Immenso Napoli, che esce a testa alta riprendendosi con grande personalità dopo i primi 15 minuti shock e chiudendo in crescendo mancando per il rotto della cuffia un pari che avrebbe reso merito a una prestazione maiuscola al cospetto delle squadra più in forma d’Europa. Mai nessuno aveva messo tanto in difficoltà la squadra guidata da Guardiola che in 11 gare ufficiali aveva conquistato ben 10 vittorie ed 1 pari, mettendo a segno 37 reti e subendone soltanto 5. In Champions League gli inglesi avevano fatto bottino pieno con 2 clean sheet in altrettante gare contro Feyenoord e Shakhtar, mentre contro il Napoli han visto i fantasmi del primo stop europeo. Nonostante un organico con valore di mercato quasi doppio rispetto a quello guidato dal comandante Sarri, così come un fatturato che pende notevolmente dalla parte degli sceicchi qatarioti proprietari del City.
Stessa formazione di Donetsk per il Napoli, che rilancia dall’inizio Diawara e Zielisnki relegando inizialmente in panchina Jorginho e Allan. Guardiola si affida al 4-1-4-1 con Fernandinho davanti alla difesa, e linea offensiva devastante con Sterling, David Silva, De Bruyne e Sane alle spalle di Gabriel Jesus.
Partita subito viva con Ghoulam immediatamente pronto a intervenire in scivolata per chiudere la linea di passaggio verso Sterling lanciato in campo aperto. Gli azzurri replicano, palla dietro di Insigne per Hamsik, velocissimo di pensiero a verticalizzare per Ghoulam, anticipato di un soffio da Stones che mantiene a galla la squadra di Guardiola. Dopo 540 secondi il City passa in vantaggio: apertura di Fernandinho per Sane che allarga verso un incontenibile De Bruyne sulla sinistra, cross invitante per Gabriel Jesus la cui conclusione viene murata, ma è lestissimo Sterling per il tap-in a porta vuota. All’11’ Ederson leggere perfettamente la traiettoria di un lungo lancio per Mertens, uscendo al limite dell’area di rigore per allontanare la minaccia. Il City è cinico, e pochi minuti più tardi allunga le distanze. La ferocia agonistica di De Bruyne è tutta nelle foga con cui si avventa su una seconda palla, spiovente a incrociare dove Albiol non arriva in spaccata, ma Gabriel Jesus è appostato sul palo lungo ed anticipa la diagonale difensiva di Hysaj superando per la seconda volta un incolpevole Pepe Reina. De Bruyne rischia di chiudere anzitempo il match con un mancino di prima intenzione che colpisce in pieno la traversa, mentre Koulibaly salva sulla linea dopo il miracolo di Reina su Gabriel Jesus da distanza ravvicinata. Al 33’ il Napoli prova a colpire approfittando dei buchi lasciati da Delph in fase difensiva con il solito taglio di Callejon su lancio di Insigne, ma l’azione sfuma. La crescita dei partenopei è continua e costante: grossa chance al minuto 35 quando l’arbitro concede un calcio di rigore per una netta trattenuta di Walker su Albiol sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dal dischetto si presenta Dries Mertens, ma la conclusione è troppo centrale con Ederson che respinge di piede.
Il Napoli non si scompone, riparte dall’ottimo finale di primo tempo ed inizia a spingere, forzando l’uscita del City e la prima linea di passaggio con qualche leziosismo di troppo che permette agli azzurri di creare pericoli costanti ad un Ederson mai troppo sicuro. Allan entra per Insigne che accusa un fastidio ed invia precauzionale abbandona il campo: Zielinski va ad occupare il ruolo di esterno sinistro nel 4-3-3 che resta il dogma inappuntabile. Poi Maggio rimpiazza Hysaj costretto al forfait dopo uno scontro di gioco con David Silva. Stones è costretto agli straordinari calamitando tutti i palloni che piovono nell’area di rigore, quindi si immola su Hamsik per evitare la battuta a botta sicura. Al 73’ Ghoulam agisce da attaccante aggiunto, va via in progressione centrale saltando due avversari come birilli prima di essere agganciato da Fernandinho in area di rigore. È il secondo penalty della serata, stavolta si incarica della battuta Diawara, che con personalità infila Ederson calciando verso l’angolino alla sua sinistra. Sane si guadagna una punizione da posizione defilata sulla sinistra, Reina è attento su De Bruyne e allontana con i pugni. L’ultimo cambio vede l’esordio in Champions League di Ounas (dopo i due spezzoni in campionato contro Benevento e Cagliari) con l’arretramento in mediana di Zielinski e l’ex Bordeaux a macinare km sulla corsia sinistra per mantenere gli equilibri “alterati” dalle scorribande ad ampie falcate di Ghoulam. Poco dopo Allan recupera subito una palla importante in mediana, lancio per Callejon che con la coda dell’occhio vede il taglio di Mertens: interno destro insidioso e palla sul fondo. Ederson salva su Ounas, Gundogan non approfitta di uno svarione difensivo facendosi ipnotizzare da Reina, mentre in pieno recupero l’estremo difensore inglese interviene con i tempi giusti a neutralizzata la giocata deliziosa di Allan verso Mertens, ma il folletto di Leuven non è nella sua giornata migliore.
MANCHESTER CITY – NAPOLI 2-1
Reti: 9’ pt Sterling (M), 13’ pt Gabriel Jesus (M), 28’ st Diawara rig. (N)
MANCHESTER CITY (4-1-4-1) Ederson; Walker, Stones, Otamendi, Delph; Fernandinho; Sterling (15’ st Bernardo Silva), De Bruyne, David Silva (21’ st Gundogan), Sane; Gabriel Jesus (42’ st Danilo).
All: Guardiola
NAPOLI (4-3-3) Reina; Hysaj (15’ st Maggio), Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Zielinski, Diawara, Hamsik (32’ st Ounas); Callejon, Mertens, Insigne (11’ st Allan).
Arbitro: Matheu Lahoz (ESP)
Note: Mertens (N) fallisce un calcio di rigore al 38’ pt. Ammoniti: Walker (M), De Bruyne (M), Fernandinho (M), Albiol (N), Maggio (N). Corner: 5-4. Recupero: 1’ pt, 5’ st.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.