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Riprende finalmente il campionato di Serie A, ed il Napoli orfano dell’uomo che ha riscritto la storia del calcio italiano con 36 reti nell’ultima stagione è pronto a dimostrare che tutti sono importanti ma nessuno è realmente indispensabile. Neanche se si tratta di uno tra i migliori centravanti al mondo. D’altra parte i numeri sono inconfutabili e parlano di 106 reti messe a segno all’esordio dell’era Maurizio Sarri e di ben 104 centri a referto nelle precedenti due stagioni.
La squadra partenopea è nettamente in vantaggio nei precedenti con il Pescara, con 8 vittorie e 2 pareggi in 12 sfide contro gli abruzzesi e l’ultima sfida è stata propria vinta dagli azzurri il 27 aprile 2013 per 3-0 grazie alle reti di Inler, Pandev e Dzemaili.
Sarà inoltre la seconda volta che Pescara e Napoli si incontrano alla prima giornata di Serie A: ultima volta nel 1977 e vittoria partenopea per 3-1 firmata Pin, Bruscolotti e Chiarugi.
La squadra di Sarri scende in campo senza grosse sorprese: out Tonelli, Giaccherini ed El Kaddouri, 4-3-3 confermatissimo con una chance importante per Mirko Valdifiori in cabina di regia al posto dello squalificato Jorginho, mentre al centro dell’attacco si accomoda Manolo Gabbiadini, che forte di uno score di una rete ogni 104 minuti nelle ultime due stagioni parte un gradino avanti rispetto all’ex Ajax Arek Milik.
Massimo Oddo (ex calciatore del Napoli che nella stagione 2000/2001, guidato da Walter Novellino in Serie B, conquista la promozione in Serie A chiudendo al 4° posto dietro Vicenza, Atalanta e Brescia) deve invece fare a meno degli infortunati Fornasier, Nicastro e Campagnaro schierando il consueto 4-3-2-1 con Verre e Benali a supporto del “falso nueve” Caprari preferito a Manaj per non dare punti di riferimento alla retroguardia azzurra.
Il Napoli parte subito forte con il capitano, Marek Hamsik, che dal limite dell’area fa partire un gran destro che si perde di pochissimo largo alla destra di Bizzarri. Al 5’ Insigne salta secco Zampano sull’out sinistro per poi far partire una conclusione a giro che finisce fuori misura. Passano soltanto pochi minuti ed a sorpresa il Pescara passa a condurre il match. Palla filtrante di Verre per Benali (all’esordio assoluto in Serie A) che si smarca alle spalle di Koulibaly e Ghoulam per poi superare Reina con un colpo sotto di pregevole fattura. Il Napoli è in bambola per il colpo subito e Reina è costretto agli straordinari su una pericolosissima conclusione di Biraghi a finalizzare una prolungata azione personale. La gara non conosce soste. All’11’ pennellata di Hamsik per Callejon, destro al volo con straordinaria coordinazione che sfiora il secondo palo con Bizzarri che può solo seguire con lo sguardo la traiettoria della sfera che si perde fuori dallo specchio. Al 18’ Caprari scalda i guantoni di Pepe Reina con un sinistro dal limite dell’area. Pochi giri di lancette e triangolazione nello stretto ad altissima velocità tra Insigne ed Hamsik con conclusione del talento di Frattamaggiore di un soffio alta sopra la traversa. Al 24’ prova a farsi vedere Valdifiori, che tenta di sorpendere Bizzarri con un gran botta dai 30 metri ma la mira è imprecisa. Alla mezz’ora Insigne si guadagna un calcio di punizione per fallo commesso da Brugman: batte Ghooulam ma la sfera finisce al lato alla destra del portiere argentino. Il Napoli soffre come poche altre volte sotto la gestione di Maurizio Sarri: crea poche limpide occasioni da gol e, di contro, soffre maledettamente i movimenti senza palla di Verre e Benali tra le linee e quelli di Caprari in perenne moto perpetuo. Al 35’ giunge addirittura il raddoppio degli abruzzesi. Bella apertura sulla destra per Zampano, cross al centro e dopo il velo di Benali è Caprari a beffare Allan ed Hysaj in copertura per battere un incolpevole Reina da distanza ravvicinata. In chiusura di primo tempo, l’ultima azione degna di nota è di marca partenopea: corner dalla destra di Ghoulam battuto corto per Callejon, cross al centro sul quale svetta Albiol che manca la rete per una mera questione di centimetri.
