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Verso Napoli-Genoa | In esclusiva le parole di Franco Avanzini, direttore di www.genoanews1893.it «La gara di Napoli ha quoziente di difficoltà altissimo: sarà una partita di attesa e ripartenze

«Rosi favorito su Lazovic a destra, Rigoni in vantaggio su Bessa in mediana»

tempo di lettura: 9 min
di Giovanni Minieri
17/03/2018 01:56:41
Verso Napoli-Genoa | In esclusiva le parole di Franco Avanzini, direttore di www.genoanews1893.it «La gara di Napoli ha quoziente di difficoltà altissimo: sarà una partita di attesa e ripartenze

Foto da web

Il Napoli non vede l’ora di scendere nuovamente in campo, per mettere alle spalle un piccolo momento di appannamento che ha visto gli uomini di Maurizio Sarri raccogliere soltanto 1 punti nelle ultime 2 gare contro Roma e Inter, permettendo alla Juventus di mettere la freccia dopo 3 mesi a mangiare polvere. Al San Paolo andrà in scena un’autentica festa dello sport tra due piazze gemellate dal lontano 1982, quando una rete di Faccenda permise ai grifoni di impattare a Fuorigrotta guadagnandosi la salvezza a discapito del Milan. Gli azzurri sono in serie positiva aperta da ben 11 gare contro il Genoa, con l’ultimo ko all’ombra del Vesuvio datato 2009 con un gol-vittoria del talento serbo mai pienamente esploso Bosko Jankovic. Tanti i temi della gara: il 3° miglior attacco (Napoli, 62) sfida la 5° miglior difesa complessiva e 3° retroguardia esterna dell’intera Serie A con sole 9 reti concesse da quando Ballardini ha rilevato Juric sulla panchina dei grifoni. L’ex Goran Pandev contro capitan Marek Hamsik, che con 5 reti è l’uomo che ha fatto più male al Genoa, provando ad essere sempre più leader tra i marcatori azzurri all-time. Per analizzare Napoli-Genoa in maniera più minuziosa, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Franco Avanzini, direttore della testata www.genoanews1893.it

La cura Ballardini ha funzionato perfettamente in casa Genoa: 24 punti conquistati e solamente 9 reti concesse, dietro soltanto alla Juventus in questa speciale statistica. Quali i meriti principali del nuovo tecnico?

“Ballardini ha iniziato a lavorare mettendo ogni calciatore al posto giusto, sistemando così la squadra nella maniera più idonea. È stato poi abile a blindare la difesa, condizione necessaria per un gruppo che punta a conservare la categoria. I numeri rivelano infatti che il Genoa ha quasi sempre perso dopo essere andato sotto nel punteggio. Il match contro la Roma rappresenta l’unica eccezione alla regola, anche se la rimonta è giunta soprattutto per demerito di De Rossi, che ha regalato un calcio di rigore ai grifoni poi trasformato con freddezza da Lapadula. L’obiettivo primario è quello di mantenere la porta inviolata, anche perché poi le difficoltà aumentano quando c’è bisogno di cambiare marcia per riprendere una gara iniziata subito in salita”.

La squadra veleggia ormai verso una permanenza piuttosto tranquilla, pur considerando che la quota-salvezza sembra alzarsi visti i risultati delle ultime gare. Vinti tanti scontri diretti, ma punti tolti anche a diverse big: bottino pieno contro Lazio e Inter, pari al cospetto della Roma e due ko sfortunati contro Juventus e soprattutto Milan. Possono questi fattori essere considerati di buon auspicio in vista dell’ostica trasferta di Napoli?

“Il match del San Paolo è sulla carta impossibile, non solo per l’indubbia caratura del Napoli ma anche per l’obiettivo Scudetto che la squadra guidata da Maurizio Sarri inseguirà con ferocia nelle ultime 10 gare. In questo momento il Genoa può contare su un margine rassicurante sulla zona retrocessione, ma deve continuare a mantenere alta la concentrazione guardando di tanto in tanto alle proprie spalle. Credo comunque che la salvezza sia alla portata dei rossoblù, anche considerando gli scontri diretti contro Spal, Verona e Crotone che si disputeranno tutti a Marassi. Per Ballardini si profila perciò la 3° salvezza in altrettanti campionati alla guida del Genoa, e sarebbe un traguardo davvero importante per il tecnico romagnolo”.

Ultimamente si sta parlando tanto di VAR, strumento preziosissimo per correggere errori arbitrali che rischiano di condizionare i risultati. Manca però uniformità: in alcuni casi si va a guardare come nel caso di Rigoni, mentre ad esempio occhi chiusi sul contatto solare tra Benatia e Lucas Leiva che è ormai diventato l’ago della bilancia per la lotta al titolo. Qual è il tuo parere e come potrebbe essere utilizzato meglio?

“Il VAR è senz’altro importantissimo perché permette di porre rimedio ad alcuni errori. Allo stesso tempo si tratta di un mezzo meccanico alle cui spalle ci sono esseri umani che non sono perciò totalmente immuni da sviste. Qualche settimana fa ho sentito l’ex arbitro Graziano Cesari dichiararsi favorevolissimo al VAR: si tratta però del primo anno di sperimentazione in Serie A, ed è normale che restino diversi aspetti ancora da limare. Vanno ridotti al minimo anche i tempi di attesa, considerato che in alcune occasioni il gioco è ripreso dopo più di 3 minuti e questo spezza troppo i ritmi di gioco penalizzando la squadra che in quel momento sta producendo il massimo sforzo per recuperare lo svantaggio o conquistare l’intera posta in palio. In linea di massima la tecnologia è uno strumento fondamentale che va via via perfezionato”.

