Foto Ssc Napoli
Sarrismo al potere. Vittoria storica del Napoli, che viola al 7° tentativo lo Juventus Stadium (ora ribattezzato Allianz) e torna con l’intera posta in palio dall’impianto piemontese dopo ben 9 anni. Correva infatti il 31 ottobre 2009, quando un Napoli mai domo si imponeva in rimonta nel vecchio Olimpico grazie ad una doppietta di capitan Hamsik ed una rete del desaparecido Datolo.
Partita preparata in maniera esemplare dal mister tosco-napoletano. Titolarissimi al potere. Torna Koulibaly (squalificato contro l’Udinese) al centro della difesa con Albiol, in mediana Allan torna a ringhiare facendo accomodare lo spaccapartite Zielinski inizialmente in panchina, mentre al centro dell’attacco non può mancare Mertens perché l’affidabilità del tridente leggero non può essere assolutamente messo in discussione nel match più importante della stagione.
Il pallino del gioco è totalmente nelle mani degli azzurri, sempre in palleggio nella metà campo bianconera, cercando di colpire attraverso il fraseggio una Juventus barricata addirittura più dietro rispetto alla gara di andata al San Paolo. Tantissimi i protagonisti sul rettangolo verde, ma probabilmente le luci della ribalta vanno ad uno tra i meno attesi. Sembra un match ormai bloccato, con i padroni di casa intenti soltanto a difendere un prezioso punto visti i numerosi impietosi che rivelano come la Juventus non abbia mai tirato nello specchio della porta concedendo a Reina una serata da spettatore non pagante. Il Napoli ha risorse sempre nuove, e non a caso mister 33 schemi riapre i giochi in chiave Scudetto attraverso il 13° centro sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dopo le 2 parabole al bacio servite per Albiol e Tonelli contro l’Udinese, Callejon si ripete anche all’Allianz, mettendo una palla tesa per il terzo tempo di Koulibaly, colpevolmente solo e libero di poter scarica tutta la propria rabbia agonistica incornando per realizzare una rete che può valere un’intera stagione. Al novantesimo, come nella favola più bella. Il colosso franco-senegalese, K2 dipinto d’azzurro, si conferma difensore più prolifico della massima serie timbrando il cartellino per la 5° volta poco più di 3 mesi dopo l’ultima perla rifilata al Verona davanti al pubblico di Fuorigrotta. Un successo nella Torino bianconera caratterizzò anche la stagione 1989/90: in quell’occasione fu 1-3, ed a maggio fu Scudetto.
La prima azione pericolosa della gara è di marca partenopea, con Hamsik che mette una palla invitante per Insigne, abile ad anticipare il proprio marcatore diretto ma non riesce ad indirizzare verso la porta difesa da Buffon. Al 10’ Callejon viene tranciato da Asamoah all’altezza della trequarti, il direttore di gara lascia proseguire per il vantaggio, la sfera giunge tra i piedi di Mertens abbattuto senza troppi fronzoli da Benatia. Cartellino giallo per entrambi i macellai bianconeri, e calcio di punizione dal limite che Mario Rui spreca calciando altissimo oltre la trasversale. Chiellini lascia il campo per infortunio rimpiazzato da Lichtsteiner che si sistema a destra con Howedes e Benatia centrali. La replica bianconera non si fa attendere,e prima Howedes incorna largo sugli sviluppi di un corner, poi Pjanic con la complicità di una deviazione trova il legno alla sinistra di Reina. Il Napoli mantiene il pallino del gioco, risiede stabilmente nella metà campo juventina mentre i padroni di casa difendono in maniera compatta, mantenendo distanze corte tra le linee ed affidandosi soltanto ad Higuain come riferimento avanzato piuttosto isolato. Mertens tenta il destro a giro dal limite ma trova soltanto i guantoni di Buffon, quindi Mario Rui impegna Buffon con un tiro-cross che assume una parabola beffarda. Il portiere della Nazionale non perde la calma, fa mezzo metro all’indietro ed alza la sfera oltre il fondo. I partenopei fanno più male lungo la corsia sinistra, tanto che Allegri inverte le posizioni di Howedes e Benatia per limitare i letali inserimenti di Marek Hamsik. Non a caso al minuto 24 Mario Rui, più preciso giocando nello spazio piuttosto che con i cross verso le punte, serve un cioccolatino al capitano che incrocia troppo il mancino e calcia oltre il fondo. Al 29’ gran botta di Insigne che impegna Buffon dalla distanza, poi i tantissimi tifosi azzurri assiepati nel settore ospiti esultano quando Insigne deposita in rete infilando l’estremo difensore bianconera con un diagonale chirurgico. La posizione del talento di Frattamaggiore è irregolare e pertanto la rete viene giustamente invalidata.
Al 52’ splendida azione tutta in verticale: Jorginho rifinisce per Insigne, imbucata per capitan Hamsik ma il sinistro a chiudere si perde sull’esterno della rete. Poco dopo pennellata del campione slovacco per Callejon alle spalle di un disorientato Asamoah: destro al volo ma la mira è rivedibile. Al 68’ Insigne testa i riflessi di Buffon dalla distanza, poi Insigne chiude l’uno-due con Milik, ma viene anticipato da Benatia in estirada al momento della battuta vincente. I minuti passano, il Napoli ha fretta ed alza il baricentro. Zielinski fa partire un bolide dai 20 metri, e poi allo scadere Insigne dal vertice sinistro dell’area di rigore trova Buffon pronto ad allungarsi come una molla per spedire la sfera oltre il fondo. Il resto è scritto in una pagina di storia, pronta a rendere immortali questa generazione di fenomeni.
JUVENTUS – NAPOLI 0-1
Rete: 45’ st Koulibaly
JUVENTUS (4-3-2-1) Buffon; Howedes, Benatia, Chiellini (11’ pt Lichtsteiner), Asamoah; Khedira, Pjanic, Matuidi; Dybala (1’ st Cuadrado), Douglas Costa (26’ st Mandzukic); Higuain.
All: Allegri
NAPOLI (4-3-3) Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan (35’ st Rog), Jorginho, Hamsik (21’ st Zielinski); Callejon, Mertens (16’ st Milik), Insigne.
All: Sarri
Arbitro: Rocchi di Firenza
Note: Ammoniti: Benatia (J), Asamoah (J), Albiol (N), Pjanic (J). Corner: 3-3. Recupero: 2’ pt, 3’ st.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.