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Napoli - I "quarantenati" Rrahmani, Zielinski e Lobotka titolari con la Juve: ecco cosa rischia il club e i suoi tesserati

Zielisnki, Rrhamani e Lobotka sono stati mandati in campo nel match di campionato contro la Juventus, nonostante fossero stati posti in quarantena dall’ASL essendo stati a contatto con positivi e non avendo ancora fatto la terza dose. Ecco cosa rischiano i tre giocatori e il club partenopeo.

tempo di lettura: 2 min
di Aurora Levati
07/01/2022 09:15:24
Napoli - I

SSC Napoli

Ieri sera, per la sfida contro la Juventus, il Napoli ha deciso di schierare in campo Rrahmani, Zielinski e Lobotka. I tre calciatori della rosa partenopea erano stati messi in quarantena fiduciaria dall'ASL Napoli 2 nel tardo pomeriggio di mercoledì, dopo che il club aveva ricevuto l'ok per la partenza dall'Asl 1. Gli azzurri non hanno rispettato le direttive dell'istituzione sanitaria, che aveva disposto l'isolamento in quanto hanno avuto contatti diretti con positivi e non hanno ancora ricevuto la terza dose del vaccino, schierando i giocatori in questione titolari dal 1'. Cosa rischia il Napoli e i suoi tre tesserati? Secondo quanto prevede la legge in materia attualmente in vigore in Italia, i tre calciatori rischiano una sanzione amministrativa che va dai 400 ai 1000 euro. Mentre, per quanto riguarda l'aspetto strettamente sportivo, la decisione del Napoli di sfidare le disposizioni dell'ASL e mandare in campo i tre calciatori posti in quarantena rischia di creare un precedente. In più, trattandosi di una situazione totalmente inedita, rischia di finire sotto inchiesta da parte della Procura Federale della FIGC per stabilire eventuali responsabilità da parte del club e anche per evitare che in futuro si verifichino nuovamente degli episodi simili.Visto il vuoto normativo esistente tuttora in materia con il regolamento della Serie A, la Lega ha stilato nuovo protocollo in seguito dell'esponenziale aumento dei contagi da Covid che però non regola in alcun modo la situazione venuta a verificarsi ieri sera per il big match. Come detto, non ci sono precedenti e, di conseguenza, non è possibile stabilire se il club azzurro rischi di vedersi comminata una sanzione e quindi se la Procura federale deciderà di approfondire la questione aprendo un'inchiesta.

L'unico precedente che il tribunale della FIGC ha dovuto affrontare per quanto riguarda la violazione delle norme anti-Covid è stato quello del 2020 che ha visto coinvolta la Lazio con il famoso "caso tamponi" con Immobile schierato titolare da positivo al Coronavirus. In quel caso, il presidente Claudio Lotito e i medici sociali Ivo Pulcini e Fabio Rodia sono stati puniti con una squalifica di 12 mesi, sanzione poi notevolmente ridimensionata dalla sentenza della Corte d'Appello. La Lazio fu deferita a titolo di responsabilità diretta, oggettiva e propria. Qualora fosse aperta un'inchiesta da parte della Procura FIGC e venissero ravvisate anomalie nella gestione da parte del Napoli, accertando dunque eventuali violazioni in materia di applicazione dei protocolli Covid, il club partenopeo potrebbe vedersi comminate sanzioni che variano di grado, a partire dall'ammenda fino ai punti di penalizzazione.

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