Fonte: Marca.com
"Raul Albiol si appresta a terminare la 5° stagione in maglia azzurro. Sono un napoletano acquisito, assicura il difensore in un’intervista esclusiva al quotidiano Marca. È tale la sua simbiosi con la piazza, che pensa soltanto a regalare a Napoli un trofeo importante che manca addirittura dal 1990".
Il Napoli ha messo alle spalle una serie negativa di 2 gare senza vittorie battendo per 1-0 il Genoa grazie a un gol di Raúl Albiol. Sei felice?
"Felice soprattutto per aver portato a casa i 3 punti. Mancano 9 partite e sarà fondamentale fare sempre bottino pieno. In questo momento si soffre molto di più, perché ogni avversario si gioca qualcosa: dalla salvezza fino a un posto in Europa".
Non segnavi da gennaio 2016, ma il tuo terzo gol nella partita numero 202 con la maglia del Napoli potrebbe valere lo Scudetto. Immagino che sia stato celebrato con grandi festeggiamenti.
"Mi mancava tanto il gol ed è per questo che nello spogliatoio non sono mancati gli scherzi, con tutti i compagni a dirmi che era ora andassi a segno. Sono soddisfatto perché dopo il passo falso della Juve era importantissimo portare a casa l’intera posta in palio. Inoltre siamo riusciti a venire a capo di una partita complicata: le occasioni fioccavano ma la sfera non voleva entrare. I minuti scorrevano veloci ed aumentava progressivamente la tensione".
Il Napoli è secondo a soli 2 punti dalla Juventus quando mancano solo 9 partite alla fine della stagione. Come vedi la lotta per il titolo?
"Il nostro obiettivo a inizio stagione era arrivare a 10 giornate dalla fine con la possibilità di essere ancora in corsa per la vittoria finale. Dopo 6 anni è giunta l’ora del cambio della guardia. In altre stagioni la Juve aveva molto più vantaggio sulle inseguitrici a questo punto della stagione. Ora dipendiamo soltanto da noi stessi, ed è un aspetto da non sottovalutare assolutamente".
Vi sentite sfavoriti?
"La Juventus è la squadra più forte in Italia sia dal punto di vista storico che economico. Ha conquistato più di 30 Scudetti, di cui gli ultimi 6 consecutivi. Ha disputato 9 finali di Champions, e ben 2 negli ultimi 3 anni. Senza contare che in ogni stagione acquista calciatori del valore di 30-40 milioni o addirittura superiore. Quest’estate sono arrvivati Douglas Costa, Bernerdeschi e Matuidi: 2 anni fa Higuain e Pjanic. Poi ci sono il Milan e l’Inter, due squadre top che non stanno attraversando il proprio miglior momento, la Roma…"
Vi sentite obbligati a vincere lo Scudetto?
"No. Noi siamo la quinta forza del campionato analizzando i parametri strettamente economici e storici. Non possiamo competere, né tantomento partire con il ruolo di favoriti…ma tentiamo di azzerare le differenze in modi diverso. Volevamo giocarcela alla pari con la squadra più forte d’Italia e devo dire che ci stiamo riuscendo alla grande".
E come ci siete riusciti?
"Attraverso il lavoro e dando tutto quanto nelle nostre possibilità anno dopo anno: prima con Benitez e poi con Sarri. Questo gruppo è come una grande famiglia. Tutti inseguiamo un sogno comune, lo stesso che vuole raggiungere la città intera a distanza di 28 anni dall’ultimo titolo. Abbiamo la stessa voglia dei nostri tifosi e speriamo di poter tagliare il traguardo da vincitori".
Potrebbe essere questo l’anno giusto?
"Quando tutto il gruppo rema unito in un’unica direzione, tutto diventa possibile. Manca però ancora tantissimo: 9 giornate possono sembrare poco, ma quando si ha la pressione di dover vincere sempre, la sofferenza aumenta ed i minuti diventano un’eternità."
Callejon ha ammesso che sogna di realizzare il gol-Scudetto. Albiol ha lo stesso sogno?
"Vincere il titolo sarebbe per me più importante della gloria personale. Lo Scudetto è il sogno di tutti. È quasi un’ossessione, non si pensa ad altro, ma è normale puntare a qualcosa di grande per rendere felice un’intera città. È straordinario vedere l’amore di Napoli per la squadra e per il calcio".
Cosa ti ha trasmesso Sarri?
