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Napoli - Vince Higuain, sconfitta per Hysaj e Hamsik

L'Argentina batte 5-0 Panama e vola ai quarti, esordio con sconfitta per Albania e Slovacchia

tempo di lettura: 7 min
di Giovanni Minieri
11/06/2016 23:38:29
Napoli - Vince Higuain, sconfitta per Hysaj e Hamsik

Foto da web

Il calcio non si ferma mai, ed a quasi un mese di distanza dall’ultima giornata di campionato che ha visto il Napoli staccare il pass per la fase a gironi di Champions League, i top player partenopei sono impegnati in giro per il mondo tra Campionati Europei e Coppa America Centenario.
Dopo Chiriches uscito sconfitto con la sua Romania contro la Francia, oggi toccava ad altri 3 compagni di squadra: Higuain, Hysaj e il capitano Marek Hamsik.
In ordine di tempo, il primo a scendere in campo è stato il Pipita, nel match che in nottata vedeva l’Argentina opposta al Panama per la seconda giornata del Girone D di Coppa America. L’albiceleste passa subito in vantaggio dopo 6 minuti grazie ad una perentoria inzuccata vincente di Otamendi su punizione calciata magistralmente dalla sinistra da Di Maria. Il primo acuto di Higuain non si fa attendere, ed all’8’ evita Baloy per poi scoccare un potente diagonale che mette i brividi all’estremo difensore Penero. Quando il Pipita tocca palla è sempre uno spettacolo. Palla recuperata sulla trequarti, tacco per Gaitan che libera Di Maria pronto per la battuta a rete: sembra il preludio al raddoppio della Selección ma l’arbitro ferma tutto fischiando un fuorigioco che le immagini rivelano inesistente. Alla mezz’ora Godoy, già ammonito, viene punito con il secondo giallo per una manata tanto ingenua quanto inutile sul volto di Gaitan ed il match diventa una vera e propria montagna da scalare per la piccola nazionale centramericana. Higuain ha tanta voglia di lasciare il proprio marchio sulla gara. Al 33’ riceve da Banega spalle alla porta ed in un lampo prova a premiare il taglio di Gaitan alle spalle della retroguardia panamense, ma il tempestivo intervento di Miller evita il peggio. Nei minuti finali Gaitan parte sulla destra, si accentra e vede l’inserimento di Higuain, il cui tiro è deviato da Baloy. In avvio di ripresa manca di un soffio la deviazione di testa su cross dalla destra di Mercado, dalla corsia opposta irrompe Rojo che rimette la sfera al centro con Baloy che interviene goffamente togliendo però al Pipita la possibilità del tap-in vincente. Al 54’ il piede caldissimo di Banega vede il perfetto inserimento di Higuain, anticipato all’ultimo momento dal salvataggio di Miller in scivolata.
Gonzalo non gioca soltanto per sé stesso, ma sa anche far valere il suo peso specifico per giocare di sponda con i compagni e favorire in un paio di occasioni le giocate pericolose di Banega. Prima di lasciare il campo ad Aguero, ha il tempo di servire un assist (seppur involontario) a Messi, che fa il suo esordio nella competizione subentrando ad Augusto Fernandez. Il Pipita si trova infatti sulla traiettoria del rinvio di Miller con la sfera che si accomoda per la facile battuta a rete del calciatore del Barcellona per il 2-0 albiceleste. Quindi altre due reti di Messi ed una rete di Aguero fissano il risultato sul 5-0 che qualifica aritmeticamente l’Argentina ai quarti di finale.

