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Napoli Calcio

Napoli - Stamattina il raduno all'Hotel Vesuvio: visite mediche e poi partenza per Dimaro

Mercato finora sufficiente. Due tasselli da completare, in accordo con le linee programmatiche della società. Di María un'irraggiungibile suggestione

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Finalmente si parte. La lunga attesa per la nuova stagione, resa ancor più struggente dai Mondiali di Russia senza l’Italia come protagonista, è finita. Da questa mattina è tempo di fare sul serio. Con un programma leggermente diverso dal solito, dal momento che gli impianti del centro sportivo di Castel Volturno sono interessanti da improcrastinabili interventi di restyling. Per tutti i convocati l’appuntamento è fissato per le 8:30 presso un Hotel Vesuvio blindatissimo lungo tutte le vie di accesso. Visite mediche e poi partenza per Dimaro dove martedì pomeriggio gli azzurri sosterranno il primo allenamento agli ordini di Carlo Ancelotti. Nessun contatto tra squadra e stampa prima del romitaggio estivo: nessuna conferenza di presentazione, né del tecnico e né dei 4 nuovi acquisti, per cui il Trentino diventerà il luogo in cui poter ascoltare le prime parole ufficiali dei protagonisti.
Il mercato segue le linee programmatiche della società, che negli anni hanno dimostrato di saper coniugare un’esemplare gestione finanziaria con risultati e trofei conquistati sul campo. 2 Coppe Italia ed 1 Supercoppa Italiana sono entrate in bacheca nell’era De Laurentiis, oltre ad una presenza stabile nel gotha del calcio europeo con 2 ottavi di Champions League raggiunti dovendosi piegare soltanto a Chelsea e Real Madrid poi rivelatisi vincitori.
Non sarà facile mettere alle spalle i fasti del recente passato, con il gioco da playstation praticato da Maurizio Sarri che ha portato Napoli a sfiorare lo Scudetto nonostante un fatturato distante anni luce da quello della Juventus.
Un eventuale titolo all’ombra del Vesuvio avrebbe significato un’eccezione alla regola, sulla scia di Leicester, Atlético Madrid, Borussia Dortmund e Monaco nei campionati top d’Europa. Bisogna perciò avere ben chiari gli obiettivi stagionali, con la piena consapevolezza che i ragionevoli voli pindarici vadano inseguiti come eccezionalità e non come atto dovuto. La zona Champions è la giusta dimensione, considerando che la Juventus (squadra più titolata d’Italia con 34 Scudetti di cui 7 consecutivi) viaggia a un ritmo insostenibile per la dirette concorrenti. 10° club per fatturato in Europa, la compagine bianconera si permette il lusso di puntellare il centrocampo con Emre Can in scadenza di contratto. Poi prende Perin come secondo alle spalle di Szczesny che scala le gerarchie dopo il passaggio di Buffon al Psg. Ritornano alla base Caldara e Spinazzola (quest'ultimo ai box per 5-6 mesi), piazza il colpo Cancelo e si permette di sognare addirittura CR7. Il più forte al mondo. Un’autentica industria miliardaria applicata al calcio.
Per il momento nessun colpo ad effetto per Aurelio De Laurentiis, ma acquisti mirati a lanciare giovani prospetti che possano consacrarsi o generare succose plusvalenze per poi ripartire con un nuovo ciclo vincente.
Analizzando reparto per reparto, tra i pali risiedono le novità più importanti. Rinnovamento totale. Via il leader carismatico Pepe Reina in scadenza di contratto così come Rafael, mentre il napoletano Sepe viaggia in direzione Parma per trovare la giusta continuità ed esprimersi al meglio delle proprie potenzialità. Chi si aspettava un profilo navigato per raccogliere la pesante eredità del portierone spagnolo, è rimasto tremendamente basito. La meglio gioventù al potere. Si scrive fenomeno e si legge Alex Meret. Portiere classe ’97 definito il miglior interprete italiano del ruolo, superiore perfino a Gigio Donnarumma sia sotto il profilo tecnico che per quanto riguarda la gestione delle pressioni.


Tutta la trafila nelle Nazionali giovanili, e poi com’è triste consuetudine nel nostro paese, una maglia da titolare che non arriva mai. Di proprietà dell’Udinese ma in prestito nei Cadetti tra le fila della Spal, dove conquista con prepotenza gli onori delle cronache con prestazioni sontuose. Vince il campionato, e l’esordio in Serie A è in agrodolce a causa di qualche problema fisico di troppo che non gli permette di raccogliere più di 13 gettoni. Carlo Ancelotti crede ciecamente nel talento smisurato del portiere friulano, che parte titolare sotto l’ala protettiva di Orestis Karnezis, compagno di squadra ai tempi di Udinese. A riempire la casella del terzo portiere dovrebbe essere Pierluigi Frattali, reduce dal campionato di B vinto da titolare con la maglia del Parma.
In difesa il colpo più importante è stato la conferma del colosso Kalidou Koulibaly, richiesta espressamente dal tecnico di Correggio. Raúl Albiol ha rispedito al mittente le insistenti avance del Villarreal rinnovando fino al 2021, mentre Chiriches potrebbe essere sacrificato per ragioni numeriche in favore dello strapagato Maksimovic e di Tonelli. Luperto andrà nuovamente in prestito. Ghoulam e Mario Rui torneranno a sfrecciare sulla corsia mancina, mentre tante incognite aleggiano su quella opposta. Christian Maggio si è spostato di qualche kilometro scendendo in B a sposare il progetto Benevento, mentre Hysaj non ha alcun sostituto dopo le complicazioni nell’affare Lainer, mentre esistono trattative in fase embrionale con il Psv per Arias.
Nella zona nevralgica del campo il nuovo credo tattico di Carlo Ancelotti ha visto il sacrificio di Jorginho, poichè non c'è spazio per il classico regista di sola impostazione. Muscoli e centimetri per Fabián, terzo acquisto più costoso dell’era De Laurentiis dopo Higuaín e Milik. Dodicesima stagione per capitan Marek Hamsik dopo aver detto no alle sirene cinesi, e conferma in blocco per Zielinski, Allan, Rog e Diawara.
La linea offensiva non può prescindere dai 3 titolarissimi della scorsa stagione. Cambia nuovamente il ruolo di Dries Mertens, che si accomoda nuovamente a sinistra poiché Ancelotti non stravede per i nove falsi. Milik resta l’ariete di riferimento, con Roberto Inglese subito in scia. Simone Verdi rappresenta il dodicesimo di lusso, mentre servirebbe un attaccante esperto di caratura internazione, che abbia l’istinto del gol nel proprio Dna. Lorenzo Insigne e Callejón sono punti fermi, mentre resta da capire il destino di Ounas, Ciciretti e Roberto Insigne.
Con l'allenatore italiano più vincente in panchina, è facile abbandonarsi all'idea di un gran colpo ad effetto. Difficilmente percorribili le piste legate a Karim Benzema o ad un nostalgico ritorno di Edinson Cavani, prende piede quella che porta dritta a Parigi verso il Fideo Ángel Di María. Troppo distanti finora le parti, con il Napoli che si mantiene su un triennale da 5 milioni a stagione, contro il lauto ingaggio da oltre 10 milioni con scadenza giugno 2019. Ma il feeling tra Ancelotti e Di María è saldissimo, con il tecnico abilissimo a reinentarlo mezzala per aumentare la qualità offensiva del Real Madrid valorizzando allo stesso l'acquisto multimilionario di Gareth Bale. Ed arrivò la Décima...


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lunedì 9 luglio 2018 - 09:33 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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