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È già tempo di rimettersi al lavoro. Mercoledì i calciatori di Maurizio Sarri si ritroveranno a Castelvolturno per svolgere i consueti test fisici mentre sabato è prevista la partenza verso il Trentino e più precisamente Dimaro, che ospiterà gli azzurri per il sesto anno consecutivo. I nazionali godranno di qualche settimana in più di meritate vacanze e si aggregheranno più tardi ai compagni. Nel frattempo capitan Marek Hamsik, che ha trascinato la sua Slovacchia al miglior risultato di sempre nella massima competizione continentale per nazioni raggiungendo per la prima volta gli ottavi di finale, si è concesso ai microfoni del canale ufficiale Youtube del Napoli per una lunga e piacevole intervista.
DECIMA STAGIONE A NAPOLI. “Mi fa davvero tanto piacere aver trascorso ben 10 anni della mia carriera da calciatore qui a Napoli, soprattutto in un momento storico in cui ciò non è così scontato. Al momento mi mancano più di 100 partite per diventare il giocatore con più presenze in assoluto con la maglia azzurra, ma concludendo la mia carriera all’ombra del Vesuvio non sarebbe un traguardo così irraggiungibile”.
SCINTILLA CON LA CITTÀ. “Quando ho firmato per il Napoli ero già contento di essere arrivato in una delle società più importanti del panorama calcistico italiano e con il passare del tempo sia io che la squadra siamo riusciti a diventare sempre più grandi. La scintilla dell’amore con questa città è scattata fin dal primo momento. Ricordo il giorno della mia presentazione con Lavezzi in cui c’erano 1.000 persone. Non mi aspettavo tanto calore e da lì ho capito che l’amore per il calcio in questa città è realmente immenso”.
PRIMO GOL IN MAGLIA AZZURRA. “Ricordo benissimo il giorno del mio esordio al San Paolo in una gara contro il Cagliari, mentre il mio primo gol lo realizzai alla Sampdoria. Il Pocho mi passa la palla, uno-due con Zalayeta e dopo un bel numero supero il portiere con un tocco di punta all’angolino”.
CRESTA “Nei primi anni a Napoli la cresta non era magari così evidente, ma c’è sempre stata fin da quando ero piccolo ed è ormai rimasto un mio tratto distintivo”.
GOL PIÙ IMPORTANTE “Sono tanti i gol che ho fatto, ma quello che ricordo con maggior piacere è sicuramente quello messo a segno in finale di Coppa Italia che ci ha poi permesso di alzare il trofeo contro la Juventus”.
VITA A CASTELVOLTURNO. “Quando sono arrivato a Napoli ero molto giovane e decisi di stabilirmi vicino ai campi di allenamento a Castelvolturno. Poi sono passati tanti anni, ho conosciuto nuovi amici e mi sto trovando benissimo insieme alla mia famiglia”.
FIGLI. “È difficile dire in questo momento se i miei figli seguiranno un giorno le mie orme, la cosa importante è che si divertano. In ogni caso entrambi giocano a calcio, uno è destro mentre l’altro è mancino. Staremo a vedere!”
SUCCESSO PIÙ BELLO. “Il successo che ricordo con particolare piacere è senz’altro la prima Coppa Italia vinta contro la Juventus, soprattutto perché Napoli non vinceva una coppa importante da tantissimi anni e per me ebbe enorme valore”.
DE LAURENTIIS. “Ho un rapporto di grande stima con il Presidente Aurelio De Laurentiis e posso soltanto ringraziarlo per avermi dato la possibilità di stare qui e difendere i colori del Napoli”.
SARRI. “Sarri ha avuto un ruolo fondamentale nel mio processo di crescita. A inizio stagione ha parlato subito con me chiedendomi in quale ruolo preferissi giocare ed io gli risposi da mezzala sinistra. Per fortuna è andata bene e mi sento importante per questa squadra”.
NELLA STORIA DEL CLUB. “Dando un’occhiata a tutte le statistiche mi rendono conto di essere già nella storia di questo club, però posso e voglio dare ancora di più per questa squadra”.