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Napoli Calcio

Napoli - Tutti i numeri degli azzurri dopo le prime 12 giornate di campionato: Lorenzo Insigne è lo stakanovista con 1.070 minuti giocati

32 punti e 32 reti in 12 giornate. 5 calciatori sempre in campo ed oltre il muro dei 1.000 minuti: Hamsik il più sostituito, Rog quello più utilizzato a gara in corso.

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Dopo le prime 12 giornate di campionato, e tra le pieghe della seconda pausa stagionale per consentire all’Italia di staccare il pass verso Russia 2018, è tempo di tracciare i primi bilanci per analizzare dettagliatamente l’avvio straripante della squadra guidata da Maurizio Sarri.

32 punti in 12 gare rappresentano un bottino da urlo, che permette ai partenopei di guardare tutti i rivali per il titolo dall’alto in basso, forti della miglior striscia positiva della propria storia. 10 successi e 2 pari in 12 match vanno ad unirsi all’identica serie maturata negli ultimi 12 incontri della scorsa stagione. Il Napoli è perciò imbattuto da ben 24 gare di fila in Serie A, dove non perde addirittura dal 25 febbraio 2016, quando la doppietta di Caldara permise alla bestia nera Atalanta (matata alla 2° giornata da Zielinski, Mertens e Rog) di espugnare il San Paolo in un pomeriggio invernale molto amaro.

32 sono anche le reti messe a segno dalle bocche di fuoco partenopee, 2° attacco del campionato dietro la Juventus ma mostrando più continuità rispetto ai bianconeri avendo segnato almeno 3 reti in 9 gare su 12. 7 i tris rifilati a Verona, Atalanta, Bologna, Spal, Cagliari, Genoa e Sassuolo, quindi 1 poker servito in trasferta all’Olimpico contro la Lazio, ed un set tennistico nel derby contro il Benevento. L’esercito di Maurizio Sarri si muove come una macchina perfetta, dove i meccanismi risultano perfettamente oliati, ed i calciatori si muovono a memoria in una sincronia di tagli e inserimenti proiettando tifosi e semplici simpatizzanti in una dimensione onirica dove il calcio si trasforma in pura poesia. Non è un caso se il Napoli non dipenda più da un singolo finalizzatore, ma dopo l’addio di Higuain è diventato ancora più forte formando una cooperativa del gol che spinge quasi tutti i tecnici a piazzare il doppio pullman davanti all’area di rigore sperando di uscire indenni dalle magiche geometrie che dipingono calcio sia in ampiezza che in profondità. Il cannibale Dries Mertes è l’unico in doppia cifra, avendo raggiunto quota 10 segnando la rete che metteva l’ombrellino sul long drink, ridimensionando le ultime velleità di un Sassuolo che con Falcinelli sembrava aver bloccato la macchina da guerra azzurra, prima di subire l’immediato ritorno azzurro al ritmo di flamenco con Callejon e poi con la tela fiamminga dipinta in pochi istanti dall’incontenibile folletto di Leuven. Il funambolo belga ha già raggiunto quota 80 reti in maglia azzurra, 9° nella classifica all-time azzurra dopo aver superato Savoldi: ora guarda Higuain lontano soltanto 11 centri, non perdendo di vista il record storico di Diego Armando Maradona, che sarà eguagliato a breve dal 115° centro del capitano Marek Hamsik. Alle spalle di Mertens c’è subito il resto del tridente delle meraviglie, con Callejon a quota 5 e lo scugnizzo Insigne fermo a 3. Nutrita la schiera di calciatori con 2 gol al proprio attivo: Zielinski, lo sfortunatissimo Ghoulam, Koulibaly ed Allan. Chiudono a quota 1 l’ariete sventurato Arek Milik, Rog, Jorginho e Hamsik, per un totale di 11 firme d’autore diverse a comporre un mosaico pregiatissimo.

Lorenzo Insigne è però un elemento preziosissimo nelle dinamiche del Napoli, visto che guida la speciale classifica degli assist con ben 4 passaggi vincenti: secondo in Italia dietro soltanto a Candreva che può vantarne uno in più. Seguono Ghoulam fermo a 3, con Mertens e Callejon fermatisi momentaneamente a quota 2.

5 i gladiatori del mister Sarri, sempre in campo nelle prime 12 gare di campionato. Si tratta di capitan Hamsik, Allan e di tutto il tridente d’attacco formato da Callejon, Mertens e Insigne. Diversa però la gestione in termini di minutaggio, dal momento che il Napoli è già impegnato su due fronti considerando la Champions League, mentre il terzo partirà soltanto a dicembre con l’ingresso in Coppa Italia a partire dagli ottavi di finale sfidando Udinese o Perugia. Hamsik è infatti il calciatore più sostituito dal mister azzurro con 9 cambi subiti su 12, seguito immediatamente da Callejon a quota 8 e più distante Lorenzo insigne fermo a 4. Il talento in maglia numero 24 è lo stakanovista del gruppo, poiché ha qualità tecniche sopra la media e capacità di spaccare la partita in qualsiasi momento accompagnando ogni giocata da polvere di stelle in grado di ipnotizzare difensori e portieri con incantesimi a forma di arcobaleni che partono dal vertice sinistro dell’area di rigore fino a sfumare dove palo e traversa si incontrano sul lato opposto. Mai neanche ipotizzabile un undici di partenza senza Lorenzo, che non salta una gara dal primo minuto addirittura dal 23 ottobre 2016: correva la 9° giornata della stagione 2016/2017 ed il Napoli espugnava lo Scida con Callejon e Maksimovic. Per Mertens 1 presenza a gara in corso nell’esordio in campionato contro l’Hellas dopo le fatiche del play-off Champions vinto al San Paolo sul Nizza per 2-0

Dopo il turno di riposo concesso a Koulibaly contro il Sassuolo ed i problemi alla schiena che han costretto Reina a dare forfait sul campo del Chievo, nessun calciatore ha raggiunto i 1.


