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Verso Benevento-Napoli. Gerardo De Ioanni: «Dopo il ko di giovedì, mi aspetto un Napoli mentalizzato a far bottino pieno»


«Roberto Insigne ha sposato la causa giallorossa: tiene tantissimo al derby per mettersi in mostra davanti alla sua ex squadra»

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È tempo di derby. Seppur con una cornice di pubblico limitata a causa dell’emergenza sanitaria, Benevento e Napoli scenderanno in campo per una gara con tanti temi importanti. Da una parte gli ex Christian Maggio e Roberto Insigne, vogliosi di mettersi in mostra davanti a quella maglia azzurra che per entrambi è fonte di forti emozioni. 6 punti in 4 gare, ma soprattutto un gioco molto propositivo per Inzaghi, che ha raccolto complimenti (ma non punti) nei match contro Inter e Roma per la scelta consapevole di palleggiare in faccia a squadre dal fatturato altissimo. Dall’altra parte il Napoli, partito a mille con 3 successi su 3 contro Parma, Genoa e Atalanta, ma determinato a mettere alle spalle il primo ko stagionale maturato all’esordio in Europa League contro l’Az. L’inatteso ko casalingo dell’Atalanta contro la Sampdoria spingerà gli uomini di Gattuso a dare ancora di più per mettere la freccia e superare una diretta concorrente per le zone più nobili della classifica.

Per analizzare i temi più caldi di un derby ricco di aspettative, è intervenuto ai nostri microfoni Gerardo De Ioanni, caporedattore di TuttoBenevento

Torniamo per un attimo indietro sulla questione protocollo. I tanti interessi in ballo spingono ad andare sempre avanti a tutti i costi, ma allo stesso tempo restano divergenze sui provvedimenti delle autorità nazionali o locali che in casi specifici possono giustamente intervenire per chiedere il rinvio di una determinata gara. È evidente che una cosa è gestire piccoli casi isolati, un’altra è invece valutare veri e propri focolai come i 22 contagi nel Genoa ed i 13 dell’Az. Sarebbe quindi opportuno appellarsi talvolta al buonsenso, in contesti dove la tutela della salute dovrebbe venire ben prima di polemiche sterili e strumentali?

"Come abbiamo sempre detto, esiste un protocollo ma allo stesso tempo va salvaguardata (come nel caso di Juventus-Napoli) la valutazione discrezionale da parte dell’ASL di imporre un divieto qualora non sussistano le condizioni per svolgere una trasferta in sicurezza. L’autorità sanitaria ha la facoltà e il dovere di emettere un provvedimento in caso di rischio per la salute dei tesserati, e di conseguenza i calciatori non possono esimersi dal rispettare la legge recandosi in isolamento fiduciario. D’altra parte è lo stesso protocollo a prevedere la possibilità per l'autorità sanitaria di intervenire in situazioni eccezionali, quando ad esempio i casi non sono isolati ma crescono in maniera esponenziale. È chiaro che, per quanto riguarda il prosieguo del campionato, tale postilla provoca inevitabilmente qualche rischio. La curva dei contagi sta crescendo a livello nazionale così come all’interno delle squadre di Serie A, e nelle prossime settimane non può escludersi la possibilità che altre autorità sanitarie prendano provvedimenti analoghi in situazioni di rischio. Per quanto riguarda invece la gara contro l’Az, la Uefa è rimasta ferma sulle proprie posizioni, ed immagino che la decisione di non intervenire sia nata anche sulla scia della gestione dei precedenti accadimenti".    

6 punti nelle prime 4 gare: rendimento diametralmente opposto rispetto all’esordio assoluto del Benevento in Serie A nella stagione 2017/2018. Cos’è cambiato e sotto quali aspetti alcuni errori hanno contribuito a crescere e migliorare?

