Foto: Ssc Napoli
Soltanto un episodio imponderabile aveva condannato Lorenzo Insigne e compagni nel turno infrasettimanale contro il Cagliari, all’interno di 90 minuti dominati in lungo e in largo senza soluzione di continuità. Non è un caso, pertanto, che ci fosse tanta rabbia negli occhi degli azzurri per ribellarsi all’infausto destino e riprendersi il maltolto a discapito di un Brescia quasi irresistibile in formato trasferta.
Carlo Ancelotti si è comportato da saggio stratega, sfruttando i punti deboli delle rondinelle e colpendo in maniera spietata al momento più opportuno. La rete che sblocca la gara è da manuale del calcio: Fabian Ruiz, schierato nel doble pivote con l’infaticabile Allan, pennella per Callejon sul lato debole del Brescia, palla dietro per l’inserimento di Mertens che da pochi passi fulmina Joronen. Uno schema mandato ormai giù a memoria, e che ricorda un po’ la rete del 3-4 a Firenze, dove invece il compito di finalizzare toccò a Lorenzo Insigne con una delicata inzuccata a porta vuota sul cioccolatino del soprannaturale numero 7 azzurro. Un altro merito di Ancelotti è la capacità di plasmare la squadra cucendole addosso il vestito più adatto in base agli avversari, nonché alla caratteristiche tecniche dei calciatori che decide di far scendere in campo. Un valore aggiunto è rappresentato senza ombra di dubbio dalle palle inattive. L’inzuccata perentoria di Manolas sugli sviluppi del corner calciato da Mertens non è una novità, in quanto segue le orme dello stacco sontuoso allo Juventus Stadium per riaprire il match contro i campioni d’Italia in carica. Sempre su palla inattiva il momentaneo 3-3 griffato Di Lorenzo a mettere paura alla squadra di Maurizio Sarri come mai nessuno in questa prima parte di stagione. L’impatto del difensore greco è stato finora devastante, in termini di qualità tecnica e presenza in zona gol. Dopo sole 5 gare, lo statuario centrale autore del gol storico cha ha permesso alla Roma di ribaltare l’1-4 del Camp Nou buttando fuori il Barcellona dai quarti di finale di Champions League, ha già raggiunto quota 2 reti eguagliando il proprio personale (stagione 2017/18, 2° rete messa però a segno soltanto a marzo 2018 contro il Torino), piazzandosi già a -2 dal record assoluto stagionale in Serie A (4 reti nella stessa stagione, con i 2 centri realizzati in Champions League ai danni di Qarabag e Barcellona.
Sottovalutato ed anche un po’ bistrattato da chi chiedeva colpi altisonanti come Icardi o James Rodriguez, il Re Leone Fernando Llorente si è preso prepotentemente tutta la scena. 5 gare totali (2 da titolare, 3 da subentrante) ed un rapporto tra minuti giocati ed incidenza nel risultato impressionate. Subito assist per Mertens contro la Sampdoria, rete a chiudere la serata delle stelle contro il Liverpool e doppietta al Lecce. Ma soprattutto la possibilità di offrire nuove strategie e soluzioni anche a gara in corso. La presenza imponente del centravanti spagnolo incute timore a prescindere, offre ai compagni la possibilità di poter essere pericolosi con cross ficcanti da entrambe le corsie, nonché nuovi movimenti ai partner d’attacco di turno che possono accorciare o allargarsi per inventare nuove geometrie e situazioni pericolose.
Il tecnico gialloblù presenta la sfida contro la capolista: «Squadra di categoria superiore». Out Pierobon, Zeroli salta il match, Leone in dubbio. Poi il commento amaro sull’eliminazione dell’Italia.