Gemellaggio che si rinnoverà per il 36° anno a suggellare l’unione tra due città calde e passionali. Entrambe le società sono molto impegnate ad avvicinare la gente alla squadra della propria città: dal museo del Napoli aperto fino a domenica scorsa al MANN, alle tante iniziative che il Genoa sta portando avanti in occasione dei 125 anni di storia.

“Il 2018 celebra i 125 anni di storia del Genoa nel panorama calcistico italiano, con il club ligure che rappresenta il club più antico del Belpaese. Il gemellaggio tra Genoa e Napoli è tra i più belli e longevi del calcio: ci saranno tantissimi tifosi genoani in viaggio verso la Campania nonostante un orario non proprio comodissimo per coloro i quali devono poi essere al lavoro il lunedì mattina. Ci sarà come al solito un’atmosfera di grande festa sugli spalti, sarà stupendo vedere due tifoserie così unite in un clima gioioso per un rapporto di fratellanza che mi auguro duri in eterno”.

I precedenti al San Paolo non sorridono alla squadra rossoblù: 6 ko negli ultimi 7 scontri diretti ed un successo che manca dal 2009 quando Jankovic superava Navarro a 20 minuti dalla fine. Che tipo di partita di aspetti, e quali individualità temi in maniera particolare?

“È fin troppo evidente che il Genoa farà una partita di attesa, in linea con tutte le altre gare disputate finora in trasferta dagli uomini di Ballardini, cercando di mantenere il risultato inchiodato sullo 0-0 il più a lungo possibile. I grifoni sono soliti predisporre due linee difensive molto strette e compatte, impedendo così agli avversari di penetrarvi andando a creare pericoli verso la porta difesa da Perin. Inutile nascondere che la gara di Napoli ha quoziente di difficoltà altissimo, anche perché il sodalizio partenopeo è indubbiamente quello più duro da affrontare in massima serie. Senza nulla togliere alla Juventus che ha battuto il Genoa soltanto con il minimo scarto, la linea offensiva del Napoli può contare su elementi molto veloci e tecnici che possono mettere in difficoltà qualsiasi difesa, ed ovviamente anche quella rossoblù. Bisognerà provare a sfruttare qualche ripartenza, mentre sui pesanti precedenti è pesano  top-players come Hamsik, Callejon, Mertens o Insigne in grado di cambiare volto alla partita in qualsiasi momento. Nel calcio non c’è mai nulla di scontato, ma è ovvio che il superiore tasso tecnico degli azzurri fa pendere nettamente l’ago della bilancia dalla parte del Napoli”.

Quali sono le ultime in casa Genoa? La formazione rispecchierà quella sconfitta in extremis dal Milan o si prevede qualche avvicendamento?

“Mi aspetto qualche piccola variazione rispetto all’ultimo match.  Per  ciò che concerne la corsia destra, contro il Milan è sceso in campo Lazovic che, pur avendo disputato una buona gara, non brilla per attitudine difensiva ed è per questo che contro il Napoli si potrebbe rivedere Rosi nel ruolo di cursore. Ballardini, al contrario di Juric, non ama cambiare tanto una volta trovata l’alchimia giusta tra gli interpreti. Vedo solo un altro ballottaggio in mezzo al campo tra Bessa e Rigoni, con quest’ultimo favorito per la sua maggiore capacità di andare a spezzare il gioco rivale. A difesa di Perin, perdurando l’assenza di Izzo, ci saranno ancora Biraschi, Spolli e Zukanovic. In mediana manca Veloso, e partendo da destra dovrebbero scendere in campo Rosi, Rigoni, Bertolacci, Hiljemark con Laxalt inamovibile sulla sinistra. Davanti Pandev che sta offrendo elevatissimi standard di rendimento, e Galabinov che si fa preferire a Lapadula per la spiccata capacità di calamitare le palle alte facendo salire la squadra. In panchina ci sarà di nuovo Giuseppe Rossi, in attesa di un nuovo debutto in Serie A dopo tanti, troppi infortuni”.

Tanta sfortuna infatti per il top-player Giuseppe Rossi. Soltanto 21 minuti disputati a Torino e poi un infortunio muscolare prima di una nuova convocazione in occasione dell’ultimo match con il Milan. Quante chance ci sono di vederlo in campo al San Paolo per dare il cambio o offrire spunti diversi rispetto alla coppia Pandev-Galabinov?

“Giuseppe Rossi può essere visto come una risorsa importante, anche se credo sia ancora troppo presto per valutarlo.  Prima di tutto non va caricato di eccesive responsabilità, come se tutti i problemi offensivi in zona-gol del Genoa possano essere risolti dall’ex Villarreal. È un calciatore che potrà lasciare il segno soprattutto in vista della prossima stagione, qualora la condizione fisica riuscisse a supportarlo con continuità. In allenamento si vede subito come Rossi sia un calciatore tecnicamente di un altro pianeta rispetto agli altri compagni. Si trova al Genoa per rilanciarsi, avendo trovato una società che crede in lui e già in grado di rivitalizzare in passato calciatori quali Thuago Motta o Perotti. Si tratta perciò di una scommessa a medio-lungo termine che ha tutte le carte in regole per essere nuovamente vinta”.

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