"A mio parere esistono diversi aspetti da valutare, che ci aiutano a comprendere perché il Benevento si stia comportando in maniera diversa nella massima serie del calcio. In primis è cambiato il modo in cui gli stregoni hanno staccato il pass verso la Serie A: 3 stagioni fa furono i play-off a scrivere l’appuntamento con la storia, con la società catapultata per la prima volta in assoluto nell’elite del calcio italiano. Sperava nel grande salto, ma non era ancora preparata. Furono commessi errori di programmazione, seguiti da divergenze tra alcune parti dell’asset tecnico sannita. In più il mercato vide arrivare ultimi 3 giorni mercato ben 9 calciatori: non proprio il modo migliore per approcciare un campionato inevitabilmente molto più duro dal punto di vista tecnico ed economico rispetto alla Cadetteria. Ora la situazione è del tutto differente. Alla base c’è un lavoro certosino che ha dato i propri frutti stagione dopo stagione. Già nella stagione 2018/2019 con Christian Bucchi in panchina, la squadra concluse la regular season al terzo posto, salvo poi doversi arrendere in semifinale play-off al Cittadella. Grazie all’operato del ds Foggia è stata costruita un’intelaiatura importante, a cui sono stati aggiunti tasselli di esperienza come Sau, Schiattarella, Hetemaj e Kragl, in grado di poter vantare complessivamente qualcosa come circa 400 presenze in Serie A. Ai nastri di partenza il Benevento partiva già con i favori del pronostico, confermando poi le attese e continuando a portare avanti un’idea da seguire lungo un filo conduttore che quest’anno ha aggiunto ulteriore tecnica e qualità. Il club ha puntato forte su calciatori di categoria (eccezion fatta per il terzino belga Foulon prelevato dal Beveren) tesserando elementi come Glik (che seppur reduce dall’esperienza in Ligue 1, ha comunque alle spalle ben 6 campionati in Italia tra le fila di Palermo, Bari e Torino), Lapadula, Iago Falque, Dabo, Ionita o Maggio. Esperienza in massima serie come condizione indispensabile per non sbagliare, mantenere la categoria e poi divertirsi".

Tra i tanti volti nuovi, chi è riuscito ad inserirsi immediatamente negli schemi del mister Inzaghi, e da quale atleta ti aspetti qualcosa in più?

"Le note positive sono a mio parere Foulon e Dabo. Sul terzino belga non c’erano aspettative altissime, anche perché era una sorta di oggetto misterioso in maglia giallorossa. Il ds Foggia ha avuto grande fiuto andando a pescare dal Belgio un elemento molto promettente pagando appena 500.000 euro, che in futuro potrà garantire una corposa plusvalenza. Poi dico Dabo perché è un’autentica diga, uno di quei calciatori che sul rettangolo verde si fanno realmente sentire. Fa interdizione, si propone, ha corsa e stazza fisica che gli permette di farsi valere anche sui palloni alti. Ammetto che le sue prestazioni in mezzo al campo mi hanno stupito, anche perché non mi aveva particolarmente entusiasmato nelle precedenti esperienze tra le fila di Fiorentina e Spal.


Tra coloro i quali devono ancora rendere al massimo c’è senz’altro Glik: non è ancora entrato in piena sintonia con Caldirola, ed allo stesso tempo ha bisogno di togliersi un po’ di ruggine poiché non giocava una gara ufficiale da marzo per la sospensione anticipata della Ligue 1 a causa della pandemia di coronavirua. Se il Benevento si fa attaccare, il difensore polacco va in difficoltà dal momento che non fa della velocità il proprio punto di forza, e deve ancora crescere sotto il profilo atletico. Mi aspetto un rendimento più alto da Iago Falque, positivo contro il Bologna ma del tutto spento nell’ultimo match dell’Olimpico al cospetto della Roma. Stesso discorso per Lapadula: se da un lato ha già timbrato il cartellino in due occasioni, dall’altro è stato troppo precipitoso nei momenti cruciali, come i gol falliti a tu per tu con Handanovic e a pochi metri da Mirante sprecando la ghiottissima chance dello 0-2 che avrebbe potuto mettere la partita lungo binari diversi".

Un Benevento che ha mostrato carattere, sapendo soffrire e piazzare la zampata vincente al momento opportuno contro Sampdoria e Bologna. Quando invece ha sfidato le due big Inter e Roma, il passivo è stato pesante anche se non ha rispecchiato l’effettivo andamento delle gare. Soprattutto contro i capitolini, gli uomini di Inzaghi sono stati in partita fino a 20 minuti dalla fine. In virtù di questo, la corretta gestione dei momenti della gara, può rivelarsi in futuro un quid in più?