Tra Svizzera e Albania è invece quasi un derby con il paese elvetico che, dopo la guerra in Kosovo, è stato tra quelli che più si son prodigati affinché il popolo albanese si rialzasse quanto prima. Sono tanti inoltre i calciatori della nazionale balcanica che posso vantare alcune presenze in nazionali giovanili svizzere, prima di optare poi definitivamente per quella allenata con ottimi risultati da Gianni De Biasi. Si tratta di Basha, Abrashi, Veseli, Gashi, Ajeti e Sadiku, oltre alla curiosa storia dei fratelli Granit e Taulant Xhaka. Il primo, centrocampista appena passato dal Borussia Mönchengladbach all’Arsenal per circa 40 milioni, ha scelto la nazionale rossocrociata, mentre il secondo, di un anno più grande ed in forza al Basilea, quella albanese. I due fratelli, dopo essersi già affrontati in una gara di campionato tra Basilea e Grasshopper, si vedranno di nuovo di fronte questa volta nella massima competizione europea per nazioni. Hysaj, come con il Napoli di Sarri, si disimpegna nel suo ruolo naturale di terzino destro all’interno del 4-3-3 targato Di Biasi. Petkovic schiera la Svizzera con un 4-2-3-1 in cui Rodriguez è preso in consegna da Roshi mentre al partenopeo in maglia numero 4 spettano i duelli con il temibile Mehmedi. Passano solo 5 minuti e gli elvetici sono già in vantaggio con un colpo di testa di Schar sugli sviluppi di un corner, ma pesa come un macigno la pessima uscita di Berisha. Al 30’ splendida palla di Hysaj che lancia Sadiku alle spalle del centrale svizzero ed a tu per tu con Sommer, che lo ipnotizza evitando il peggio. Poco dopo, sul lancio di G. Xhaka, grande intervento in anticipo su Rodriguez, costretto poi a tirarlo giù per evitare una pericolosa ripartenza. Al 36’ Cana, già sul taccuino dell’arbitro, si vede sventolare in faccia il secondo cartellino giallo per un evitabile fallo di mano complicando così i piani tattici di De Biasi. Fino al termine del primo tempo l’Albania si trasforma in un 3-5-1 che vede Hysaj agire sul centro-destra occupandosi principalmente degli inserimenti di Dzemaili. L’intervallo porta consiglio ed il mister italiano propone un 4-4-1 di partenza che diventa un ermetico 6-2-1 in fase di non possesso con il terzino del Napoli che torna basso a destra prendendo in consegna stavolta Seferovic. Passano pochi minuti ed ancora un lungo lancio dai 30 metri di Hysaj mette Sadiku davanti a Sommer, ma l’attaccante albanese cincischia e spreca. Al 76’ un’altra grande imbucata di Hysaj per Cikalleshi viene vanificata da una brutta conclusione sull’esterno della rete. Nei minuti finali l’Albania ha la più grande chance per pareggiare i conti ma Gashi spreca calciando a mezz’altezza sull’uscita del portiere. Elseid Hysaj chiude la sua gara con 45 passaggi, 3 palloni intercettati ed 1 allontanato, 3 cross, 3 passaggi chiave e 8 palle recuperate.

Chiude la giornata il capitano e simbolo di Napoli Marek Hamsik, che con la nazionale slovacca raggiunge quota 88 presenze mentre in maglia azzurra è al terzo posto assoluto dietro soltanto a Bruscolotti e Iuliano. Per Slovacchia e Galles si tratta dell’esordio assoluto in un Campionato Europeo, mentre possono vantare una partecipazione ad un Mondiale rispettivamente nel 2010 e nel 1958. Kozak schiera la Slovacchia con un 4-3-3 in cui Hamsik va a sistemarsi da mezzala sinistra. In avvio è subito show di Marekiaro che ruba palla a Bale, con un dribbling manda a vuoto sia Edwards che Williams, ubriaca poi Chester e conclude a botta sicura sull’uscita del portiere. Sembra fatta per il vantaggio slovacco ma Davies legge bene la situazione e salva sulla linea. Quando in campo ci sono dei fuoriclasse di caratura mondiale, la sorpresa è sempre dietro l’angolo ed ecco che Bale porta in vantaggio il Galles con un calcio piazzato sul quale Kozacik non è esente da colpe. Il gol subito spegne la Slovacchia, la manovra è lenta per cui Hamsik è costretto ad abbassarsi facendo tanto gioco sporco in interdizione e provando improvvise verticalizzazioni che però non trovano la concretezza di una linea offensiva spenta e abulica. Al 41’, imbeccato da Weiss, fa partire un tiro dal limite deviato da Williams mentre a tempo scaduto un delizioso mancino dai 30 metri non trova lo stacco vincente a centro area di Skrtel con la traiettoria che quasi sorprende Ward che vede il pallone uscire di un soffio alla sua destra. In avvio di secondo tempo prova ad accendere Weiss con un tacco sulla corsa ma senza esito. Al 60’ doppio cambio con Nemec e Duda per Duris e Hrosovsky con la Slovacchia che passa al 4-2-3-1 con Hamsik in mediana con Kucka. È la scossa per la squadra di Kozak che poco dopo trova il pari. Azione personale di Mak sulla destra che mette al centro per il sinistro a incrociare sul primo palo che vale il pari. Il capitano combatte, con un tackle ferma Bale in progressione e prova a trovare l’imbucata vincente per completare la rimonta. Nel miglior momento della Slovacchia, la nazionale gallese guidata da Coleman passa di nuovo a condurre in maniera molto fortunosa con Robson-Kanu che colpisce male schiacciando troppo il pallone, ma in maniera sufficiente a beffare Kozacik. Nel finale la Slovacchia si riversa tutta in avanti per trovare il pareggio, ma le residue speranze si perdono sul palo colpito da Nemec a pochi minuti dal fischio finale. Lo score finale di Marekiaro recita 65 passaggi, 9 palloni recuperati (6 in fase difensiva, 3 offensiva), 3 dribbling, 5 tackle, 2 palloni intercettati ed 1 passaggio chiave.

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