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Napoli - Esordio vincente per l'Italia (2-0) sul Belgio. Insigne in panchina, Mertens entra e dà la scossa

I guizzi dell'inarrestabile folletto di Leuven mettono in crisi la retroguardia guidata da Buffon

tempo di lettura: 6 min
di Giovanni Minieri
14/06/2016 12:06:47
Napoli - Esordio vincente per l'Italia (2-0) sul Belgio. Insigne in panchina, Mertens entra e dà la scossa

Foto da web

C’era grande attesa per l’esordio dell’Italia, che affrontava senza i favori del pronostico la squadra n°2 del ranking Fifa: quel Belgio composto da giovani talenti del calcio destinati a lasciare il segno nel gotha del calcio mondiale. L’ultimo precedente risaliva all’amichevole dello scorso novembre, che non induceva all’ottimismo neanche il più inguaribile dei supporters azzurri. A Bruxelles l’Italia passò in vantaggio con Candreva, ma dopo aver incassato il pari soltanto una manciata di minuti più tardi con Vertonghen fu costretta a subire l’iniziativa costante della squadra di Wilmots, che nella ripresa dilagva completando la rimonta grazie agli acuti di De Bruyne e Batshuayi. Ma i grandi eventi internazionali fanno sempre storia a sé, si sente il peso della storia e del blasone, per cui non sorprende se in 3 precedenti (2 all’Europeo) l’Italia può vantare 2 vittorie ed 1 pareggio. Curioso il precedente nella fase a gironi di Euro 2000, con l’Italia che si impose per 2-0 con reti di Totti e Fiore in un match che vedeva gli attuali allenatori Conte e Wilmots protagonisti sul rettangolo verde di gioco. Le formazioni non riservano particolari sorprese. 4-2-3-1 per il Belgio che rinuncia a Denayer e Mertens per Ciman e Fellaini, collaudatissimo 3-5-2 per Antonio Conte con De Rossi e Darmian che vincono i ballottaggi con Thiago Motta ed El Shaarawy. I diavoli rossi partono subito fortissimo, e dopo due colpi di testa di Lukaku e Fellaini la sfera giunge fuori area in zona Nainggolan, che non si fa pregare e lascia partire una gran botta che costringe Buffon al prodigioso intervento in corner. Quindi Fellaini di testa su corner di De Bruyne, ed ancora Nainggolan dalla distanza provano senza esito a spostare gli equilibri del match dalla parte del Belgio. L’Italia si difende con ordine, aspettando il momento giusto per colpire. Dopo aver messo i brividi a Courtois con un diagonale largo di Pellè, al 36’ trova la rete del vantaggio. Lungo lancio di Bonucci per Giaccherini, che s’infila alle spalle di Ciman e Alderweireld. Strepitoso controllo col piede mancino, e conclusione di destro alle spalle di uno dei portieri più forti al mondo. Non male per uno che in Nazionale era a secco addirittura dal novembre del 2013, quando la sua rete risultò decisiva per il definitivo 2-2 in amichevole contro la Nigeria. L’Italia avrebbe anche l’opportunità di mettere in ghiaccio il match, ma prima la gran conclusione di Candreva trova i guantoni di uno straordinario Courtois, poi Pellè tutto solo all’interno dell’area piccola colpisce di testa con la sfera che esce di un soffio. In avvio di ripresa una grossa disattenzione stava per costar cara all’Italia. Da un calcio d’angolo a favore, Darmian sbaglia un facile appoggio, il Belgio riparte in maniera fulminea con De Bruyne ad imbeccare Lukaku che conclude sull’uscita disperata di Buffon sfiorando l’incrocio dei pali. Un minuto dopo è il portierone del Chelsea a compiere un autentico miracolo su incornata di Pellè.
Se Insigne resta per tutta la gara in panchina, Wilmots al 62’ lancia nella mischia il folletto Dries Mertens per Nainggolan e la partita cambia radicalmente. Fellaini arretra in mediana a far coppia con Witsel, Hazard agisce da trequartista con libertà di svariare con Mertens e De Bruyne sulle corsie esterne alle spalle di Lukaku. Il talento del Napoli è immarcabile e mette la difesa azzurra in grande apprensione. Al 68’ un suo cross dalla sinistra per Fellaini è di un soffio lungo, mentre poco dopo vede con la coda dell’occhio Buffon fuori dai pali e prova a sorprenderlo con un pallonetto dalla lunghissima distanza. Al 71’ uno-due a velocità supersonica con De Bruyne, palla al Lukaku che calcia fuori. Dopo un cross dalla sinistra per l’instancabile Hazard, prova l’azione personale al termine di una combinazione stretta con Lukaku accentrandosi per poi provare un tiro che viene contrato. Wilmots si gioca le sue ultime carte: fuori proprio l’attaccante dell’Everton e Cimane, dentro Origi e Ferreira Carrasco, per formare un 3-5-2 atipico allo scopo di cercare il varco sulle corsie esterne per poi piazzare l’imbucata per sorprendere l’attenta retroguardia guidata da Buffon. Mertens è fresco. Ha fiato da vendere e polmoni d’acciaio. Rincorre un errato disimpegno in orizzontale di Candreva costringendo Eder a stenderlo prendendosi il giallo. Poi prova a rimettere in piedi la gara con il suo marchio di fabbrica. Un suo primo tiro dal limite è contrato da Thiago Motta, poi parte dalla sinistra, si accentra e conclude a giro ricordando le tante prodezze andate in scena al San Paolo. La sfera si perde però di un soffio al lato. Il match prosegue in un crescendo di emozioni. Il Belgio sfiora il pari con un colpo di testa di Origi da posizione favorevole, mentre Courtois ci mette ancora la manona per togliere dall’incrocio una strepitosa conclusione di Immobile al termine di una fulminea ripartenza. Al 90’ ancora Dries Mertens, con il 14 stampato a caldo anche sulla maglia del Belgio, semina tutta la difesa azzurra e ad un passo dalla linea di fondo mette al centro un gran cross che scivola lungo tutta l’area piccola senza che nessuno possa intervenire per il tap-in vincente. Gol sbagliato, gol subito. Non si sfugge all’atavica legge del calcio. Cross dalla destra di Candreva per la girata al volo di Pellè, che con potenza e precisione non lascia scampo all’estremo difensore belga.
L’Italia di Antonio Conte, nonostante tanto scetticismo e le furiose polemiche relative alle convocazioni e ad un tasso tecnico complessivo più basso rispetto a qualche anno fa, vince e convince attraverso la forza del gruppo e vola già in vetta al girone grazie al pari tra Irlanda e Svezia. In un Belgio molto più individualista che si è affidato principalmente alla vena creativa di Hazard, brilla  la stella di Dries Mertens, che si candida ad un posto da titolare nella prossima partita già da dentro  contro l’Irlanda. In soli 31 minuti spacca la partita come solo i grandi campioni riescono a fare. Tocca 28 palloni (più di Lukaku fermo a 27 e la metà rispetto a De Bruyne che di minuti ne ha giocati 94), realizzando 6 cross (5 da sinistra e 1 da destra) e andando al tiro in 3 occasioni.

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