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Napoli Calcio

Napoli - I numeri del girone di andata. 44 punti in 19 gare: secondo miglior risultato nell'era De Laurentiis


Gli azzurri si riscoprono cinici e spietati. 9 reti messe a segno nei primi 15 minuti: nessuna squadra parte più forte in Serie A

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I numeri non mentono mai, e fotografano alla perfezione il momento di una squadra, con tutti i suoi pregi ed i difetti. Il piccolo break invernale, giunto al termine dell’ultima giornata del girone di andata, permette di trarre alcune conclusioni importanti relative ad una prima parte di stagione che può considerarsi tutto sommato positiva.

Il Napoli guidato da Carlo Ancelotti è andato al simbolico giro di boa con 44 punti messi in cascina in 19 gare. Secondo gradino del podio a 9 lunghezze di distanza dalla Juventus che ha lasciato per strada soltanto 4 punti sui 57 disponibili. Si tratta del secondo miglior risultato dell’era De Laurentiis, dopo gli storici 48 punti della scorsa stagione, in cui gli azzurri conquistarono il titolo di campioni d’Inverno con un punto di vantaggio sulla Juventus. Correva l’era Sarri, e con lo stesso condottiero tosco-napoletano gli azzurri riuscirono anche nel 2015/16 a chiudere il girone d’andata guardando tutti dall’alto in basso. Servirono in quell’occasione soltanto 41 punti, contro i 39 degli atavici rivali bianconeri.

37 le reti realizzate (3° miglior attacco dopo Atalanta e Juventus) e 17 quelle incassate da Meret, Karnezis e Ospina (3° retroguardia meno bucata dopo Juventus e Inter). Dopo qualche difficoltà iniziale, la corazzata partenopea si è riscoperta cinica e spietata fin dalla prime battute di gioco: ben 9 le reti messe a segno nei primi 15 minuti. Nessuna squadra nel massimo campionato riesce a tenere il ritmo del Napoli, capace di conquistare i 3 punti in ben 8 gare sulle 9 sbloccate nei primi 900 secondi di gioco. L’unica eccezione resta quella del big match allo Juventus Stadium, quando il vantaggio iniziale di Mertens non fu sufficiente ad evitare il ritorno dei campioni d’Italia che si imposero in rimonta per 3-1 con la strada resa in discesa dall’espulsione di Mario Rui. Se c’è una caratteristica peculiare che può essere immediatamente associata a Marek Hamsik e compagni, è sicuramente la feroce cattiveria agonistica. Quella che fa dimenticare la fatica, spingendo ad andare oltre i propri limiti quando l’asticella si alza e le partite si decidono sul filo dei dettagli. Non è perciò un caso che il Napoli abbia segnato ben 13 reti tra i minuti 76 e 90, includendo anche il prezioso recupero.


L’ultima volta proprio il 29 dicembre al San Paolo, quando la provvidenziale rete di Mertens a 120 secondi dallo scadere ha fatto tirare un sospiro di sollievo al pubblico che iniziava a spazientirsi vedendo come il Bologna riuscisse a bloccare le consuete trame di gioco solitamente molto più efficaci.

Il San Paolo si è rivelato il solito fortino inespugnabile: 26 punti su 30, frutto di 8 successi e 2 pari in 10 gare. Roma e Chievo unici incidenti in un percorso quasi immacolato. Il solco dalla Juventus è scavato invece dal rendimento in trasferta, con gli azzurri incappati in 3 sconfitte (Sampdoria, Juventus e Inter) non senza qualche polemica, con 18 punti complessivi contro i 25 della Juventus.

Questione bomber? Un falso problema. Il Napoli ha in casa un cecchino infallibile, e si chiama Arek Milik. Difficile dire quali livelli avrebbe potuto raggiungere se le ginocchia non lo avessero tradito nel momento della definitiva esplosione nel massimo campionato italiano. Numeri da urlo. 10 reti. Nessuno in doppia cifra nel massimo campionato, con Mertens e Insigne fermi rispettivamente a quota 8 e 7. In colpevole ritardo Callejon, ancora a secco nonostante il solito importante contributo in termini di assist decisivi, e Marek Hamsik sbloccatosi soltanto in Champions League aprendo il match contro la Stella Rossa. 5 reti nelle ultime 6 gare per l’imponente centravanti ex Ajax, quasi tutte importantissime per conquistare l’intera posta in palio. Gol da 3 punti a 5 minuti dal termine nel sempre ostico Azzurri d’Italia di Bergamo, doppietta al San Paolo per archiviare la pratica Frosinone, quindi magica punizione in pieno recupero per il gol-vittoria in quel di Cagliari ed altra doppietta da urlo per mettere costantemente la freccia su un Bologna mai domo. Il polacco è senza ombra di dubbio il finalizzatore più in forma, e le statistiche sono ancora più impressionanti mettendo in rapporto le sue griffe d’autore con i minuti giocati. 10 centri in 16 gare (11 da titolare, 5 da subentrante lasciando il segno nei pochi minuti a disposizione al cospetto di Empoli e Atalanta. 1 gol ogni 105 minuti: media stellare, con Sassuolo (Coppa Italia), e Lazio (campionato) già nel mirino.  


giovedì 10 gennaio 2019 - 12:00 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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