Oggi, a Vico Equense, alle ore 14:30, l’attesa è finita. Tornano a sfilare le Pacchianelle. Non come nostalgia, ma come promessa mantenuta. Nate nel 1909 per opera di fra Pasquale Somma, frate dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, erano sette contadinelle che portavano doni nel borgo di San Vito, allora chiamate pappaciole. Oggi sono oltre 350 figuranti: un popolo in cammino.
Sfilano i Magi a cavallo con abiti sontuosi, gli angeli che recano doni, i pastorelli vestiti come nel presepe napoletano del Settecento. Dalla terra e dal mare arrivano i doni per Gesù Bambino: pesce, uova, formaggi, latticini, noci, agrumi. Gli agrumi che hanno dato, nel corso degli anni, riconoscenza e identità a Vico Equense. Doni dei borghi, doni del mare, doni di una città che sa offrire senza chiedere.
Questo è un invito aperto al mondo: venite a vedere cosa accade quando una comunità si fa racconto, quando la fede diventa gesto, quando la storia non è un archivio ma una strada viva. In un tempo che corre veloce e superficiale, Vico Equense sceglie la profondità. Domani, alle 14:30, la città si apre: chi arriva non assiste, partecipa.
L'analisi del tecnico. «Risultato giusto, c'è un po' di rammarico per il vantaggio sfumato nel finale»