Manca soltanto l’ormai consueto tweet presidenziale per dare al rinnovo di Dries Mertens tutti i crismi dell’ufficialità. Un nuovo contratto fino al 2020 per il folletto di Leuven, con la maglia azzurra tatuata come una seconda pelle, a sancire un patto con la città per puntare a quello Scudetto che manca all’ombra del Vesuvio da 27 anni. Si tratta del 7° matrimonio con il Golfo di Napoli, dopo quelli di Callejon, Hamsik, Koulibaly, Albiol, Hysaj e Lorenzo Insigne in rigoroso ordine cronologico. Un segnale, un esborso importante per la società guidata da De Laurentiis che testimonia la ferma volontà di trattenere i pezzi da novanta già presenti in organico, per puntellarlo in alcuni ruoli-chiave per puntare dritti ad una dimensione da vertice in ambito nazionale ed internazionale.
Si mette perciò finalmente la parola fine ad una telenovela che a tratti assumeva i contorni di un giallo, con i problemi del fenomeno belga con la moglie Kat che rischiavano di mettere in dubbio la permanenza di Mertens in una città che ormai ama incondizionatamente. Dries è infatti molto attivo sui social, e non di rado condivide con i suoi fans le bellezze del territorio che va scoprendo tra un allenamento e una partita dove lascia con una continuità da cecchino il proprio marchio di fabbrica.
Una vita da attaccante esterno, prevalentemente a sinistra dove nei primi anni partenopei era in perenne ballottaggio con lo scugnizzo Insigne. Poi l’intuizione di un maestro di calcio come Maurizio Sarri, e le contingenze dovute all’addio di Higuain e al grave infortunio subito da Arek Milik nel match di qualificazione a Russia 2018 tra Polonia e Danimarca, lanciano il folletto di Leuven in una dimensione da bomber con numeri paragonabili a quelli di Cristiano Ronaldo con la maglia del Real Madrid.
Era dalla stagione 2011/12, con il trasferimento dall’Utrecht al più blasonato Psv Eindhoven, che Dries Mertens non abbatteva il muro delle 20 reti stagionali (in quel caso furono 27). Falso nueve per necessità, vero centravanti per numeri e giocate d’alta scuola. A 2 giornate dal termine del campionato, con Fiorentina e Sampdoria ancora da affrontare, l’artista fiammingo è già salito a quota 31 ben dilazionate in tutte le competizioni: 25 in Serie A (pari merito con Belotti, a -2 da Dzeko che guida la classifica marcatori), 5 in Champions League ed 1 in Coppa Italia contro i rivali di sempre della Juventus. A segno in 4 delle ultime 5 gare, annota sul proprio curriculum un poker al Toro, 2 hat-trick sui malcapitati Cagliari e Bologna, e ben 4 doppiette rifilate a Pescara, Benfica, Roma e Cagliari.
Una stagione da mille e una notte, premiata con uno sforzo economico per assicurarsi fino al 2020 un artista del gol recentemente inserito dal CIES (Osservatorio Europeo sulle Statistiche del Calcio) nella Top 11 Europea battendo la concorrenza di grossi calibri come Cavani, Lewandowski e Dzeko e formando un trio d’attacco da urlo con il pallone d’oro e campione d’Europa e del Mondo Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Il folletto di Leuven percepirà un lauto triennale da 4 milioni a stagione, con una clausola valida soltanto per l’estero (a partire da luglio 2018 quando Mertens avrà 31 anni) da ben 30 milioni di euro. Ma è inutile nascondere che la volontà del belga è quella di vincere qualcosa di importante all’ombra del Vesuvio, per regalare un sogno a milioni di tifosi che lo hanno ormai adottato come un figlio.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.