Prevendita piuttosto fiacca in vista di Napoli-Frosinone. Poco più di 25.000 i tagliandi staccati nonostante i prezzi popolari che spronavano a riempire lo storico impianto di Fuorigrotta per una gara sulla carta piuttosto agevole. Da una parte il secondo miglior attacco del campionato con 28 reti al proprio attivo (ben 15 davanti al proprio pubblico), mentre dall’altra il Frosinone di Longo alla disperata ricerca di punti pesanti per raggiungere la salvezza. I numeri però sono impietosi: 8 punti in 14 gare per i ciociari (seppur in un momento positivo con una sola sconfitta nelle ultime 6 gare), ma soprattutto una fase offensiva che fatica a decollare. Camillo Ciano è il miglior marcatore della squadra frusinate con 3 reti, ma è facile immaginare che qualche piccola lacrima solcherà il viso del talentuoso trequartista campano quando entrerà in campo nello stadio dei suoi sogni. La maglia azzurra toccata con la Primavera dopo la trafila nel settore giovanile dividendo lo spogliatoio con Lorenzo Insigne. Le strade si sono poi separate, Ciano ha tardato un po’ più del previsto ad imporsi in massima serie, ed è ora pronto a dimostrare di essere un giocare che nel Napoli può starci. Su di lui quasi tutto il peso offensivo dell’attacco gialloblù, che lontano dal Benito Stirpe fatica maledettamente a trovare la via della porta. 5 il misero bottino in 7 gare, di cui 3 tutte insieme nel blitz esterno di Ferrara (0-3) datato 28 ottobre.
Turn-over ragionato per il Napoli. Perché l’impegno di Anfield è sempre più vicino, ma allo stesso tempo l’ultima gara interna contro il Chievo ha fatto suonare più di qualche campanello d’allarme. Approccio e determinazione devono essere feroci fin dal fischio iniziale, altrimenti si rischia di incorrere in passi falsi che possono pregiudicare una corsa al titolo già piuttosto compromessa.
Salgono le quotazioni per l’esordio di Meret dal primo minuto. Scalpita Luperto, che potrebbe affiancare Koulibaly in luogo dell’indisponibile Albiol calcando nuovamente quel caro rettangolo verde a distanza di 3 mesi dall’ultima apparizione in trasferta contro il Toro. In mediana ballottaggio ancora da sciogliere tra Rog e Diawara per dare respiro al gladiatore Allan. La titolarità di Lorenzo Insigne non è minimamente in discussione, mentre per l’ultimo posto Milik parte in leggero vantaggio su Dries Mertens. L’ariete polacco è carico, a dispetto di critiche eccessive nonostante le statistiche diano pienamente ragione all’ex cecchino dell’Ajax. Numeri da urlo. 5 reti in campionato, 3 da titolare (Lazio e doppietta al Parma) e 2 da subentrato (Empoli e Atalanta). Una capacità di entrare subito in partita impressionante: 8 minuti per bucare i guantoni di Provedel, e addirittura soltanto 180 secondi per insaccare alle spalle di Berisha la rete decisiva da 3 punti. Arek Milik procede alla media di una rete ogni 138 minuti: score niente male per un calciatore alla ricerca della forma migliore dopo i due gravi infortunati che ne hanno frenato il percorso di crescita. Contro il Frosinone un’altra grande occasione per mettere in difficoltà Carlo Ancelotti al momento di decidere la formazione da schierare sul rettangolo verde.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.