Napoli Calcio
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Napoli killer all'Arechi: gioca, sbrana e se ne va

Prestazione convincente degli uomini di Spalletti, che sbancano Salerno per 2-0 con una gara mai in discussione.

tempo di lettura: 11 min
di Antonio Ingenito
21/01/2023 22:24:51
Napoli killer all'Arechi: gioca, sbrana e se ne va

A Salerno si è respirata aria tesa per tutta la settimana, con l’ambiente in subbuglio per le vicende tormentate legate alla guida tecnica: Davide Nicola infatti, dapprima esonerato lunedì 16 Gennaio, all’indomani della debacle di Bergamo, viene clamorosamente richiamato al timone due giorni dopo, a seguito di un incredibile dietrofront del presidente Iervolino, favorito dalla mediazione del DS Morgan De Sanctis. Fotografia di un momento, per la Salernitana, a dir poco sconcertante, come del resto dicono numeri e statistiche, senza possibilità di smentita. I granata infatti, prima di Napoli, avevano raccolto appena 4 punti nelle precedenti 6 giornate di campionato, incassando l’amarissimo bottino di 18 reti subite ( di cui 8, va pur detto, prese in una gara sola, quella che aveva visto soccombere gli uomini di mister Nicola per 8-2 al Gewiss Stadium contro l’Atalanta). L’ultima vittoria porta la data del 30 Ottobre scorso, col 3-1 imposto alla Lazio di Sarri allo Stadio Olimpico. Un risultato che aveva illuso la piazza di poter mirare forse a più di una tranquilla salvezza e che aveva caricato ( forse) gli uomini di Nicola assai più delle loro effettive potenzialità. E così, cullata da un entusiasmo crescente e probabilmente già certa di aver acquisito una salvezza con larghissimo anticipo, la Salernitana ha staccato la spina e perso il mordente. Quella grinta mai doma che aveva reso possibile il miracolo dell’anno scorso, con i granata già dati per retrocessi, salvo poi mantenere la categoria con un finale di campionato al cardiopalma. Su quelle stesse premesse, sembrava poggiarsi la Salernitana 2022/2023, puntellata in estate con acquisti dal nome già noto e guidata da quel Davide Nicola, già co-autore del prodigio di cui sopra. Salernitana che, specialmente nelle prime 6 giornate, si era fatta notare per il 2-2 strappato alla Juventus in trasferta ( gara che era arrivata a condurre per 2-0, salvo poi farsi rimontare in corso d’opera), o ancora per il netto 4-0 rifilato alla Samp, oltre ad altre prestazioni sempre sul pezzo. Poi due sconfitte di fila contro Lecce e Sassuolo ( con un fragoroso 5-0), aprono le prime crepe tra settima ed ottava giornata, intervallate solo da due successi casalinghi di misura contro Verona e Spezia, dove i granata non brillarono certo per gioco espresso. Dopo il clamoroso 3-1 contro la Lazio, il buio sopra descritto. La classifica, alla vigilia del derby contro il Napoli, non sorride. Ancor meno dopo che, nel pomeriggio odierno, l’Hellas Verona batte per 2-0 il Lecce, coglie il secondo successo di fila in casa e si porta a quota 12 punti. La Salernitana, che ne ha 18, vede distanziarsi dalla zona retrocessione di soli 6 punti.

E il Napoli? E’ un leone ferito, colpito nel profondo orgoglio dopo essere stato eliminato, martedì 17 Gennaio, dalla Cremonese agli ottavi di finale di Coppa Italia. Un risultato a dir poco inaspettato, rispetto al quale però Spalletti, alla vigilia, rassicura l’ambiente: non ci sarà nessuno strascico, la squadra non ha perso lo smalto. Fischio d’inizio del sig. Chiffi alle 18 e contesa aperta sul prato zuppo d’acqua dell’Arechi. La Salernitana ha paura, molta. Non vuole ripetere l’8-2 di Bergamo e sa che, concedere spazi al Napoli, è un peccato che potrebbe provocare una mortificazione ulteriore, altro che una sconfitta. Davide Nicola si abbottona e il freddo, misto alla pioggia, di un pomeriggio d’inverno all’Arechi, c’entra ben poco: 4-5-1. Ochoa tra i pali, Gyomber e Pirola centrali, terzino di destra è Daniliuc, mentre Bradaric opera sulla corsia mancina. Nicolussi è il vertice basso di centrocampo, quello che un tempo si sarebbe chiamato “metodista”; Coulibaly e Vilhena gli giocano ai lati, chiudendo una mediana che, nelle idee di Nicola, doveva garantire sostanza e piedi buoni. Candreva è schierato a destra, in una posizione che, all’occorrenza, è un mix tra esterno di centrocampo, ala, tornante e terzino aggiunto. Stessi compiti, di fatica, assegnati a Dia, che gioca sulla catena mancina. Unica punta è Piatek, praticamente col compito di fare la guerra contro tutti, nella speranza di cavarne fuori qualcosa.