La ripresa inizia con il Napoli che preme alla ricerca della rimonta, ed al 49’ su cross di Ghoulam è strepitosa la diagonale di Biraghi che chiude in corner su Callejon. Al 53’ la mossa di Maurizio Sarri che dà la scossa al match: fuori Insigne e Gabbiadini, dentro Mertens e Milik. Lampo di Callejon su verticalizzazione con il contagiri di Hamsik, ma la sua girata è contrata da un difensore abruzzese. Al 60’ il Napoli accorcia le distanze. Valdifiori serve Mertens, che va via nello stretto a Gyomber e fa partire un destro a giro ormai marchio di fabbrica del folletto di Leuven che non lascia scampo a Bizzarri insaccandosi sul secondo palo. Passano appena 270 secondi e gli azzurri raggiungono il pari con il 38° centro ufficiale di Dries Mertens. Callejon premia la sovrapposizione sulla corsia destra di Hysaj: cross al centro con Coda che nel tentativo di allontanare la minaccia svirgola il pallone accomodandolo sul piede fatato di Mertens che brucia Zampano e fredda l’estermo difensore del Pescara per il 2-2. Al 78’ un episodio clamoroso che vede l’addizionale Rocchi protagonista in negativo. Corner dalla destra di Ghoulam e strepitosa risposta di Bizzarri su Callejon: l’azione prosegue e Zuparic (da poco subentrato all’infortunato Coda) va con la gamba altissima a colpire in pieno volto Zielinski. Per l’arbitro Giacomelli è (giustamente) rigore solare, ma l’addizionale Rocchi cambia le carte in tavola annullando tutto e facendo optare il direttore di gara per riprendere il gioco con un calcio di punizione a favore del Pescara. All’ 82 grande azione sull’asse dei neo entrati Mertens-Milik con bolide mancino di quest’ultimo dalla linea che delimita l’area di rigore e Bizzarri ha i riflessi giusti per deviare la sfera in corner. Poco dopo un nuovo giallo in area abruzzese: Velo di Mertens su passaggio di Callejon che libera il mancino di Milik. Bizzarri respinge ma non trattiene il pallone, sul quale si avventa il velocissimo Mertens agganciato dal portiere del Pescara. Per l’arbitro è tutto regolare e lascia correre. All’87’ ci prova Callejon con una perentoria inzuccata su cross di Hysaj che non trova la porta.
Nel complesso all’Adriatico si è visto un match dai due volti, con un Napoli lento e prevedibile nella prima frazione di gioco che va sotto di due reti senza riuscire a trovare le contromisure ai veloci attaccanti della squadra di Oddo che svariano su tutto il fronte senza dare alcun punto di riferimento. La riscossa partenopea parte dalla panchina con Mertens e Milik che entrano e danno imprevedibilità e vivacità alla manovra rispetto ad un fumoso Insigne e a un Gabbiadini che non riesce a incidere restando per larghi tratti avulso dal gioco. Pesa come un macigno la svista di Rocchi, che priva il Napoli di un rigore sacrosanto che avrebbe potuto indirizzare la gara a favore della squadra di Sarri.
Torna quindi il segno X sulla ruota dell’Adriatico, che mancava dal 3 aprile 2000 quando in Serie B fu 1-1 con il Napoli che subì la rimonta di Allegri all’iniziale vantaggio di Schwoch.
PESCARA – NAPOLI 2-2
Reti: 8’ pt Benali (P), 35’ pt Caprari (P), 15’ st Mertens (N), 18’ st Mertens (N)
PESCARA (4-3-2-1): Bizzarri; Zampano, Coda (26’ st Zuparic), Gyomber, Biraghi; Memushaj (19’ st Manaj), Cristante, Brugman (41’ st Crescenzi);Verre, Benali; Caprari.
A disp.: Fiorillo, Aldegani, Bruno, Mitrita, Selasi, Vitturini, Acatullo, Del Sole. All.: Oddo
NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Koulibaly, Albiol, Ghoulam; Allan, Valdifiori, Hamsik (26’ st Zielinski); Callejon, Gabbiadini(8’ st Milik) , Insigne L. (8’ st Mertens)
A disp.: Rafael, Sepe, Maggio, Chiriches, Luperto, Strinic, Lasicki, Grassi, R.Insigne, All. Maurizio Sarri
Note: Ammoniti: Albiol (N), Brugman (P), Bizzarri (P), Gyomber (P), Mertens (N). Corner: 3-9 Napoli