in una scazzottata senza esclusione di colpi. Tra le note più liete della gara, il ritorno di Quagliarella al San Paolo, dopo tutti i chiarimenti che han permesso al calciatore di ritrovare l’affetto della torcida partenopea”.   

Il momento no dei partenopei è ormai alle spalle, e sono reduci da 2 successi di fila contro Torino e Udinese tra campionato e Coppa Italia. Mertens è a secco da 6 gare, è comunque lui l’uomo da temere?

“Il punto di scontro sarà nella zona nevralgica del campo: la squadra che riuscirà a essere più brillante in mediana sarà quella che porterà a casa i 3 punti. Temo l’astinenza di Mertens e la grossa chance di cui dispone Marek Hamsik per superare Maradona come top-scorer azzurro di tutti i tempi. L’attaccante belga potrebbe essere l’ago della bilancia perché non dà punti di riferimento mentre i difensori centrali blucerchiati prediligono la marcatura a uomo, per cui ci vorrà una prestazione di reparto importante per non subire l’onda travolgente dell’attacco partenopeo”.

Giampaolo erede di Sarri. Dopo aver perso il treno Juve sembrava ormai essere fuori dal giro: poi su suggerimento del mister toscano, l’Empoli lo chiama a prendere il suo posto lasciato libero dopo aver firmato per il Napoli. Miglior piazzamento nella storia dell’Empoli e record di punti. Due allenatori con una filosofia di gioco ben definita, che amano raggiungere i risultati attraverso il bel gioco.  

“È una sfida tra maestri che insegnano calcio, con grande cura del dettaglio e senza lasciare mai nulla al caso. Sembrano costruiti ma in realtà sono allenatori veraci. Il loro calcio è filosofia pura: in alcuni casi la tattica va in secondo piano per ragionare più di pancia, lasciando alla squadra la libertà di esprimersi come vuole. Lasciando un attimo da parte Boskov e Novellino che sono fuori classifica per diritto acquisito, credo che Giampaolo sia secondo soltanto a Mazzarri come miglior allenatore degli ultimi 15 anni. Con l’ex tecnico dell’Empoli abbiamo raggiunto un livello di gioco altissimo e son già 2 anni che la gente si diverte provando piacere nell’andare allo stadio. Non so se Giampaolo possa essere realmente considerato un successore di Sarri, perché gli allenatori prendono spunto da tanti tecnici per poi forgiare la propria identità tecnico-tattica”.

 

 

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