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Napoli - Suggestione che diventa realtà: riunione a Roma tra De Laurentiis e Carlo Ancelotti negli uffici della Filmauro

Ricco ingaggio e programmazione i punti cardine di un progetto che affascina uno tra gli allenatori italiani più vincenti

tempo di lettura: 4 min
di Giovanni Minieri
23/05/2018 01:15:41
Napoli - Suggestione che diventa realtà: riunione a Roma tra De Laurentiis e Carlo Ancelotti negli uffici della Filmauro

Partita finita. Dopo i tempi regolamentari, è giunto il triplice fischio finale a suggellare il termine degli ultimi minuti di recupero, per riprendere la battuta del mister Sarri nel post-gara del match di domenica scorsa al San Paolo contro il Crotone.
La pazienza del presidente De Laurentiis è finita. Le pause ed i continui rinvii del tecnico tosco-napoletano hanno irritato irrimediabilmente il patron, che è partito deciso per un Piano B di assoluto spessore per crescere ulteriormente in termini di competitività.
L’esperienza di Maurizio Sarri è ormai giunta ai titoli di coda, e l’inchino verso i tifosi rischia di essere realmente l’ultimo verso una piazza che lo ha adottato fin dal primo momento come condottiero senza macchia e senza paura, in grado di dare l’assalto al Palazzo attraverso la Grande Bellezza di un gioco diventato marchio di fabbrica di una squadra che ha raccolto grandi consensi in ogni angolo d’Europa.
3 anni da sogno, con il record di punti della storia partenopea ritoccato anno dopo anno: subito 82 all’esordio, poi 86 prima dell’ultimo campionato chiuso a quota 91. Mai nessuna squadra aveva raggiunto tale cifra senza riuscire a laurearsi campione d’Italia, ed è proprio questo l’unico rammarico di un ciclo che ha visto il Napoli raggiungere gli ottavi di finale in Champions League arrendendosi soltanto al Real Madrid nel 2017, e segnare la terza striscia di tutti i tempi in trasferta con ben 30 risultati utili consecutivi lontano dal San Paolo.
Come l’Olanda degli anni ’70, il Napoli di Sarri è dannatamente bello ma non mette titoli in bacheca. Alla mezzanotte del 22 maggio è scaduta la clausola da 8 milioni che poteva liberare l’allenatore toscano cercato con grande insistenza dallo Zenit San Pietroburgo, pronto a ripartire con un nuovo progetto dopo il fallimento di Roberto Mancini che ha lasciato la Russia senza essere riuscito a tagliare il traguardo minimo della Champions League. Tuttavia Maurizio Sarri prende tempo, in attesa di conoscere novità importanti dall’Inghilterra dove Abramovich e Antonio Conte sono ai ferri corti nonostante il tecnico pugliese abbia conquistato ben 2 titoli (campionato e Fa Cup) in 2 stagioni alla guida del sodalizio londinese. L’ex ct della Nazionale ha un contratto in scadenza del 2019, e rescinderlo anticipatamente comporterebbe un esborso non indifferente per il patron dei blues. Nel caso in cui si dovesse giungere ad un divorzio, Sarri è insieme ad Emery il principale indiziato per raccoglierne la pesante eredità.
L’istrionico patron del Napoli non poteva lasciarsi trovare impreparato, ed è per questo che tra la sorpresa generale sta tentando con tutte le proprie forze di rendere ciò che sembrava soltanto suggestione, una splendida realtà.
Dopo aver abbandonato la sede della Lega Calcio a Milano, De Laurentiis è partito a tutta velocità verso Roma dove negli uffici della Filmauro aveva in programma per le 21:30 un incontro con Carlo Ancelotti per iniziare a conoscersi gettando le basi per nuovo ciclo ancora più ambizioso rispetto a quello appena concluso con Maurizio Sarri. Alla presenza dell’uomo dei contratti Andrea Chiavelli, si è parlato a lungo di cifre con il Napoli che ha proposto un ricco biennale con opzione sul terzo da circa 6 milioni a stagione, mentre l’allenatore sarebbe più orientato verso un triennale secco. Tre ore piene a discutere di programmazione, strategie di mercato e conferma di alcuni pilastri fondamentali da cui ripartire per poi puntellare l’organico con acquisti di prima fascia già individuati.
Ancelotti rappresenta un segno di continuità con quanto realizzato da De Laurentiis nel momento in cui scelse Benitez per il dopo Mazzarri, allo scopo di garantire quell’appeal internazionale in grado di affascinare top-player quali Reina, Albiol e Callejon che accettarono senza indugi il progetto a lungo termine di un Napoli in costante crescita.
L’allenatore di Reggiolo è un nome pesante, che smentisce coloro i quali pensavano ad un ridimensionamento in caso di divorzio con Sarri. 1027 panchine ed un palmares da urlo con ben 19 titoli conquistati allenando top-club quali Milan, Chelsea, Psg, Real Madrid e Bayern Monaco. Reduce da un esonero rimediato nell’ultimo campionato alla guida del Bayern Monaco, Ancelotti ha alzato al cielo per 2 volte la Champions League alla guida del Milan per poi ripetersi qualche anno più tardi sulla panchina del Real Madrid. Eroe della Décima, Ancelotti riporta nuovamente i “merengues” sul tetto d’Europa a distanza di ben 12 anni, inculcando una mentalità vincente di cui si servirà Zidane per conquistare altre due Champions League e tentare uno storico tris sabato prossimo nella finale che opporrà il Real Madrid al Liverpool in quel di Kiev. Quindi 3 Supercoppe Europee e 3 Mondiali del Club ad accrescere la fama di un tecnico di prima fascia, profilo ideale per convincere alcuni calciatori importanti a rispedire al mittente le offerte faraoniche per riprovare subito ad affermarsi in Italia e recitare un ruolo da protagonista nel gotha del calcio europeo.

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