Luciano Spalletti ha parlato alla vigilia della super sfida contro l’Inter allo stadio San Siro, all’alba della 16esima giornata del massimo campionato italiano, che coinciderà con il ritorno della serie A dopo 52 giorni di stop forzato dovuto al Mondiale in Qatar.
Vari gli argomenti trattati nel corso della conferenza stampa pre-partita, a cominciare dalla domanda sullo stato psico-fisico della squadra, rispetto al quale Spalletti ha riferito: “Abbiamo lavorato come si deve, valutando ogni singolo calciatore individualmente, tra quelli partiti per il Mondiale e quelli andati in vacanza. I segnali avuti dai ragazzi sono stati buoni. Mentalmente non abbiamo mai staccato la spina, perché la testa è rimasta esattamente dove l’abbiamo lasciata. Il viaggio è iniziato già 1 anno e mezzo fa: ci fermeremo solo al traguardo finale”.
Riguardo a presunte congiure per irretire i nervi dei calciatori azzurri, Spalletti getta acqua sul fuoco: “Non vogliamo pensare a complotti, ma proprio perché se ne parla spesso, è segno che il nostro sistema sia senz’altro migliorabile. Del resto, l’unica ricetta per dare il buon esempio, è avere comportamenti corretti che restituiscano credibilità. Noi vogliamo servirci dell’amore di Napoli per il calcio e della nostra voglia di far felice la nostra gente per giocare partite di livello”.
A proposito della designazione di Sozza quale direttore di gara ( precedentemente oggetto di critiche per l’arbitraggio di Milan-Fiorentina): “Bisogna rimuovere questo modo di pensare, comportarci tutti meglio e pensare tutti nella maniera giusta”.
Su Lobotka e Kvaratskhelia: “Contro la Juve Stabia hanno ben figurato entrambi, con le loro qualità ci fanno stare sereni. Kvara ha innata la dote dell’imprevedibilità, che fa sì che faccia sembrare facili dei gesti difficilissimi. Appartiene a quella categoria di calciatori che può far svoltare la partita dal nulla, riuscendo a determinare senza aver bisogno dei compagni o dei moduli”.
Sulle condizioni di Rrahmani: “Per quanto mi riguarda, posso assicurare che il suo rientro, nei tempi graduali già previsti, è avvenuto in maniera piena. Però sarà solo il campo l’unico giudice e bisognerà aspettare di vederlo all’opera per valutarlo meglio”.
Sugli stimoli: “La nostra forza non dipende tanto dall’imbattibilità o dalla posizione in classifica, ma dalla consapevolezza dei nostri mezzi. Siamo consci di cosa possiamo fare in campo e vogliamo continuare a farlo vedere nelle prossime gare. Il nostro avversario è una grande squadra e la differenza potrà farla il gioco che sapremo proporre nella partita, che poi è lo stesso che abbiamo mostrato contro i club blasonati che abbiamo già affrontato fino a questo momento, senza mai soffrire la paura di non farcela. Si continua proponendo il nostro calcio, quello che ha ricevuto gli apprezzamenti di molti, dando vantaggi alla squadra ed esaltando le doti di molti singoli”.
Sulle sensazioni: “Sono sempre giuste. Mi piace sentirmi sotto pressione col mio lavoro, ci sono abituato e mi sta bene così, con questa percezione di avere l’entusiasmo, la preparazione e l’applicazione al massimo delle rispettive potenzialità. Ora ci vuole solo una risposta che sia all’altezza delle aspettative dei nostri tifosi e del nostro popolo. Dai ragazzi mi aspetto questo”.
Sull’Inter priva di Brozovic e col probabile tandem d’attacco: “E’ una squadra di livello top, ma del resto la conferma evidente sta negli investimenti che ha realizzato negli ultimi 3 anni e mezzo. Dalla loro c’è la grande abilità di saper sfruttare il campo in lungo e in largo, sia per le loro doti in ampiezza, sia per quelle in profondità. Sanno difendersi bene, chiudendo gli spazi quando serve e al tempo stesso lasciando sempre i due centravanti in costante pressione sui centrali di difesa avversari: questo li porta ad essere potenzialmente letali in contropiede e ci costringerà a dover mantenere la massima accortezza e il massimo equilibrio per contrastarli in modo efficace. La straordinaria capacità che hanno di unire l’abilità tecnica alle capacità prettamente fisiche ti impone di cambiare pelle continuamente nel corso della partita, perché poi, a tutta questa bravura, ci aggiungono anche la velocità di rovesciare rapidamente il fronte coinvolgendo i quinti e mettendo all’opera le due punte con pochi tocchi. La nostra bravura dovrà essere quella di non farci trovare sbilanciati e di preservare il controllo della partita e quindi il pallino del gioco”.
