Napoli Calcio
shareCONDIVIDI

Verso Napoli-Inter | Conferenza stampa di Spalletti e convocati

tempo di lettura: 7 min
di Annalisa De Martino
21/10/2017 12:46:20
Verso Napoli-Inter | Conferenza stampa di Spalletti e convocati

Manca pochissimo alla sfida più attesa della nona giornata. Al San Paolo si sfideranno la prima della classe contro la seconda.

Ecco come ha presentato il match, Luciano Spalletti, tecnico biancoazzurro, nella conferenza stampa presso il Centro Sportivo Suning.

·        Che esame sarà per l’Inter?

I nostri calciatori ne hanno già dati di esami se siamo a  questo punto qui è sintomo di aver studiato molto e di essere pronti e prepari per questo ulteriore confronto. Non sarà un confronto facile, se stiamo ad elencare tutti i motivi stiamo a parlare ci si sta tutta la sera.

·        Si sente fortunato?


Sono uno che ha sicuramente il vento a favore, ho visto quello che mi è successo. Al di là di questi episodi. Ancora ne avrete da vedere delle belle. Ho più fortuna di quella che si è vista finora.


·        Pur non facendo parte più  dell’Inter, Massimo Moratti quando parla è ancora l’interista che ha più presa. Le sue parole vi responsabilizzano?

Secondo me l’ha collocata nel modo giusto, ha detto lasciateci sognare, lasciateci l’illusione. Lui è quel presidente lì che ha vissuto quei periodi li, usa quello che è stato il momento che ha vissuto e che ha passato nella sua carriera di presidente, ci ha fatto piacere vederlo nello spogliatoio a fine partita con quei colossi di calciatori che poi sono venuti ad accompagnarlo, con Tronchetti e tutti i dirigenti. vederli al nostro fianco, contenti, a spingerci ci dà un valore ancora più importante a quello che deve essere il nostro lavoro e le nostre intenzioni.

·        Per come sono strutturate le due squadre, il Napoli dovrebbe fare la partita e l’Inter dovrebbe giocare una gara più di attesa sulla carta, questo potrebbe avvantaggiarvi avendo dalla vostra parte il fatto di avere più campo, di giocare più in rimesse, in contropiede?

Prima di tutto il Napoli è uno spot per il calcio in generale. Loro sono una squadra forte, sono dove avevano programmato di essere, non concedono niente a nessuno, devi andarli a prendere, sfidare, se ti metti lì a fare calcoli devi essere più bravo della loro prima qualità e cioè il possesso palla. C’è un pallone solo, se lo tengono gli altri è un casino. Sarà difficilissimo reprimerli o limitarli, perché hanno la qualità di comandare il gioco, di condizionare l’avversario a fare cosa loro vogliono, hanno continuità di gioco, hanno la perfezione in alcuni momenti, anche quando perdono delle partite. La perdono ma potevano vincerla. Non c’è mai stata una partita in cui hanno perso e sono stati più bravi gli avversari. Meritano proprio per l’atteggiamento che hanno di avere tutti i consensi di chi commenta il calcio in generale. Se Sarri avesse continuato a lavorare in banca sarebbe diventato Ministro dell’Economia per quel che ha fatto vedere nel calcio è qualcosa di straordinario. Ti costringe a fare gli straordinari durante l’allenamento per preparare una partita contro di lui, lui varia, trova poi  la soluzione per entrarti dentro  lo stesso e sottometterti alle loro volontà.

·        Lo scorso anno per l’Inter andò abbastanza male con il Napoli: non ci fu partita al San Paolo 3-0 in pochi minuti e la partita era già chiusa; anche al ritorno non ci fu partita. Nell’anno solare 2016 però due vittorie, due vittorie per 2-0, prima in coppa poi a San Siro con giocatori un po’ diversi ma con strutture non troppo differenti. Una partita del genere può portare ad un allenatore a provare nuove mosse tattiche o inserendo giocatori differenti. Cosa bisogna inventarsi? Cosa può sorprendere o bisogna difendersi solamente?

