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Nuova puntata della telenovela che vede come protagonista il difensore Kalidou Koulibaly. Già a fine febbraio il manager Bruno Satin, nel corso di un’intervista a So Foot, aveva mandato più di qualche timido segnale al presidente De Laurentiis rendendo pubblico un certo malessere del suo assistito. “Kalidou ha un contratto che potrebbe farlo restare a Napoli per molto tempo. Tuttavia se dovesse crearsi la possibilità d'andare a giocare in un club che disputa la Champions League tutti gli anni, faremo le dovute riflessioni. Il Napoli fa un buon mercato, ma nelle strutture è ancora un club piccolo”. Queste furono le parole dell’agente che di fatto aprivano la strada a uno scenario futuro lontano dal capoluogo partenopeo. Dopo aver subito corretto il tiro chiarendo che “Kalidou si trova benissimo a Napoli, una città meravigliosa, e in un club che lo aiuta ancora a salire di livello con mister Sarri”, stamattina giunge la tanto inattesa quanto improvvida intervista del difensore franco-senegalese al prestigioso quotidiano “L’Equipe”. Nonostante un contratto di 800.000 euro a stagione che lega stabilmente Koulibaly al Napoli fino al 30 giugno 2019, le sirene dei grandi club europei iniziano a provocare i primi mal di pancia che dovranno essere affrontati e curati quanto prima. L’ultimo campionato ha visto il K2 partenopeo tra i migliori interpreti assoluti del reparto difensivo, tanto che il Chelsea si è visto rispedire al mittente un’offerta di circa 30 milioni. La trattativa per il rinnovo con conseguente adeguamento andrà avanti senza fretta, cercando di trovare il giusto compromesso tra l’offerta (1,6 mln: il doppio di quanto percepisce in questo momento) e le pretese dell’entourage del difensore, che sperano di strappare una cifra vicina ai 2,5 mln del campione d’europa e del mondo Raul Albiol.
Trapela però che la società non ha gradito l’inopportuna intervista di Koulibaly, dal momento che il diktat presidenziale resta quello di glissare su qualsiasi domanda possa riguardare il futuro all’ombra del Vesuvio. Non è stato certamente il miglior modo per bussare alla porta di De Laurentiis e chiedere un adeguamento, tanto che il presidente potrebbe anche optare per una multa da 50.000 euro come da regolamento interno, con il rischio di inasprire ulteriormente i toni. D’altra parte queste sono le regole, e non a caso Higuaín, sollecitato più volte negli Stati Uniti a fugare ogni dubbio sulla propria permanenza a Napoli, ha sempre ripetuto fino alla noia che del futuro si parlerà dopo la Coppa America.
Le parole sono però spesso dei messaggi subliminali da inviare a società e tifosi, e se da un lato sembrano lasciare una porta aperta alla possibilità di disputare per la prima volta la fase a gironi della Champions League con il supporto del caldissimo pubblico del San Paolo. “Se a Napoli non accadrà nulla, comincerò a mettermi in contatto con gli altri club. Io spero che il Napoli mi dia qualche segnale, altrimenti dovrò valutare le altre soluzioni”. Dall’altro sembra parlare come un calciatore che ha voglia di mettersi in gioco in un’altra realtà. “Farò semplicemente la cosa che mi favorirà di più, non solo dal punto di vista economico ma soprattutto sotto il profilo sportivo. Voglio salire ancora di un gradino e lo potrei fare probabilmente all'estero. Non ho ancora parlato con il Chelsea, ma presto potrei farlo”.
Parole ambigue, da leggere attraverso le tante velature nascoste che da qui all’inizio del campionato saranno all’ordine del giorno. Voglia soltanto di strappare condizioni economiche migliori o di ripartire da una nuova esperienza all’estero con l’Inghilterra in prima linea? Il destino di Koulibaly è saldamente nelle mani del Napoli, poi toccherà a dirigenza ed entourage trovare l’intesa per proseguire uniti attraverso la condivisione del progetto Napoli in tutte le sue sfaccettature.