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Napoli - Valdifiori o Dezi per abbassare la richiesta dei Pozzo per Zielinski

Grandi doti tecniche, il '94 polacco nasce trequartista ma può giocare sia regista basso che mezzala

tempo di lettura: 6 min
di Giovanni Minieri
07/06/2016 18:49:53
Napoli - Valdifiori o Dezi per abbassare la richiesta dei Pozzo per Zielinski

Foto da web

È risaputo che l’Udinese sia una gioielleria cara che non fa sconti, soprattutto se si tratta di cedere il suo diamante più prezioso: quel Piotr Zielinski che ha una storia davanti a sé ancora tutta da scrivere. La società friulana è tra le più lungimiranti del panorama calcistico italiano, come dimostrano le tante plusvalenze realizzate rivendendo a cifre record ragazzini che in poco tempo sono esplosi guadagnandosi le attenzioni dei top club italiani ed europei. Basti pensare ad Alexis Sanchez, per tutti il “niño maravilla”, strappato ai cileni del Cobreloa a soli 17 anni e rivenduto al Barcellona per 26 milioni nell’estate del 2011 al termine di una stagione chiusa con 12 reti e 10 assist oltre a tantissime giocate che hanno entusiasmato i tifosi bianconeri. Gli osservatori dell’Udinese hanno fiuto, c’è poco da dire, e quando scandagliano il mercato alla ricerca di talenti cristallini non sbagliano quasi mai. Zielinski nasce a Zabkowice Slaskie nel maggio del 1994 e fin da piccolo mostra qualità fuori dal comune, tanto da entrare prestissimo nel settore giovanile dello Zaglebie Lubin. Sa calciare indifferentemente con entrambi i piedi ed ha una visione di gioco da veterano, per cui non deve sorprendere se a marzo del 2009 fa già il suo esordio con la nazionale polacca under 15, realizzando poco dopo la prima rete grazie alla quale la Polonia si sbarazza dei pari età svizzeri per 1-0. Andrea Carnevale lo nota nel corso di un torneo giocato con l’Under 16 e per soli 100.000 euro lo acquista dallo Zaglebie aggregandolo immediatamente alla Primavera dell’Udinese dove brucia subito le tappe mettendo a segno 2 reti in 12 presenze. La stagione 2012/13 è quella che lo rende noto al grande pubblico. Parte fortissimo con la Primavera, convincendo Guidolin a portarlo in panchina per diversi match della prima squadra. Non dovrà aspettare molto per l’esordio assoluto che avverrà il 2 dicembre del 2012 entrando al 90’ al posto di capitan Di Natale nel match vinto per 4-1 dall’Udinese sul Cagliari. Dopo un breve ritorno in Primavera, ad aprile ritorna al calcio dei “grandi” e viene schierato per la prima volta da titolare nel match casalingo contro il Parma. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire, e che sfrutta lasciando il proprio marchio con 2 assist per Muriel e Pereyra in una gara che vedrà l’Udinese trionfare agevolmente per 3-0. Chiude la stagione con 10 presenze in Serie A e man mano fa tutta la trafila nelle selezioni giovanili della Polonia, dove nel novembre del 2012 fa il suo esordio in Under 21 grazie alla chiamata del mister Stefan Majewski. Con dedizione e tanto lavoro affina sempre più le sue doti tecnico-tattiche: destro naturale che non disdegna conclusioni o assist al bacio con il piede mancino. Inoltre, pur nascendo trequartista, ha qualità e velocità di gambe per giocare anche da regista basso o soprattutto da mezzala, ruolo in cui farà il definitivo salto di qualità. Nella stagione 2013/2014 assaggia il calcio continentale giocando il preliminare di Europa League contro lo Slovan Liberec, ma in campionato non riesce a farsi spazio collezionando soltanto 10 gettoni senza però mai partire da titolare.
