Inizia il nuovo corso per il Napoli di Aurelio De Laurentiis. Grinta allo stato puro con la scelta di Rino Gattuso per creare una linea di discontinuità con Carlo Ancelotti, padre calcistico dell’ex centrocampista calabrese. Carisma da vendere e cambio di modulo all’orizzonte, con il 4-4-2 destinato a finire in soffitto a vantaggio del 4-3-3, pur in assenza di un calciatore con le caratteristiche di play basso per smistare il gioco davanti alla difesa.
Il tecnico di Corigliano Calabro è in cerca di riscatto, visto che le prime esperienze in panchina non hanno dato risultati positivi: esonerato da Sion, Palermo ed Ofi Creta, ha ottenuto una promozione in Serie B con il Pisa, per poi scendere nuovamente in Terza Serie con la complicità di una difficile situazione finanziaria che ha messo in ginocchio le casse nerazzurre. Dal Pisa al Milan, partendo con la Primavera e poi il salto in prima squadra dopo l’esonero di Montella: 5° posto nella stagione 2018/2019 e Champions League sfumata nonostante investimenti societari per oltre 190 milioni. A fine stagione la risoluzione consensuale del contratto, ed un nuova avventura che si appresta a partire alle falde del Vesuvio.
UN ORGOGLIO ALLENARE IL NAPOLI. "Essere a Napoli è un motivo di grande orgoglio. Qui c’è tutto per far bene. E’ facile dire sì al Napoli, è un Club di assoluto valore protagonista in Italia e in Europa da ormai dieci anni. In questo momento non sta attraversando un buon momento in campionato ma ha una rosa che ritengo funzionale al calcio che piace a me e quindi sono felicissimo di poter guidare questo gruppo".
ANCELOTTI UN PADRE CALCISTICO. "Ho vissuto dei giorni non facili perché sapevo di dovermi chiarire con Carlo e sono stati dei passaggi che mi hanno messo in difficoltà. Ma Carlo anche oggi si è dimostrato un papà per me. Nei momenti di difficoltà mi ha sempre aiutato e oggi per l’ennesima volta ho avuto la conferma dell’uomo splendido che è. Mi ha anche dato dei consigli su come aiutare la squadra. Però vi dico subito: non fate paragoni tra me e Ancelotti perché lui ha vinto tutto mentre io sono ancora un giovane allenatore di 41 anni. Spero di ottenere il dieci per cento di quello che ha conquistato lui in carriera".
OBIETTIVO CHAMPIONS. "Non ci giro intorno. Questa è una squadra che non può stare fuori dalla Champions e l’obiettivo è quello di recuperare il terreno che ci divide dai primi posti. Il Napoli ha l’obbligo di provarci e di imporre un certo tipo di gioco. Io so quello che posso dare ma squadra e Società mi devono aiutare. Bisogna camminare di pari passo e lavorare sodo".
CALCIATORI FUNZIONALI ALL’IDEA TATTICA. "Se ne esce con i risultati e con prestazioni importanti. Non c’è altra strada che questa. Spero anche di poter esprimere buon gioco perché questo è il cammino intrapreso dal Napoli da anni. Per il resto, ribadisco che non avrei potuto desiderare una squadra migliore perché a livello funzionale ho dei giocatori a disposizione che si sposano perfettamente con la mia idea tattica. Io credo che ci siano aspetti migliorabili, sia nella fase difensiva che nel possesso palla. Penso che possiamo crescere in vari aspetti. Certamente vedere questa squadra al settimo posto è un po’ imbarazzante, ma ritengo che questa squadra possa risalire la corrente”.
NIENTE PAURA. “E’ una squadra consapevole che può fare di più, che ha voglia di rivalsa e che non si aspettava di essere in questa situazione. Questa è la prima sensazione. Ed è una sensazione positiva che ho avuto sia come rosa che come struttura e organizzazione societaria. Il Napoli è un mare grande in cui si rischia anche di annegare. Ma chi mi conosce sa che non ho paura di nulla ed ho la consapevolezza di lavorare con gente di alto profilo".
RIPORTARE I TIFOSI ALLO STADIO. “Io penso che in questo momento debba parlare la squadra non l’allenatore. L’umore dei tifosi è legata all’atteggiamento in campo dei ragazzi. Dipenderà molto da noi, da come ci esprimeremo e di quanti risultati riusciremo a fare. E personalmente mi auguro davvero di poter ottenere grandi risultati. Non c’è cosa più bella di lavorare in un ambiente in cui ti piace tutto, dalla qualità della rosa allo spessore del Club. Questo è il principale motivo per il quale non ci ho pensato un attimo a dire sì al Napoli."