Rientra il caso Allan, a pochi giorni dalla trasferta di Brescia ma soprattutto a una settimana esatta dal big-match di Champions al San Paolo contro il Barcellona. Gattuso non fa sconti, a prescindere dai nomi, perché dare un segnale importante al gruppo è condizione indispensabile per rimettere tutti in carreggiata al fine di raggiungere gli obiettivi prefissi dalla società.
Ringhio non serba rancore. Anzi, sa usare indifferentemente il bastone e la carota. Come quando al termine del match contro la Fiorentina, giustificò lo stesso Allan davanti ai media per aver imboccato direttamente la via degli spogliatoi, senza passare per la panchina, dopo la sostituzione con Demme a inizio ripresa. Il club concesse addirittura una permesso extra al brasiliano per rientrare in patria per la nascita del terzo figlio, nonostante all’orizzonte ci fosse una partita come Napoli-Juve da preparare al massimo delle potenzialità fisiche e mentali.
L’atteggiamento prima di tutto. Proprio per questo il mister partenopeo detesta chi prova a risparmiarsi durante le sessioni di allenamento, senza sudare fino all’ultima goccia di sudore in quel di Castel Volturno. Allan correva a un ritmo più leggero rispetto al resto del gruppo, e la conseguenza è stata forte: esclusione dalle battute finali della rifinitura, ma soprattutto mancata convocazione per la delicata trasferta di Cagliari.
Due giorni per riflettere e tornare a più miti consigli. Il centrocampista ha chiesto scusa, ma soprattutto risposto sul rettangolo verde, mostrando grinta e intensità, per provare a conquistarsi un posto da titolare già nel friday night di Brescia.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.