Napoli di scena col consueto 4-3-3: Alex Meret tra i pali, solita coppia Rrahmani-Kim al centro della difesa, con Capitan di Lorenzo ad arare la corsia di destra e Mario Rui al lato opposto. Il centrocampo è quello delle migliori occasioni: Lobotka, Anguissa, Zielinski. Due sole variazioni avanti. La prima: Elmas rinviene Kvara, neanche convocato per Salerno a causa di una sindrome influenzale patita in settimana. La seconda: Chucky Lozano al posto di Politano non al meglio, invertendo l’ordine che lo vede quasi sempre subentrare al compagno di fascia. Al centro dell’attacco, la furia in maschera: Victor Osihmen, l’uomo in più dei suoi.

Il canovaccio della partita appare già chiarissimo dalle prime battute di gioco e si confermerà nei restanti minuti a seguire: il Napoli comanda le operazioni, la Salernitana si arrocca con 10 giocatori dietro la linea della palla. Mister Nicola sfodera un catenaccio all’italiana vecchia maniera, andando a formare un’autentica muraglia umana davanti ad Ochoa. Le uniche alternative che la Salernitana prova a darsi, sono: o lanci lunghi a cercare qualche generosa spizzata di Piatek, o palle in profondità per la velocità di Dia o che gli uomini di maggiore qualità ( Candreva e Vilhena) possano ripulire qualche pallone e renderlo giocabile per ripartenze che però appaiano casuali ed improvvisate.

Il Napoli, dal canto suo, è padrone della partita. Tiene saldamente in mano il possesso palla ( che alla fine lo vedrà prevalere con un eloquente 75%) e arriva facilmente nella metà campo della Salernitana. I problemi, però, nascono negli ultimi 30 metri, questo perché i padroni di casa chiudono ogni linea di passaggio e creano traffico a centrocampo, con gli Spalletti boys che, dal canto loro, non riescono quasi mai ad imprimere velocità e ritmo alla manovra, rendendo il giro-palla spesso sterile e prevedibile.

All’11esimo, la prima opportunità è di marca azzurra: Lozano va via a Bradaric in dribbling e serve un cross al centro per Osihmen, la cui girata non trova la porta perché ribattuta fortunosamente da Gyomber. E’ proprio il centrale slovacco della Salernitana che, appena 2 minuti più tardi, si ferma per infortunio, per un presunto problema al flessore: prima sostituzione della partita e dentro Lovato al suo posto al minuto 16. Per la Salernitana, altro difensore ai box, dopo il forfait anche di Fazio, rilevato in settimana. Al 20esimo, altro squillo azzurro, ancora con Osihmen, che gira al volo un cross che gli giunge da corner, impegnando Ochoa con un intervento importante e per nulla scontato. Appena un minuto più tardi, è il turno della Salernitana, che in una delle poche ripartenze ben condotte, porta al sinistro di Piatek appena da dentro il vertice mancino dell’area di rigore: la conclusione è sul primo palo e Meret la devia in corner. Sarà l’unico vero spunto granata del primo tempo, mentre il centravanti polacco si distingue per essere, di certo, il migliore tra i suoi. Al 34esimo la gara potrebbe sbloccarsi: Giovanni Di Lorenzo imbuca un assist da trequartista ancora per Victor Osihmen, il quale incrocia il sinistro e punisce Ochoa sul primo pallo. Tutto fermo però, offside rilevato e gara che resta ancora sullo 0-0. Al 44esimo, quando Kim si becca il giallo per uno scippo furbo e fortunato di Piatek ai suoi danni, sembra ormai scontato che la prima frazione debba concludersi a reti inviolate. Sono due i minuti di recupero concessi e stanno quasi per scadere quando Zambo Anguissa ha un pallone tra i piedi appena fuori dal vertice mancino della 16 metri granata. Il camerunense chiede l’uno-due a Mario Rui, che gli restituisce la sfera con i tempi perfetti e lo fa entrare in area: cross rasoterra di Zambo per l’accorrente Di Lorenzo, che controlla il pallone, avanza di un metro e scarica, sotto la traversa, il bolide che vale l’1-0 azzurro. Match sbloccato proprio al fotofinish del primo tempo e primo goal in campionato per il capitano azzurro.

Il Napoli sblocca la gara nel momento perfetto, costringendo la Salernitana ad andare a riposo col goal in meno. Lo fa non solo nel tempo ideale ma soprattutto col tempismo che era mancato fino al goal, dove c’era stato dominio indiscutibile ma ben poca velocità impressa al gioco.

