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L'analisi post Genoa-Napoli di Marco Liguori, collega di pianetagenoa1893.net «Gli acuti di Dries Mertens hanno spostato gli equilibri, poi gestita con ordine la veemenza rossoblù a fine gara»

«Napoli favorito sull'Inter in chiave Scudetto, ma le somme si tireranno soltanto in primavera»

tempo di lettura: 7 min
di Giovanni Minieri
26/10/2017 22:14:35
L'analisi post Genoa-Napoli di Marco Liguori, collega di pianetagenoa1893.net «Gli acuti di Dries Mertens hanno spostato gli equilibri, poi gestita con ordine la veemenza rossoblù a fine gara»

Il day-after ha messo in luce un Napoli cinico e spietato, che sa andar sotto senza disunirsi per poi riprendere in mano la gara alzando i ritmi e ritrovando la propria fluidità dopo i due capolavori firmati Dries Mertens. Un alieno. Un fenomeno paranormale in grado di fermare il tempo, accarezzando il pallone ricevuto da distanza siderale ed in una frazione di secondo spedirlo all’incrocio tra la sgomenta incredulità di Rossettini e Perin. Il calo di tensione finale non è piaciuto per nulla a Maurizio Sarri, ma ieri sera i suoi uomini sono riusciti a gestire la situazione difendendosi con ordine e spazzando via la sfera oltre il centrocampo in caso di necessità. Anche da questi aspetti passa la grande crescita sul piano mentale che, a detta degli addetti ai lavori di sponda rossoblù, vede il Napoli favorito sull’Inter nella lotta per uno Scudetto mai così alla portata. Questa l’analisi di Genoa-Napoli e più in generale della lotta scudetto offerta in esclusiva da Marco Liguori, collega della testata www.pianetagenoa1893.net

Spettacolo di sport dentro e fuori dal campo come poche altre gare possono offrire in Serie A. Un gemellaggio lungo 35 anni, ed un’atmosfera da brividi grazie a due tifoserie calde ed esigenti.

“Ogni volta che Napoli e Genoa si incontrano, sia a Marassi che al San Paolo c’è sempre una cornice di pubblico importante. Inoltre va sottolineato un aspetto particolare: a fine gara, a prescindere dal risultato, parte sempre dalla Gradinata Nord un coro “Napoli, Napoli”. È una cosa commovente, da esempio per l’intero movimento calcistico italiano in un periodo in cui si verificano pericolosi eccessi che fanno passare in secondo piano lo spettacolo del calcio. La cartolina della festa di ieri pomeriggio, coincisa con l’apertura di Piazza Genoa, è una bellissima immagine di tifosi partenopei e genoani che giocano insieme a calciobalilla. Atmosfera distesa e rilassata come preludio a una serata di festa”.  

Sulla carta una partita impossibile, ma Juric l’ha affrontata nell’unico modo possibile per non rischiare l’imbarcata. Lazovic invece di Biraschi, marcatura a uomo in mediana movimenti veloci a cercare una falla nella difesa partenopea tendenzialmente alta. Nasce così il vantaggio di Taarabt.

“L’unico sistema per affrontare il Napoli era il cosiddetto catenaccio e contropiede, per utilizzare un termine che farà storcere il naso a diversi allenatori. D’altra parte è ciò che richiede il 3-5-2, anche se il Genoa non è riuscito a produrre la stessa intensità per tutti o quasi i 90 minuti di gara. Gli azzurri sono rimasti frastornati dopo la rete incassata in avvio, mentre la squadra di Juric riusciva a spezzare in maniera meticolosa tutte le trame di gioco di marca partenopea, sia sulle fasce che nella zona nevralgica del campo. Il Napoli trovava difficoltà a fraseggiare prima del capolavoro di Mertens su calcio piazzato che ha ricordato la traiettoria a foglia morta di Mariolino Corso sulla quale Perin non ha potuto far nulla. Sul 2-1 ritengo ci sia stato un concorso di colpa tra Rossettini e Perin, e da lì il Genoa si è disunito e nei primi 20 minuti del secondo tempo il Napoli è stato padrone assoluto del campo. La reazione finale porta la firma di un ottimo Lapadula, e dopo la rete di Izzo la veemenza del forcing rossoblù ha messo in apprensione una compagine da primato come quella guidata da Sarri, che si è difesa con ordine e attenzione”.