Secondo me se si vuole stare in cima bisogna essere bravi, non ci sono scorciatoie, non c’è la mossa che può determinare l’andamento della partita, bisogna andare a sfidarli, convinto che puoi avere la meglio in molte delle fasi di gioco. Noi ormai non possiamo tirarci più indietro. Non è che si va lì e si tenta di sfruttare una situazione soltanto perché loro non te lo permettono. Sono talmente bravi che di problemi gliene devi creare più di uno e noi ne abbiamo le qualità. Poi ci siamo dentro fino al collo. Magari era inaspettato, ma vivendo a un certo livello prendi i connotati del livello in cui vivi. Bisogna andarli a sfidare anche a casa loro, nella loro tana, perché è così, non ci sono scorciatoie e non ci sono alternative. Dobbiamo giocarci la partita e non valutando un solo comportamento, perché poi la palla la perdi e devi riorganizzarti, riconquistarla, ma se lo fai troppo basso loro non ti permettono con questo pressing asfissiante di riportarla nella loro area. Ci vuole equilibrio, ci vuole arte che arriva lavorando in un certo modo tutti i giorni e dal guadagnare tutti i giorni per quel che è la strada che vuol fare.


·        Quanto può pesare il fatto che con la Roma o con un’altra squadra li hai battuti 3-1?

A questi giocatori posso raccontargli poche cose. Per esempio, dopo il 2-2 subito al derby l’atteggiamento ti fa capire cosa hanno nel cuore e nella testa i nostri giocatori. Vogliono imbottire la squadra di interismo, lo si vede nelle azioni giornaliere. Dopo il secondo pareggio le loro intenzioni la dicono lunga, è una storia che parte dai piedi, arriva alla testa, ma passa anche per il cuore. La convinzione, la sicurezza sono quelle che ci fanno vedere i giocatori nel modo di allenarsi, affrontare le partite ed essere professionisti. Tali sono, non i miei ragazzi. Come poi hanno portato a casa qualche risultato è perché hanno capito da professionisti qual era l’atteggiamento giusto. È questione di mentalità, di testa, e io non ho fatto niente. In quei momenti, quando subisci il 2-2, in una partita come quella, tu in panchina non sei niente, non puoi far nulla, non puoi dir nulla perché ci sono il rumore, l’amarezza, l’importanza della partita.

·        Può bastare la prestazione del derby?

Secondo me sono quelle prestazioni che quando si arriva in fondo hanno messo qualcosa sul piatto, perché c’è un po’ tutto, c’è anche il momento in cui abbiamo sofferto e in cui è stato bravo Handanovic, in cui ci siamo difesi, ma sempre con un discreto ordine. Qualche situazione gliel’abbiamo concessa, siamo stati un po’ disponibili a subirle, perché nelle altre partite non abbiamo commesso quelle leggerezze e di conseguenza secondo me in generale è una partita di grande livello.

 

Sono 21 i convocati di Luciano Spaletti che si troverà stasera a superare il difficile test per il sorpasso, nell’Olimpo del calcio parthenopeo, con fischio d’inizio alle ore 20.45. Non vi sono grandi soprese dal tecnico neroazzurro: out Brozovic, Joao Mario torna a disposizione, in attacco spunta il nome del giovane Pinamonti.


Ecco la lista dei convocati:


Portieri: Handanovic 1, Padelli 27, Berni 46;

Difensori: Cancelo 7, Ranocchia 13, Santon 21, Miranda 25, Dalbert 29, D’Ambrosio 33, Skriniar 37, Nagatomo 55;

Centrocampisti: Gagliardi 5, Joao Mario 10, Vecino 11, Borja Valero 20;

Attaccanti: Icardi 9, Karamoh 17; Eder 23; Peresic 44, Candreva 87, Pinamonti 99.

 

Video
play button

Torre Annunziata - «Avete fatto bingo Brigadie'». Carabinieri trovano arsenale per una guerra

Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.

27/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia 3-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

22/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia. Conferenza stampa di mister Ignazio Abate

21/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Carrarese 1-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

15/03/2026
share
Tutti i video >
Napoli Calcio







Mostra altre


keyboard_arrow_upTORNA SU
Seguici