Sui Nazionali reduci dal Mondiale: “Magari non staranno tutti sullo stesso livello di forma ma sono tutti pronti per affrontare questa partita”.
Sull’importanza del match per entrambe le squadre: “Siamo in una fase dove i frutti del nostro lavoro ci stanno regalando sensazioni eccitanti. Siamo dentro un grande campionato e ce lo stiamo giocando con tutte le altre. Non è una sfida che riguarda solo la squadra, bensì tutto l’ambiente. Tutta la città è coinvolta, perché la gloria che viene dal giocare grandi partite abbraccia tutte le componenti. Per parte nostra, dovremo essere più bravi e più forti di tutto: scetticismo, pregiudizio e pure i timori di chi tiene a questi colori. Dobbiamo sgombrare la testa dai dubbi e giocare liberi. Questo ci farà dare qualcosa in più, con la consapevolezza che lo stiamo facendo per onorare l’orgoglio della nostra città intera. In tal senso, i ragazzi mi sembrano già pronti”.
Su Lukaku: “Non è tanto il singolo ad essere pericoloso, è l’Inter ad essere tutta temibile. Conosco il valore anche dei suoi compagni, qualcuno l’ho allenato. Dzeko, Calhanoglu e Skriniar, per esempio, non sono da meno”.
Sulle parole degli avversari: “Non ci soffermiamo. L’obiettivo dev’essere stare in sintonia con l’amore della città e con quella sana follia e felicità di Napoli. Dobbiamo pensare che quello che facciamo può cambiare l’umore di tanti bambini e di tante persone meno fortunate di noi. Questo dev’essere lo stimolo. Il resto sono “bischerate”. Il campionato è ancora lunghissimo, le partite decisive ancora tantissime. Ma i ragazzi sanno che si stanno giocando un pezzo di storia indimenticabile nella propria carriera”.
Sui recenti scandali che hanno colpito il calcio italiano: “In questo momento preferisco parlare dell’Inter. Queste sono valutazioni che richiederanno più tempo e anche una giusta dose di autocritica nel chiedersi se davvero ognuno di noi sta contribuendo a rendere il nostro calcio più credibile o meno”.
Sulla ripresa post-Mondiale: “Innanzitutto potremmo prendere ad esempio il calore del popolo argentino, come fonte di energia pura da riversare nel nostro calcio. Poi, anche al Mondiale, s’è visto un calcio ormai fatto di imprevisti a ripetizione e di straordinarie qualità da un punto di vista individuale. Da Qatar 2022 ne usciamo arricchiti. Sono convinto che alla ripresa ci troveremo ancora qualcosa del Mondiale e il nostro campionato si riconfermerà ancora come un torneo di livello top”.
Sul legame di Spalletti con la città: “Lo scudetto è ossessione vostra, la mia è veder impazzire di gioia questa città. Ho imparato ad essere napoletano anch’io e forse mi sono reso conto di esserlo un po' già da prima, anche senza saperlo. Nulla mi farebbe più contento di vedere questa città in trionfo. Lo voglio più degli elogi e delle belle parole”.
Sulla scomparsa di Pelè: “Un dispiacere vero. Lui, Messi e Maradona, pur in epoche diverse, hanno lasciato un segno indelebile. Mi preme anche fare i complimenti a chi non ha voluto togliere il numero 10 della sua maglia. Peraltro so che era volontà dello stesso Pelè”.
Sulla maglia numero 10 del Napoli: “Da parte mia, mi fa piacere che i numeri dei grandi giocatori non restino chiusi negli armadi. E’ vedendo quei numeri tutti i giorni che aumenta la responsabilità, per chi li indossa e chi ci gioca insieme, di dimostrare che non si sta in quei contesti per caso, ma perché lo si merita”.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.