"L’equilibrio non può mancare per ottenere risultati importanti. Il mister Inzaghi farà senz’altro le sue valutazioni, anche perché arretrando il baricentro c’è il rischio che la squadra perda qualcosa in fase offensiva. I 2-5 incassati da Inter e Roma sono pesanti, ma totalmente diversi. Se contro i nerazzurri la squadra non è stata mai partita, non si può dire la stessa cosa per l’incontro con la Roma. Sul 2-3 c’è stata una grande occasione di impattare con Ionita che ha fatto la barba al palo, ed è un peccato che il Benevento ha subito le ultime 2 reti non a difesa schierata ma in contropiede. Tuttavia è da apprezzare la mentalità che Inzaghi è riuscito a trasmettere alla squadra, perché i 6 punti in classifica sono frutto della grande personalità mostrata ad esempio in quel di Genova, quando gli stregoni non si sono accontentati del 2-2 trovato in rimonta, ma si sono riversati nella metà campo blucerchiata trovando inevitabilmente la preziosissima rete da 3 punti. Ovviamente non sarà il Napoli un banco di prova significativo visto il divario tecnico, ma servirà piuttosto a testare la fase difensiva, evitando di lasciare campo e profondità a Osimhen e compagni che negli spazi aperti sanno essere devastanti. Una sfida da cui trarre insegnamenti da mettere in pratica nelle 2 gare immediatamente successive, più alla portata contro Hellas Verona e Spezia".

Il Napoli che arriverà al Vigorito, è reduce dall’inattesa ko interno in Europa League contro l’Az. Che partita ti aspetti, e sarà a tuo parere un vantaggio o uno svantaggio affrontare un rivale in cerca di riscatto?

"Mi è sembrato che in Europa League il Napoli sia sceso in campo con un po’ di supponenza, forse avendo ancora negli occhi l’ottima gara sciorinata contro l’Atalanta. Ha dato il match per scontato, pagando inevitabilmente dazio come spesso accade. Questo non aiuterà il Benevento, perché sono certo che Gattuso non avrà apprezzato la gara di giovedì sera, per cui al Vigorito scenderà in campo una squadra mentalizzata per fare bottino pieno nel derby. Sarà interessante vedere in che modo i sanniti potranno tenere botta contro un Napoli al 100%, e quali accorgimenti prenderà Inzaghi dando comunque per scontato la fedeltà al suo consolidato schema tattico".

Tra gli ex hai già citato Christian Maggio, ma ci sarà anche Roberto Insigne che potrà sfidare per la prima volta da avversario il fratello Lorenzo, rientrato proprio giovedì sera dall’infortunio patito contro il Genoa. Contro la Roma ha disputato una buona gara da subentrato: cosa ti aspetti da lui, voglioso di far bene al primo campionato da protagonista in Serie A?

"Sarà una gara particolare per Maggio, capitano del Benevento, che ritroverà (seppur virtualmente) la piazza napoletana lasciata con un pizzico di amaro in bocca nell’ultima gara della stagione 2017/18, non avendo avuto la possibilità di ricevere il saluto che avrebbe meritato dopo 10 campionati a difesa dei colori partenopei. L’auspicio è che l’abbraccio vero e proprio possa esserci nella gara di ritorno al San Paolo, magari con una cornice diversa rispetto a quella che stiamo vivendo in questo periodo a causa della pandemia. Roberto Insigne è invece al terzo anno in maglia Benevento, ha sposato pienamente la causa giallorossa, si è integrato e vive questa maglia come una seconda pelle. Tiene tantissimo al derby, dove arriverà con il morale alto dopo la gara contro la Roma, in cui pur essendo entrato a inizio ripresa è stato tra i migliori in campo insieme a Caprari e Dabo. Vedo Roberto titolare, così come ritengo probabile il duello con Lorenzo, che magari non avrà ancora i 90 minuti nelle gambe ma sicuramente arriverà pronto al derby. Sarà per lui una grande occasione per mettersi in mostra davanti all’ex squadra, e dimostrare a Inzaghi di avere qualità per essere un calciatore importante e decisivo anche nel massimo campionato.

Quale credi possa essere l’undici scelto da Inzaghi per incrociare i guantoni con il Napoli?

"La certezza sarà il 4-3-2-1, modulo con il quale il Benevento si sta esprimendo bene in questo avvio di campionato. Credo che sulla corsia bassa destra Inzaghi concederà fiducia a Maggio, con Glik e Caldirola centrali, mentre a sinistra vedo Letizia favorito su Foulon. Nella zona nevralgica del campo stazioneranno Ionita, Schiattarella e Dabo, davanti Roberto Insigne e Caprari a supporto di Sau che stando alle ultime indiscrezioni avrebbe scavalcato Lapadula nelle gerarchie. Tra i convocati rientra finalmente Nicolas Viola, fermo ai box da marzo per infortunio".  



Verso Benevento-Napoli. Gerardo De Ioanni: «Dopo il ko di giovedì, mi aspetto un Napoli mentalizzato a far bottino pieno»

domenica 25 ottobre 2020 - 09:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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