Foto: Ssc Napoli
Niente nubi nel futuro di Dries Mertens. Belga soltanto sul passaporto, ma ormai napoletano d’adozione come si evince dal soprannome “Ciro” urlato a squarciagola da tutto lo stadio San Paolo quando Carlo Ancelotti gli concede la standing ovation a pochi istanti dal fischio finale. Non poteva essere più chiaro nel messaggio lasciato alla stampa al termine della gara di Bologna: “Ho ancora un altro anno di contratto e non mi muovo da Napoli”. Una fumata azzurra, con buona pace di quanti già vedevano il folletto di Leuven pronto a farsi riempire di dollari in qualche improbabile destinazione esotica. L’azzurro nel destino, ed il record di Marek Hamsik da raggiungere e perché no, provare anche a superarlo piazzando l’accelerata vincente sul rettilineo finale. Mertens ha vissuto una stagione di alti e bassi, complice anche il cambio di allenatore e modulo che ne ha limitato il raggio d’azione in perenne ballottaggio con Arek Milik.
Un periodo di astinenza insolitamente prolungato in avvio di 2019, per poi riprendersi con gli interessi nelle battute finali scalando con veemenza la classifica dei bomber all-time. L'attaccante tascabile chiude a quota 16 reti in Serie A, 19 in tutte le competizioni confermandosi al secondo gradino del podio partenopeo, a una sola lunghezza da Milik che ha sparato le ultime cartucce il 14 aprile sul campo del Chievo. Un rullo compressore. Cartellino timbrato con imbarazzante continuità nelle ultime 5 apparizioni, infilando in rigoroso ordine Atalanta, Frosinone, Cagliari, Inter e Bologna. Subentrato a gara in corso nel match contro i felsinei, Dries Mertens ha impiegato soltanto 14 minuti nel raccogliere il suggerimento di Younes e perforare per l’11° volta la sua vittima preferita. Con il gol messo a segno nel duello mai banale con Skorupki, il folletto in maglia numero 14 ha staccato finalmente Sallustro piazzandosi al terzo posto in solitaria come bomber all-time della quasi centenaria storia azzurra. 109 cioccolatini d’autore, a -6 da Diego Armando Maradona, e puntando senza mezzi termini al record assoluto conquistato appena pochi mesi fa da capitan Marek Hamsik: 121 in 12 stagione vissute in maniera molto intensa, a difesa del vessillo di Partenope in ogni angolo d’Europa.
Carlo Ancelotti si è sempre fidato ciecamente dei movimenti sempre imprevedibili, così come delle giocate dal coefficiente di difficoltà altissimo nelle corde del talentuoso attaccante classe ’87. Mertens è infatti sceso in campo in ben 46 delle 54 gare ufficiali disputate dal Napoli, sfondando il muro dei 3.000 toccando quota 3.209 minuti, con una media di un centro ogni 169 minuti. Considerando soltanto i numeri relativi alla massima serie, Ciro Mertens è il 3° attaccante per minutaggio dietro l’inossidabile Callejon e il gladiatore Milik: 2.409 (1.993 da titolare, 416 da subentrante) con la media che migliora sensibilmente andando a segno ogni 150 minuti. L’anno di transizione ancelottiano è trascorso con risultati tutto sommato positivi, e Dries Mertens si prepara a vivere da protagonista il prossimo campionato dove il Napoli tenterà nuovamente l’assalto ad una Juventus chiamata alla ricostruzione post-Allegri.