133 minuti complessivi.

5 i calciatori che hanno sfondato il muro dei 1.000 minuti, diluiti tra tutte le zone del campo eccezion fatta per la linea mediana. In vetta c’è Lorenzo Insigne con 1.070, seguito da Dries Mertens (1.041), Koulibaly (1.039), Reina (1.036) e Ghoulam (1.032). Vedono il traguardo Callejon fermo a 993, quindi Hamsik (901) e più distanti Hysaj (838), Albiol (806), Jorginho (783) e Allan (743).

Rog è l’atleta più volte entrato a gara in corso: ben 9 con 150 minuti raccolti tra Atalanta, Benevento, Lazio, Spal, Cagliari, Roma, Inter, Genoa e Sassuolo.Impreziositi dalla gioia per la prima rete ufficiale realizzata contro gli orobici. 5 sostituzioni fatte per Allan (132 minuti), Zielinski (123), e 4 per Ghiaccherini (71) e Ounas (65).

Callejon-Mertens-Insigne. Un trio da brividi, che nonostante l’apparente leggerezza sfiancano qualsiasi difesa con movimenti e tagli a velocità supersonica per tutta la durata della gara. Maurizio Sarri non prescinde mai da tali geni della pedata, tanto da averli scelti dal primo minuto in ben 11 occasioni su 12: l’unica eccezione al Bentegodi contro l’Hellas quando si partì con l’artiglieria pesante e perciò con i centimetri di Milik tra Ferrari ed Heurtaux. La duttilità di Rog ha fatto sì che il talento croato classe ’96 diventasse il cambio più ricorrente, subentrando in 6 occasioni a ricoprire il ruolo di esterno destro al posto di Callejon. Nel gioco delle coppie Giaccherini è ormai l’alter ego di Insigne rimpiazzato in 3 occasioni, mentre Ounas ha rilevato sia Callejon (2 volte, Benevento e Chievo) che Insigne (1 volta, Inter)

Per quanto riguarda la linea difensiva, 4 gare su 12 per i titolarissimi Hysaj-Albiol-Koulibaly-Ghoulam, schierati dal fischio d’inizio nei match che han visto il Napoli affrontare Benevento, Cagliari, Roma ed Inter, oltre a 5 gare su 6 in Champions League, a testimonianza di un’intesa rafforzatasi partita dopo partita. 3 presenze per la linea composta con Chiriches per Albiol, e 2 con Maggio a percorrere l’out destro in luogo del nazionale albanese Hysaj. 1 apparizione per Maksimovic in coppia  con Koulibaly (Spal), Chiriches con Albiol (Sassuolo) e Mario Rui sulla corsia sinistra a sostituire l’infortunato Ghoulam in occasione dell’ultimo match contro il Chievo.

La zona nevralgica del campo è quella che, eccezion fatta per capitan Marek Hamsik, può permettersi di cambiare gli interpreti senza perdere nulla dal punto della fluidità. In 7 gare su 12 spazio alla qualità garantita dal trio Allan-Jorginho-Hamsik, 3 presenze per la linea fatta da più centimetri e fisicità fornita da Zielinski-Diawara-Hamsik, mentre chiude con 2 apparizioni il trio Zielinski-Jorginho-Hamsik, partito dal primo minuto soltanto al cospetto di Atalanta e Chievo. Il mister partenopeo ha ripetuto in 5 occasioni il cambio Zielinski/Hamsik, seguito da Allan/Hamsik (3) e Diawara/Jorginho (3). Considerando il minutaggio dei titolarissimi Allan (743), Jorginho (783) ed Hamsik (901), si nota come non sia eccessivamente distante da quello riservato alle riserve di lusso Zielinski (533), Diawara (350) e Rog (150), seppur schierato principalmente da esterno destro d’attacco piuttosto che da mezzala).

Si allarga la forbice per quanto riguarda la fase difensiva dove le seconde linee Chiriches (325), Maggio (312), Maksimovic (96) e Mario Rui (72) raggiungono complessivamente quota 805, ovvero un minuto in meno rispetto al titolare meno utilizzato, ovvero Raul Albiol fermo a 806. Proseguendo troviamo Hysaj (838), Ghoulam (1032) e Koulibaly (1039). Ma il dato più curioso riguarda l’attacco, dove a seguito dell’infortunio occorso a Milik, le riserve sono state praticamente utilizzate con il contagocce: Giaccherini è infatti fermo a 4 spezzoni per un totale di 71 minuti, e stessi frammenti di gara per l’ex Bordeaux Ounas che chiude a 65. Troppo distanti Insigne (1070), Mertens (1041) e Callejon (993), a testimonianza di un divario troppo netto che contro rivali di grossa taglia non permette turn-over. Ed in questo senso il probabile anticipo del prestito di Inglese a gennaio sarebbe manna dal cielo offrendo ulteriori possibilità di rotazione in vista di una seconda parte di stagione che vedrà il Napoli in corsa su 3 fronti.

Sotto il profilo disciplinare Hysaj è stato l’unico a vedersi sventolare in faccia il cartellino rosso per fallo da ultimo uomo nel match che apriva la stagione contro l’Hellas Verona. Più in alto di tutti sull’elenco dei cattivi figura il roccioso Koulibaly con 3 gialli, seguito da Zielinski e Giaccherini  fermi a 2.


lunedì 13 novembre 2017 - 19:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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