I numeri sono sempre lo specchio fedele di ogni partita, ed andando a leggere i dati statistici della gara di sabato sera contro l Roma, appare incomprensibile il tristissimo epilogo che ha visto il Napoli non raccogliere alcun punto al termine di una gara dominata dove qualche leggerezza di troppo è stata pagata a carissimo prezzo. 57% di possesso palla, 26 tiri totali di cui 17 verso la porta di Alisson che ha compiuto almeno 12 parate decisive. Baricentro altissimo ed azioni offensive che si propagano attraverso folate continue lungo tutte le zone del fronte offensivo. Meritava di più la compagine partenopea, che ha pagato un black-out dal punto di vista della concentrazione non avendo mai subito così tanto in Serie A.
Dall’avvento del maestro Sarri sulla panchina del Napoli 3 stagioni fa, mai nessuna squadra era mai riuscita nell’impresa di bucare per ben 4 volte la porta azzurra a dimostrazione di una partita nata male e finita peggio. Si spinse fino a quota 3 il Bologna di Donadoni nel dicembre 2015 quando una disperata doppietta di Higuain in extremis non riusciva ad agguantare i felsinei scappati via subito con Destro e Rossettini, per poi dare il colpo di grazia con un nuovo colpo ben assestato dal giovane attaccante ex Inter. Scorrendo poi la linea del tempo, brusco stop ad aprile 2016 quando Irrati metteva definitivamente fine alle residue speranze di riprendere la Juventus dopo il ko nello scontro diretto al vertice di appena un mese prima. L’avversario si chiamava l’Udinese, e gli azzurri si vedevano prima fischiare contro 2 massime punizioni alquanto discutibili, poi la ciliegina sulla torta con il doppio giallo sventolato il faccia ad Higuain reo di aver protestato un po’ troppo vivacemente in seguito alla mancata segnalazione di un fallo di Felipe ai propri danni. Stagione 2016/17: dopo aver perso di misura sul campo dell’Atalanta, il Napoli alzava bandiera bianca davanti alla Roma. Non era sufficiente l’acuto di Koulibaly che illudeva dopo la doppietta di Dzeko che quando vede azzurro si trasforma diventando un leone indomabile: nel finale la zampata di Salah indirizzava definitivamente la gara a favore della squadra ospite. Curioso che nelle ultime 2 stagioni il Napoli abbia sempre espugnato l’Olimpico, ma incassato altrettante sconfitte davanti al proprio pubblico. Due mesi più tardi il Torino di Mihajlovic provava a sbancare Fuorigrotta ma le 3 reti siglate da Belotti, Rossettini e Iago Falque non erano sufficienti per portar via punti dal momento che le speranze granata si infrangevano sulla giornata di grazia dell’artista fiammingo Dries Mertens autore di un poker da urlo con Chiriches ad aggiungere anche la propria firma ad un tabellino nobile. Dicembre mese pirotecnico, e nell’ultima gara prima della sosta per le festività natalizie il Napoli faceva visita alla Fiorentina in una serata polare. Bernardeschi agguantava sia Insigne che Mertens, poi quando Zarate si apprestava a far saltare il banco un rigore in pieno recupero calciato con freddezza da Gabbiadini regalava ai partenopei un punto ormai insperato.
Per ironia della sorte, c’è sempre Eusebio di Francesco nel destino infausto del mister tosco-napoletano. Erano passati ben 3 anni e 6 mesi (23 agosto 2015 e ben 101 partite di fila) dall’ultima volta in cui il Napoli aveva perso una partita da situazione di vantaggio: si trattava dell’esordio assoluto di Maurizio Sarri all’ombra del Vesuvio sul campo del Sassuolo. Marek Hamsik apriva le danze dopo appena 3 minuti, rispondeva il napoletano doc Floro Flores mente Sansone nei minuti finali indirizzava la gara a favore dei neroverdi guidato dall’attuale tecnico della Roma artefice delle prima, storica promozione in Serie nel 2012/13.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.