Inizia a prendere forma il Napoli di Ancelotti, che pur trovandosi per una rilassante vacanza in Canada (paese di origine della moglie) non stacca mai del tutto la spina, mantenendo sempre il telefono bollente per dirigere tutti i movimenti di mercato in accordo con il direttore sportivo Giuntoli.
Il tecnico di Reggiolo ha subito messo in chiaro le cose fin dal primo appuntamento con il presidente De Laurentiis nella sede romana della Filmauro. Essere protagonista e non una semplice comparsa della stagione che inizierà ufficialmente il 9 luglio in occasione del raduno a Castel Volturno, prima della partenza per il consueto ritiro in Val di Sole.
Consapevole di dover far fronte a un budget non paragonabile a quello di Real Madrid, Psg e Bayern Monaco, Ancelotti ha messo alcuni paletti su quegli elementi che considera imprescindibili per dare continuità a un progetto che in un triennio di assiduo lavoro ha portato ad un’identità marcata e ben definita.
Uno dei pilastri più importanti sul quale costruire l’intera opera architettonica, ha il color ebano di orgine franco-senegalese che porta dritto a Kalidou Koulibaly. L’eroe del blitz all’Allianz Stadium: un risultato storico che resterà per sempre nella memoria, con il volo d’angelo a precedere l’incornata imperiosa a zittire il sempre ostile impianto piemontese. Un fermo immagine da consegnare agli archivi, 3 punti d’oro che riscattano 6 ko di fila nello stadio dell’acerrimo nemico di tante battaglie sia in Italia che in Europa. Fisicità imponente, progressione devastante ed una prolificità spaventosa: con 5 reti è il secondo difensore più prolifico della Serie dopo l’olandese De Vrij a quota 6. Un’autentica forza della natura: 35 partite su 38 in campionato saltando solo la gara interna contro il Sassuolo per scelta tecnica prima del Manchester City, e due per squalifica contro Udinese e Torino.
Normale aver attirato l’interesse di tanti top-club stranieri, in particolare dalla premier dove Arsenal, Liverpool ma soprattutto Chelsea hanno provato a convincere De Laurentiis con ghiotte offerte a partire da 50 milioni. Tutte rispedite al mittente perché Koulibaly, pronto a difendere i colori del Senegal ai prossimi Mondiali di Russia, è deciso a lottare ancora per riportare Napoli sul tetto d’Italia.
Bruno Satin, agente dello statuario difensore azzurro, ha tranquillizzato tutti in un intervista rilasciata a Radio Sportiva: “Aurelio De Laurentiis ha fatto un gran colpo portando all’ombra del Vesuvio Carlo Ancelotti, dando l’accelerazione definitiva nel momento in cui ha capito che Maurizio Sarri non avrebbe rinnovato il contratto. Il Napoli è una squadra già molto forte, perciò il primo passo sarà quello di convincere tutti i big a non emigrare verso altri lidi. Kalidou è ora impegnato con la Nazionale, per cui ignoro se abbia parlato o meno con il nuovo tecnico. Il futuro del mio assistito è a Napoli, poiché società ed allenatore ritengono sia un elemento fondamentale da cui ripartire per rendere la squadra ancora più forte”. Parole piuttosto dolci, lontane anni luce dalle uscite fuori luogo dell’agente nei momenti che hanno preceduto la firma sul rinnovo contrattuale.
Miele dolcissimo recapitato a Napoli anche nell’intervista alla testata “So Foot” dove Koulibaly fa il punto sulla stagione appena conclusa: “Abbiamo perso lo Scudetto contro squadre come Sassuolo, Inter e Milan che avremmo dovuto battere senza mezzi termini. Poi è inutile nascondere che giocare sempre dopo la Juventus è stato pesante, perché avevamo sempre la pressione psicologica di dover fare risultato a tutti i costi per non perdere terreno. Capisco quando la Juventus era impegnata in Champions, ma anche quando è uscita purtroppo non è cambiato nulla. Infine è stato orribile assistere alla sconfitta in extremis dell’Inter contro i bianconeri. Non ricordo più cosa sia successo dopo il gol-vittoria allo Stadium: il mio obiettivo è soltanto ricambiare l’enorme affetto che la gente nutre verso di me.
Da franco-senegalese ho avuto come modelli Tresor, Desailly e Thuram non solo per il colore della pelle, ma soprattutto per la capacità di essersi integrati senza problemi in Francia. È davvero complicato far finta di nulla davanti a beceri episodi di razzismo. Regalai una maglietta a un bambino laziale davvero scosso per quanto successo, poi nella partita successiva al San Paolo i tifosi si presentarono allo stadio con migliaia di maschere che riproducevano il mio volto, a testimonianza di un legame fortissimo con questa piazza meravigliosa. Anche i napoletani sono purtroppo costantemente vittime di episodi di razzismo in quanto meridionali. Sarri all'inizio non mi vedeva: chiesi addirittura di andar via ma il club rifiutò. Poi iniziai a giocare, e pur di non tornare in panchina giocavo anche se ero sfinito da alcuni allenamenti davvero massacranti. Per quanto riguarda il mio futuro, ho ancora 3 anni di contratto qui a Napoli”.