Il colpo si fa sentire e gli uomini di Spalletti iniziano la ripresa col piglio di chi vuole chiudere la pratica: è il 48esimo quando Elmas sguscia via dopo uno scambio con Rui e calcia di destro dal limite dell’area di rigore. Sarebbe battuto incolpevolmente Ochoa ma la palla sbatte sul palo e diventa il più comodo degli assist per la ribattuta vincente di Victor Osihmen. La Salernitana paga la “tassa nigeriana”, incassa il 2-0 e, per Victor da Lagos, classe ’98, si tratta del 13esimo goal in 15 partite finora disputate in questa serie A. E pensare che ne aveva fatti 14 l’anno scorso, ma giocando 27 match. Straripante.

La partita, in pratica, si chiude qui. Il Napoli l’ha azzannata in due momenti topici: al tramonto del primo tempo e all’alba della ripresa. La Salernitana è stordita, confusa e inerme. Il pubblico di casa ( da apprezzare la Curva Sud Siberiano, che ha incitato per tutta la partita) chiede ai suoi beniamini di tirare fuori gli attributi. Ma i ragazzi di Nicola, dopo il raddoppio di Osihmen, non ci credono più.

Vengono così fuori i limiti evidenti che, ancora una volta numeri e statistiche, inquadrano alla perfezione: con 37 goal incassati in 19 apparizioni, i padroni di casa sono sempre più la peggiore difesa della serie A. Il Napoli, di contro, è sempre più il miglior attacco, con 46 goal distribuiti a destra e a manca, nonché la seconda miglior difesa del torneo, con appena 14 reti incassate e l’ennesimo clean sheet portato a casa.

Per i granata, registriamo un colpo di testa insidioso al 56esimo di Pirola, dopo cross seguente a corner di Candreva. Due minuti più tardi, ci vuole un Ochoa super per negare doppietta e 3-0 ad Osihmen, ancora scatenato: bello il riflesso del portiere messicano, che smanaccia in corner una perfetta incornata del nigeriano, dopo bel cross di Zielinski. Al 64esimo, sale in cattedra Mario Rui, il cui sinistro dai 25 metri è a lato non di molto. La gara scivola via per come era parsa già dall’inizio: la trama è scontata almeno tanto quanto il finale.

Al 73esimo, Diego Valencia rileva un impalpabile Vilhena, quasi sempre fuori dal gioco. Due minuti più tardi e il signor Chiffi mostra il giallo a Bradaric, che tira la maglia a un vivace Lozano in ripartenza. Stesso destino che al 78esimo tocca a Pirola, il quale stende ancora un incontenibile Osihmen, appena al limite dell’area di rigore. La punizione che ne consegue, calciata da Zielinski, si trasforma in pallone regalato alla Curva “Siberiano”.

L’ultima emozione del match giunge all’83esimo: giro-palla del Napoli dal basso, Di Lorenzo serve una palla in orizzontale a Lobotka che però non se ne avvede, la tocca maldestramente e serve un involontario quanto ghiottissimo assist a Piatek. Calcia bene, l’attaccante ex Milan, ma sul suo diagonale da dentro l’area è decisivo il riflesso da felino di Meret che manda palla sul pallo, evitando così, ai padroni di casa, di accorciare le distanze e ai suoi, al contrario, un finale in affanno.

Da annotare, ancora, la girandola finale delle sostituzioni: i primi cambi di Spalletti, udite udite, arrivano dopo ben 85 minuti di partita: Ndombele e Politano subentrano a Zielinski e Lozano. Contemporaneamente, Davide Nicola manda in campo Bonazzoli e Sambia, per Dia e Daniliuc. Minuti di riposo finali per Osihmen, rinvenuto all’88esimo da Giovanni Simeone.

5 minuti di recupero concessi al termine della ripresa, con Ndombelè che si fa ammonire ingenuamente nell’ultimo disponibile.

Chiffi fischia tre volte, il Napoli vince all’Arechi per 2-0. 

Per la Salernitana è tempo di riflessioni accurate: urge ritrovare consapevolezze smarrite, per evitare un girone di ritorno in apnea. La risposta è attesa già da settimana prossima, quando i granata sfideranno il Lecce al “Via del Mare”. Non c’è più tempo per le chiacchiere, ora serve far punti.

Ne fa 3, ancora, il Napoli di Luciano Spalletti, chiudendo il girone d’andata a 50 complessivi. Nella storia della serie A, era successo solo 2 volte, ma siccome i Napoletani alla scaramanzia ci tengono, noi evitiamo di ricordarne l’esito.

Salernitana (3-5-2): Ochoa; Daniliuc(40' st Sambia), Gyomber (16' Lovato), Pirola; Candreva, Coulibaly, Nicolussi Caviglia, Vilhena (28' st Valencia), Bradaric; Dia (40' st Bonazzoli), Piatek. Allenatore: Nicola

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Zielinski (41' st Ndombele); Lozano (41' st Politano), Osimhen (44' st Simeone), Elmas. Allenatore: Spalletti

Arbitro: Chiffi

Marcatori: 45'+3' Di Lorenzo (N), 3' st Osimhen (N)

Ammoniti: Kim (N), Bradaric (S), Pirola (S), Ndombele (N)

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