Sembra che la squadra abbia finalmente trovato nei confermatissimi 11(eccezion fatta per Rosi) la giusta quadratura per fame e cattiveria agonistica. L’occasione creata da Lazovic a fine primo tempo, così come l’inserimento di Izzo per il 2-3 e la girata di Lapadula han dato senso ad un finale di gara che in condizioni normali sarebbe scivolato via a senso unico in direzione partenopea.

“La squadra di Juric ha indubbiamente fatto notevoli passi avanti rispetto a un mese fa. Perdere contro la capolista ci sta, visto che i numeri rivelano la forza di un Napoli inarrestabile con 9 vittorie ed 1 pari nelle prime 10 gare di campionato. In questi casi può valere molto il modo in cui si perde, e credo che il Genoa sia uscito a testa alta incassando una sconfitta in modo dignitoso contro un avversario a tratti ingiocabile. Aver trovato la quadratura del cerchio con il 3-5-2 è un passo avanti importante, ed ora la squadra ha assoluta necessità di far punti a cominciare dal prossimo scontro diretto che vedrà i grifoni impegnati in trasferta sul campo della Spal. Cagliari e Udinese han ripreso a correre, per cui bisognerà evitare passi falsi che rischierebbero di far trovare la squadra impelagata nelle sabbie mobili della classifica”.  

La difesa ha avuto difficoltà contro i 3 tenori partenopei, ballando un po’ di più rispetto alle ultime uscite. Un Taarabt tirato finalmente a lucido ed un Lapadula al 100% potranno essere la chiave di volta per un campionato da vivere con minori sofferenze?

“Taarabt è a mio parere il profilo di calciatore ideale per il modulo che propone il mister Juric. Parliamo di un calciatore dotato di straordinaria velocità di esecuzione, la cui tecnica è indiscutibile come dimostra la rete di pregevole fattura messa a segno proprio ieri sera contro il Napoli. Galabinov è un gran combattente e per circa 20/25 minuti ha messo in difficoltà Chiriches, che poi ne ha preso le misure neutralizzandolo. Ma Lapadula ha un tasso tecnico maggiore, e speriamo di rivederlo al top della condizione il più presto possibile perché il Genoa ha enorme bisogno dei suoi ricami così come delle sue reti per vivere una stagione senza eccessivi patemi”.

Il Genoa ha affrontato a distanza di poco tempo Inter e Napoli, in due gare che hanno avuto uno sviluppo diametralmente opposto. Che impressione ti han fatto le due squadre, e quale vedi attualmente favorita in chiave Scudetto?

“Ho visto l’Inter affrontare il Genoa a San Siro, e onestamente la ritengo una squadra in grado di lottare per i gradini meno nobili del podio, ma non per il titolo. Non è stata una squadra sfavillante, riuscendo a conquistare l’intera posta in palio soltanto in extremis e sugli sviluppi di un corner. I grifoni disputarono una gran bella partita, disponendo di alcune interessanti occasioni da gol ed avrebbero meritato di lasciare San Siro almeno con un punto in cascina.  Spalletti è però un allenatore molto furbo, e lo ha dimostrato riuscendo a fermare il Napoli attraverso marcature strette e mostrando un atteggiamento tattico molto difensivo. Probabilmente neanche loro credevano realmente di poter uscire indenni dal San Paolo, ma come diceva un esimio collega come Peppino Pacileo il campionato è una corsa per regolaristi, dove non sempre vince l’estetica ma talvolta anche la concretezza. Chi è innamorato del calcio guarda il Napoli, ma bisogna tener d’occhio i nerazzurri perché sanno essere pericolosamente utilitaristici. I genoani si augurano che lo Scudetto possa viaggiare nuovamente verso il Sud dopo 27 anni, ma le somme si tireranno soltanto in primavera. In questo momento la lotta è tra Napoli ed Inter, mentre la Juventus si tiene a galla basandosi quasi esclusivamente sulle individualità importanti di cui dispone. Non si vede un’armonia di gruppo, incassa troppe reti rispetto alle ultime stagioni e soprattutto patisce pericolosi cali di tensione che hanno fatto infuriare Allegri in conferenza stampa al termine della gara contro la Spal”

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