Dal primo giorno in cui ho iniziato a lavorare con lui, non ho smesso un attimo di crescere imparando sempre nuove cose. Tutta la squadra diverte e si diverte da 3 anni a questa parte, ed aver mantenuto sempre il gruppo storico ha inevitabilmente facilitato il lavoro. Siamo riusciti a migliorarci sempre: lo rivelano i numeri e questo ti dà sempre ulteriore fiducia per continuare a crescere. L’idea di gioco di Sarri si sposa benissimo con le nostre caratteristiche. In questa stagione abbiamo migliorato la difensiva: subiamo meno reti e questo può rivelarsi un valore aggiunto in chiave Scudetto. Dobbiamo concretizzare questi numeri conquistando un titolo, e speriamo sia quello nazionale.
Il Napoli è la squadra che il gioca il miglior calcio d’Europa?
"Non saprei. Noi ci sentiamo a nostro agio grazie al nostro modo di giocare. Avremo sempre sia sostenitori che detrattori, ma la nostra filosofia ci porta a divertirci mantenendo il possesso palla ed attaccando. Non abbiamo le caratteristiche per difenderci all’interno della nostra area, perché abbiamo un organico formato prevalentemente dacalciatori tecnici ma piccolini. Non riesco neanche ad immaginare una squadra chiusa nella propria area di rigore con 11 calciatori di 1,70 o 1.75. Non possiamo giocare in tal modo. La qualità del nostro gruppo si manifesta mantenendo palla, attaccando e sistemandoci stabilmente nella metà campo rivale. Il mister vuole che giochiamo massimo a 2 tocchi senza gettar mai via il pallone. Ci siamo sempre divertiti perché il suo stile è perfetto per le caratteristiche dei calciatori in organico. Prima non riuscivamo a mostrare tutte le nostre qualità; Koulibaly ad esempio è migliorato tantissimo, tanto da essere a ragione considerato tra i migliori difensori centrali d’Europa. Stesso discorso per Mertens nella veste di finalizzatore. Nessuno pensava potesse raggiungere numeri simili. Siamo cresciuti a vista d’occhio, sia individualmente che collettivamente".
Sarri dice che Albiol è il primo regista del Napoli. Sotto quali aspetti sei migliorato?
"Con gli anni ho acquisito sempre maggiore esperienza per leggere il gioco ed affrontare la partite. In campo si nota. L’esperienza ti aiuta ad imparare riducendo sempre al limite gli errori".
Il CIES (Osservatorio del Calcio) assicura che Albiol è tra i migliori 5 difensori centrali del 2018. Sei il secondo calciatore per numero di passaggi in Serie A e Sarri afferma che Albiol è un calciatore sottovalutato. Qual è la tua opinione su tutto questo?
"Questo non posso dirlo io, ma se lo ha detto il mister allora vuol dire che ha ragione! Tento di fare il mio lavoro e dare il massimo. Sempre con grande concentrazione per crescere dopo ogni allenamento ed ogni partite perché non si smette mai di migliorare il proprio bagaglio tecnico-tattico".
Quanto sarà decisivo il match contro la Juve?
"Tutti parlano di questa partita, ma prima dobbiamo vincere le 4 gare precedenti. Altrimenti non servirebbe a nulla. Se riusciamo ad arrivare con soli 2 punti di differenza allo scontro diretto, allora in quel caso sarà decisivo".
Sei stato campione del mondo nel 2010 e d’europa nel 2008 e 2012. Hai perso le speranze di essere convocato per il Mondiale?
"La speranza c’è sempre, ma fino all’ultimo momento non si sa ciò che potrebbe accadere e bisogna essere preparati. Le possibilità sono scese in picchiata non avendo fatto parte delle lista. A tutti piacerebbe essere al Mondiale, ma cerco di essere concentrato soltanto sul Napoli e sulle 9 finali che mancano alla fine della stagione".
Ti soprende essere ormai fuori dal 2015?
"È già tanto tempo che non sono convocato ma non dipende da me. In qualsiasi caso, bisogna aspettare e rispettare le decisioni del selezionatore. La Spagna è una nazionale top, con calciatori di profilo alto e non è facile rientrare"
Come vedi il quarto di finale tra Juventus e Real Madrid
"Durissimo per erntambi. Si affrontano le due finaliste della scorsa stagione. Va ad essere un match sul filo dell’equilibrio. In Champions una brutta partita ti può costar cara. Il madrid parte inevitabilmente favorito, e non a caso ha vinto le ultime 2 edizioni della Champions League".
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