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Napoli - Ancelotti chiama Rudy: jolly multiuso per la mediana

Il centrocampista del Bayern può raccogliere l'eredità di Jorginho come play davanti alla difesa, offrendo anche altre soluzioni tattiche

tempo di lettura: 4 min
di Giovanni Minieri
07/06/2018 10:19:21
Napoli - Ancelotti chiama Rudy: jolly multiuso per la mediana

Foto da web

Il mercato corre a ritmi forsennati, e tanti sono i profili monitorati per rendere il Napoli una macchina da guerra in grado di strappare finalmente lo scettro a una Juventus sempre più vicina di termini di qualità tecnica e tattica. Si parte dalla zona nevralgica del campo, dov’è fondamentale il fosforo ma anche tanta gamba, soprattutto nel caso in cui dovesse essere accettata l’offerta del Manchester City per portare Jorginho alla corte di Guardiola.
Sebastian Rudy è un nome che Carletto Ancelotti conosce perfettamente, anche perché l’Hoffenheim di cui il classe ’90 indossava la fascia di capitano, ha dato soltanto dispiaceri alla corazzata bavarese che ha dominato la Bundesliga con ben 15 lunghezze di vantaggio sul Lipsia. Se il Bayern Monaco ha messo in cascina ben 82 punti sui 102 disponibile, assume ancora più valore l’autentica impresa dei biancazzurri di Rudy, unica squadra ad uscire imbattuta dal doppio confronto con i campioni di Germania. Nella gara di andata all’Allianz Arena, l’Hoffenheim strappa un prezioso pareggio per 1-1 mentre tra le mura infligge addirittura una sconfitta alla compagine di Ancelotti grazie ad un guizzo di Kramaric in avvio di gara che vale 3 punti. Al termine della stagione Rudy va via in scadenza proprio per mettersi in gioco tra fila del Bayern dove lavora per la prima volta al servizio di Carlo Ancelotti, silurato però dai senatori a fine settembre dopo il tracollo in Champions con il Psg ed un avvio di campionato altalenante in cui la squadra aveva comunque raccolto 13 punti in 6 gare pur avendo incassato il primo ko già alla 3° giornata sul campo della bestia nera Hoffenheim.
Carlo Ancelotti affiderebbe ad occhi chiusi le chiavi del centrocampo a Sebastian Rudy, carattere vincente ed una forte personalità emersa anche in Nazionale, dove dopo aver fatto la trafila in tutte le selezioni giovanili esordisce tra i “grandi” nel maggio 2014 in un’amichevole contro la Polonia ad Amburgo terminata con un pareggio a reti bianche. Partecipa alla Confederation Cup in Russia, mettendosi in luce all’interno di una squadra che incanta conquistando il trofeo battendo di misura il Cile in finale.
Rudy è un jolly in grado di ricoprire più ruoli, permettendo alla propria squadra di poter cambiare volto anche a gara in corso. Dotato di intelligenza tattica fuori dal comune, si esalta davanti alla difesa fungendo da eccelso metronomo, ma non disdegna la fase di interdizione recuperando tanti palloni con costanza e dedizione. Può giocare anche in un centrocampo a due, variante sempre in voga nella lavagna tattica di Carlo Ancelotti. E perfino, all'occorrenza, disimpegnarsi da esterno di centrocampo.
Cresciuto nel settore giovanile dello Stoccarda, esordisce in prima squadra a 18 anni appena compiuti nel match (ironia della sorte) disputato dagli svevi in trasferta contro l’Hoffenheim nell’agosto del 2008. Un altro spezzone poco più tardi contro il Werder Brema e poi nient’altro fino alla successiva stagione dove gioca 27 gare in tutte le competizioni (9 dal primo minuto) provando la gioia dell’esordio in Champions League in una stagione che vedrà lo Stoccarda raggiungere gli ottavi di finale, salvo poi cedere il passo al Barcellona che nel ritorno in Spagna si impone con un rotondo poker dopo l’1-1 ottenuto in Germania.
Il centrocampista tedesco non è però pienamente soddisfatto. Vorrebbe più spazio, e nel 2010 fa la valigia per approdare all’Hoffenheim. È la scelta giusta. Rudy esplode, diventando una pedina fondamentale per il proprio club ed un punto fermo in Nazionale. 7 anni intensi in cui si prende la fascia di capitano, raccogliendo 212 gettoni impreziositi da 12 reti, e contribuendo in maniera determinante alla prima, storica qualificazione dell’Hoffenhein al play-off di Champions League.
Il resto è storia recente. Lo scudo del Bayern Monaco, la gioia per il primo titolo conquistato in carriera, un pizzico di delusione per la semifinale di Champions League persa contro il Real Madrid e la finale di Coppa persa a sorpresa contro l’Eintracht Francoforte. Ma il calcio dà sempre una nuova occasione per riscattarsi. Rudy è nella lista dei 23 di Joachim Low in partenza per la Russia dove la Germania parte con i favori del pronostico, per difendere il titolo conquistato 4 anni fa in Brasile.

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