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Juve Stabia - Abate: «Affrontiamo il Bari con la mentalità giusta, vogliamo crescere ogni partita»

Il tecnico delle Vespe parla alla vigilia della sfida al San Nicola: «Il nostro obiettivo è migliorare in ogni aspetto, dalla gestione della palla alla competitività interna. La strada è lunga, ma siamo pronti a lottare»

tempo di lettura: 6 min
di Davide Soccavo
15/01/2026 16:44:02

Ignazio Abate è salito in sala stampa presso lo stadio Romeo Menti per rispondere alle domande dei media, alla vigilia della ripresa del campionato. La Juve Stabia apre il girone di ritorno con una trasferta impegnativa al San Nicola di Bari, uno stadio storico dove affronterà un Bari che sta attraversando un periodo difficile. La squadra di mister Vivarini, infatti, si trova in una posizione precaria in classifica e ha bisogno di punti per risalire dalla zona bassa. Le Vespe, invece, sono chiamate a interrompere il digiuno di vittorie esterne, che dura ormai dalla partita contro lo Spezia. Una sfida importante, quindi, per entrambe le squadre, che si troveranno a giocarsi una fetta fondamentale della loro stagione.

«Innanzitutto, sono situazioni diverse rispetto a quelle dell'anno scorso», spiega il tecnico delle Vespe. «Il Bari lo conosciamo bene, l'abbiamo affrontato poche settimane fa. È una squadra che ha grandissima qualità, ma come tutte le squadre di questa categoria, è complicata da affrontare. Avremo una trasferta difficile in uno stadio importante e dovremo dare il meglio di noi. La squadra questa settimana si è allenata molto bene. Abbiamo aumentato un po' i carichi dal punto di vista fisico, perché ne avevamo bisogno. Dobbiamo anche cercare di aiutare i nuovi ad integrarsi bene nel nostro contesto. Ci vorrà un po' di tempo, ma da questa settimana ci sono segnali positivi».

«Per quanto riguarda i rientranti, Varnier ha fatto quasi tutta la settimana con il gruppo, e questo è un ottimo segnale. Gabrielloni è rientrato in modo graduale, ora ha bisogno di alzare il livello dal punto di vista fisico, perché è indietro. La bravura di un allenatore deve essere quella di mettere i giocatori nella condizione di esprimersi al meglio. Dobbiamo aumentare il numero di gol degli attaccanti, così come dei centrocampisti. Abbiamo giocatori con grande potenziale: Correia può riempire bene l’area e far male, Zeroli è un giocatore che ha nell'inserimento la sua arma migliore, e ha il colpo di testa e il gol nel sangue. L’acquisto è stato fatto anche con questa prospettiva».

«Per quanto riguarda le scelte tattiche, ogni partita è diversa. A Omar, ad esempio, molto spesso lo abbasso a fare il doppio mediano, e quindi perdi qualcosa nel riempire l’area. Con il Pescara, invece, chiedevo a Kevin di giocare vicino a Leo, perché in quel momento riuscivamo a mantenere il controllo del gioco nel secondo tempo. Dovevamo arrivare a verticalizzare molto più velocemente, e molto spesso ci siamo riusciti. Kevin ha avuto tre occasioni: in una è stato bravo il portiere a respingere, in un’altra ha lisciato di testa, e in un'altra ancora si è trovato faccia a faccia con il portiere».

«Kevin ha una buona lettura del gioco, ma può essere sfruttato sia da mezzala che da trequartista, il che ci dà alternative, che sono molto importanti. Mi aspetto il solito atteggiamento dalla squadra: una squadra che dà tutto, che ha identità anche fuori casa. Riusciamo a mantenere il pallino del gioco, a creare occasioni. In ogni partita gli episodi fanno la differenza, e dobbiamo essere bravi a leggere i momenti della partita. Ci saranno momenti in cui avremo il controllo del gioco, e momenti in cui non lo avremo. Dobbiamo essere bravi a difendere senza paura, mantenendo i reparti compatti e coesi, difendendo con ferocia, perché è una qualità importante, soprattutto nel calcio moderno, dove si vive di tante transizioni. Dobbiamo migliorare la gestione della palla, soprattutto nelle transizioni. Con il Pescara, nel primo tempo siamo partiti molto bene nella gestione della palla, ma poi siamo venuti meno nelle scelte, forzando troppo alcune transizioni, senza trovare il ritmo di gioco. Questo non va bene, dobbiamo essere più solidi. Questo passa dalla gestione della palla. Lo pretendo dai ragazzi, perché so che hanno le capacità per farlo».

«I ragazzi si devono divertire con la palla, ma con grande attenzione. Se non lo fanno, alla fine dovranno correre quando non ce l'hanno. I ragazzi arrivati in prestito sono giovani, devono ancora affermarsi, ma devono avere la motivazione di voler esplodere, fare una carriera importante. Chi è stato messo sotto contratto, invece, deve legarsi al progetto, all’ambiente e al gruppo, e deve dimostrare di meritarsi un posto in squadra. Questo non cambia molto. Per quanto riguarda il mercato di gennaio, non è semplice, ma mancano solo tre mesi e mezzo alla fine del campionato, e in questo periodo è difficile far crescere un giovane che viene dalla primavera. È un mercato fatto di opportunità, e siamo fortunati ad avere un direttore che conosce tantissimi giocatori e le dinamiche del campionato. L’acquisto di Dalle Mura è stato molto intelligente: è un ragazzo con esperienza in Serie B, è bravo tecnicamente, ha una buona struttura fisica, e ha giocato con vari allenatori e diversi stili di gioco. Ha tanta esperienza, è un giocatore che è praticamente pronto per giocare. Questo è molto importante, perché tra poco arriveranno partite ravvicinate, e avremo bisogno di tutti. Dobbiamo sperare di avere meno infortuni possibili, perché ci sarà da dividersi le energie».

«Quello che volevamo in questo mercato era aumentare la competitività interna, perché aumenta il livello dell’allenamento e la mentalità dei giocatori. Quando c’è competizione per un posto, il livello sale e i ragazzi si impegnano di più. Poi, quella mentalità la portano con sé il sabato, quando la partita conta. Il sabato non si accende la lampadina, ma le partite si vincono in settimana. E i ragazzi lo sanno bene. Sono felice della settimana che hanno fatto».

«L’approccio è determinante in tutte le partite. Anche con il Pescara abbiamo avuto un buon inizio, perché nei primi 15 minuti la squadra ha gestito bene la palla. Poi, però, siamo calati nella seconda parte del primo tempo. Finché riesci a tenere ritmi alti, a fare le letture giuste, tutto diventa più semplice. Lo step importante è quando il ritmo rallenta, perché non puoi sempre giocare a tutta velocità. Quando gli avversari cominciano a emergere, devi mostrare solidità e non concedere troppo. Ma non do voti, perché gli obiettivi si centrano a maggio, non a gennaio o a dicembre. Dobbiamo continuare così, con rabbia e voglia di migliorare, perché se ti senti arrivato, è l'inizio della fine. Ci aspettano due mesi molto complicati, ma i ragazzi sono mentalizzati. Come ho già detto, pensiamo allenamento per allenamento, partita per partita, e continuiamo a migliorarci».

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