A giugno del 2013 entra nel giro della nazionale maggiore polacca. Convocato per l’amichevole contro il Liechtenstein vinta a Cracovia per 2-0, dopo un periodo in cui continua a far la spola con l’U21 è tra i protagonisti del gruppo che si guadagnerà la qualificazione all’Europeo di Francia concludendo al secondo posto il gruppo D con 21 punti, a una sola lunghezza dalla Germania campione del mondo.
Tornando alla Serie A, Zielinski viene girato in prestito alla matricola Empoli guidata da un maestro di calcio come Maurizio Sarri per trovare maggiore continuità ed esprimere tutto il proprio straordinario potenziale. Nella prima parte della stagione gioca trequartista nel 4-3-1-2 del tecnico toscano, ma a gennaio arriva Saponara e per far coesistere tanto talento Sarri lo “inventa” mezzala destra, sfruttando le sue capacità tecniche e soprattutto gli inserimenti senza palla che più volte si riveleranno letali. A fine stagione Zielinski collezionerà ben 28 presenze condite da 3 assist per Croce (Sassuolo) e Maccarone (Lazio e Atalanta).
Ma il meglio deve ancora venire e nell’ultima stagione ad Empoli con Giampaolo si è definitivamente confermato come una delle più grandi stelle del firmamento calcistico europeo. Per uno strano scherzo del destino Zielinski fa subito male al Napoli del suo mentore Sarri servendo una gran palla in verticale che Saponara deve solo spingere in rete a tu per tu con Pepe Reina. Alla 9° giornata arriva finalmente contro il Genoa il suo 1° acuto in Serie A ribadendo di testa in rete una conclusione di Maccarone finita sulla traversa da distanza ravvicinata. A dicembre la sfida con il Carpi si sblocca grazie ad un delizioso tocco mancino in verticale che Maccarone colpisce al volo non lasciando scampo a Belec. L’inserimento sulla destra sarà poi un suo marchio di fabbrica, e contro il Milan sfrutta un perfetto assist di Saponara per far secco Donnarumma con un preciso diagonale. Stesso copione a Sassuolo: assist dalla destra di Saponara, velo di Pucciarelli ed inserimento di Zielinski che in diagonale gonfia ancora la rete. Altra vittima illustre è la Fiorentina di Paulo Sousa, trafitta con una rete di pregevolissima fattura. Pucciarelli conclude leggermente defilato sulla sinistra, respinge Tatarusanu, Zielinski è il più lesto di tutti a scoccare un bel tiro dal limite dell’area che va ad insaccarsi nell’angolino basso alla sinistra dell’estremo difensore romeno. L’ultimo acuto giunge proprio nell’ultima giornata di campionato. L’Empoli ospita il Torino e Zielinski fa subito capire chi comanda quando, al termine di un’inarrestabile progressione, si accentra partendo dalla destra e fa partire una conclusione mancina che supera Padelli sul primo palo. Non male per un calciatore che fa del destro il proprio piede forte.
Un campionato di straordinario livello chiuso con 5 reti e 6 assist non poteva non attirare le attenzioni dei club più prestigiosi d’Europa, con il Napoli favorito per via degli ottimi rapporti tra De Laurentiis e Pozzo. Tanti gli affari già portati a termine tra i partenopei e l’Udinese a partire da Marino e Sosa passati dal Friuli all’ombra del Vesuvio così come Inler e Allan, mentre hanno seguito il percorso opposto Domizzi, Quagliarella ed il “Tanque” Denis. A giugno le richieste sono sempre altissime, e bisogna sempre agire con oculatezza perché si corre il rischio di strapagare i calciatori soprattutto quando si va a trattare con società che non hanno necessità di far cassa. L’Udinese continua a chiedere una cifra oscillante tra i 16 ed i 18 milioni, ma non è da escludere che alcune contropartite tecniche come Valdifiori o Dezi, senza trascurare Maggio e Zuniga in ottica Watford potrebbero accontentare entrambe le società ed abbassare un esborso economico al momento molto rilevante per il club partenopeo.

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