E' ancora tempo di derby per la Juve Stabia. Il tecnico delle Vespe è salito questa mattina presso la sala stampa del Menti per rispondere in via telematica alle domande dei media riguardanti l'incontro del Marcello Torre contro la Paganese di Di Napoli. Reduci dalla vittoria sul Bisceglie, gli azzurrostellati sono psicologicamente pronti per la sfida di domani. L'obiettivo dei gialloblù è di centrale il quarto successo consecutivo per dare continuità al trend positivo e consolidare il quinto posto. Continua però a riempirsi l'infermeria: anche Borrelli tra gli indisponibili.
«Sono orgoglioso dei miei ragazzi, perché hanno raggiunto una consapevolezza che prima non aveva, che però eravamo sicuri avrebbe raggiunto. Eravamo sicuri che stavamo tracciando il giusto percorso visto l’impegno. Da sempre è stato riconosciuto in loro delle qualità che ci facevano ben sperare a un risultato positivo. Non sempre i risultati rispecchiano quanto di buono fatto, ma credo tutti devono riconoscere i valori di questa squadra.»
«Per quanto riguarda l’infermeria, Russo e Borrelli si sono aggiunti. Esposito ha avuto un risentimento muscolare e Troest e Cernigoi non saranno della partita. I tempi non li posso dire io. Inoltre, abbiamo in dubbio Garattoni e Orlando. Non so quali sono i tempi di recupero del danese.»
«I derby sono sempre partite che danno una spinta particolare. La stanchezza è la completezza nel poter realizzare qualcosa. Sicuramente qualcosa rimane per strada quando hai poco tempo per allenarti. Il rischio è sempre quello di portare quanti più calciatori possibili in condizioni ottimali. E ricaricare le pile non è sempre la cosa più scontata e facile. Le problematiche sono queste, più la stanchezza fisica.»
«Sono stato lo stesso di sempre facendo tutto ciò che è in mio potere. Ci sono sicuramente dei tempi tecnici da rispettare per poter veder fiorire i risultati. Nonostante sia mia abitudine ascoltare le critiche, io invito sempre le persone a immedesimarsi nel ruolo della persona che si sta criticando. L’esonero non mi avrebbe spaventato, nel corso della mia carriera l’ho già subito. Ma non vivo di rivincite, soprattutto se i risultati sono sotto gli occhi di tutti.»
«Sicuramente vincere più fuori casa o in casa avrebbe avuto la sua valenza , se ci fosse stato il pubblico. Non è sicuramente un momento positivo da questo punto di vistia. Approfitto, inoltre, dell'occasione per esprimere il cordoglio nei confronti della famiglia di Antonio Vanacore, scomparso pochi giorni fa, da parte mia e di tutto lo staff. Non sarà facile proseguire con questo pensiero, ma auguriamo che la Cavese possa raggiungere i propri obiettivi.»
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