Un cantiere nautico di Torre Annunziata è stato posto sotto sequestro nell’ambito delle attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica oplontina per accertare le cause dell’inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti.
Il provvedimento, eseguito nella giornata di ieri dalla Polizia Metropolitana di Napoli, ha riguardato un’area situata in via Piombiera, dove – secondo quanto riferito dagli investigatori – venivano svolte attività di manutenzione, trattamento, rifinitura e rimessaggio di imbarcazioni in assenza del prescritto titolo ambientale AUA (Autorizzazione Unica Ambientale).
Le ipotesi contestate dagli investigatori
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, al cantiere sarebbe stata contestata la presunta emissione diffusa di fumi in atmosfera senza la necessaria autorizzazione regionale prevista dalla normativa ambientale.
Gli operatori della Polizia Metropolitana avrebbero quindi riscontrato irregolarità nella gestione delle attività produttive, procedendo al sequestro d’urgenza dell’area per evitare – si legge nella nota diffusa dagli inquirenti – la prosecuzione dell’ipotizzato illecito e l’aggravamento delle conseguenze ambientali.
L’area sottoposta a sequestro si estenderebbe per circa mille metri quadrati complessivi, di cui 400 coperti e 600 scoperti, con la presenza di natanti e imbarcazioni in fase di manutenzione o stazionamento.
Indagini sul fiume Samo e controlli sul litorale
L’operazione rientra nel più ampio filone investigativo avviato dalla Procura di Torre Annunziata per individuare eventuali fonti di contaminazione del fiume Samo, corso d’acqua da tempo al centro dell’attenzione delle autorità ambientali e giudiziarie.
Secondo gli investigatori, quello eseguito nelle scorse ore rappresenterebbe uno dei numerosi sequestri effettuati nell’ambito dei controlli lungo il tratto costiero della penisola sorrentina, finalizzati alla prevenzione e repressione di fenomeni di inquinamento del mare e dell’ecosistema costiero.
Alle attività partecipano, oltre alla Polizia Metropolitana di Napoli, anche altre forze di polizia e l’ARPAC, con funzioni di supporto tecnico.
Il protocollo interistituzionale
Le indagini fanno riferimento al protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, insieme alle Procure Generali delle Corti d’Appello di Napoli e Salerno, all’ARPAC e agli organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale.
L’obiettivo dichiarato dell’accordo è quello di rafforzare il coordinamento investigativo per contrastare e rimuovere le possibili cause di inquinamento del fiume Samo e dei suoi tributari, attraverso controlli sistematici sulle aziende presenti nel bacino idrografico interessato.
Al momento, come previsto dalla normativa vigente, le contestazioni mosse dagli investigatori sono da considerarsi nella fase delle ipotesi investigative e dovranno essere eventualmente vagliate nelle sedi giudiziarie competenti.
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