Nella notte di Anfield, al termine di una prestazione per certi versi straordinaria, fatta di cuore ed abnegazione, il Napoli ritrova qualche frammento sparso della sua anima e, seppur momentaneamente, mette a tacere le voci, le critiche, i rumori al di fuori dello spogliatoio. Compatto, a detta di Ancelotti, ed unito all’unanimità per uscire fuori dal tunnel della crisi che a metà novembre ha spazzato via certezze e spavalderia e che forse ha creato più di qualche crepa. Serviva una scossa, a lungo inseguita, col Genoa, col Milan ed infine col Liverpool. Tre pareggi che raccontano tre momenti diversi e che dipingono il Napoli versione Champions come una squadra totalmente ancelottiana: incerta in campionato, sicura e sprezzante in Champions. Una scossa occorrerà, sia chiaro, ma se occorrevano segnali, non si può dire che sul terreno di Anfield non siano arrivati.
Il Napoli in una sola stagione ha battuto il Liverpool all’andata, ha pareggiato al ritorno: numeri alla mano, contro una squadra lanciata e spedita verso la conquista della Premier, significa una sola cosa, e cioè che gli azzurri sono gli unici, finora in questa stagione, ad aver battuto i Reds e gli unici ad aver strappato punti ad Anfield, oggi come oggi probabilmente il peggior campo su cui giocare in Europa. Una soddisfazione, certamente, su cui non cullarsi come ovvio, ma anche un segnale di ripresa. E non solo, perché i segnali sono arrivati anche e soprattutto fuori dal campo. Da Ancelotti, che ha pubblicamente elogiato i suoi, parlando di una squadra consapevole del momento e desiderosa di ritrovarsi. E parlando anche della società, soddisfatta, nonostante il momentaccio. Società che è tornata a farsi sentire, finalmente aggiungiamo, con Aurelio De Laurentiis in persona.
Due tweet che chiudono, almeno formalmente, le polemiche: “Con Ancelotti e questa squadra due vittorie ed un pareggio con il Liverpool stracampione. Contro chi gufa addossando il non rendimento a rinnovi non effettuati, questa partita è la risposta definitiva. Bravo all’allenatore e ai nostri giocatori. Adesso tutti a testa bassa a lavorare duro e considerare tutte le altre partite come se fossero contro il Liverpool. Non dobbiamo oggi parlare di misure societarie coi giocatori, le risolveremo tra noi senza pressioni o condizionamenti esterni”. Poche ma efficaci parole: occorreva un messaggio forte, di personalità, che finalmente è arrivato. Anche un po’ fuori dagli schemi soliti di De Laurentiis, aggiungiamo: è la più bella notizia dalla notte di Anfield Road. Una mossa per mettere a tacere tutti e continuare, insieme, un cammino meraviglioso che in questi anni ha saputo regalare soltanto gioie…