Cronaca
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Massa Lubrense - Sequestrato importante complesso turistico-ricettivo

L'accusa della Procura: "lottizzazione abusiva a scopo edificatorio".

tempo di lettura: 3 min
30/01/2026 14:48:01

Questa mattina a Massa Lubrense (NA), frazione Nerano, i Carabinieri della Compagnia di Sorrento, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro del complesso turistico-ricettivo denominato "Quattro Passi", ristorante noto a livello internazionale anche per il riconoscimento delle tre stelle Michelin.

L'attività di indagine, condotta dall'Aliquota Operativa del N.O.R. della Compagnia CC. di Sorrento e coordinata dalla Procura della Repubblica, ha avuto origine nel luglio 2025 e – secondo la Procura stessa - ha permesso di accertare, a carico dei soggetti destinatari del provvedimento cautelare reale, gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio (art. 44 D.P.R. 380/2001). Le investigazioni, che si sono avvalse di una consulenza tecnica disposta dalla Procura della Repubblica, hanno consentito, in particolare, di accertare come gli indagati, a partire dal 1982, sino ad ottobre 2025, avessero realizzato, in un'area soggetta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali, un complesso immobiliare di imponenti dimensioni destinato ad attività di ristorazione e ai servizi accessori, in assenza di titoli edilizi legittimi.

Dalle indagini sarebbe emerso come tale attività edilizia abusiva si sia protratta nel tempo anche grazie alla condotta, “quantomeno negligente, del Comune di Massa Lubrense, il quale, nel corso degli anni, aveva rilasciato provvedimenti di condono illegittimi, in quanto viziati da macroscopiche irregolarità, essendo stati rilasciati, non solo a distanza di decenni dalle relative istanze, ma soprattutto in assenza dei presupposti di diritto e di fatto, atteso che gli immobili oggetto di istruttoria, nell'arco temporale tra l'istanza di condono e il rilascio del relativo provvedimento, erano stati abusivamente modificati, come emerso anche dai plurimi controlli della Polizia Municipale” si legge nella nota della Procura.

In particolare, nel decreto di sequestro preventivo, il GIP, con riferimento ai provvedimenti di condono rilasciati dal Comune, ha affermato: "Tali condotte hanno sostanzialmente consentito l'asservimento di una parte del territorio comunale, che era un uliveto, alle necessità di espansione dell'attività edificatoria ed economica/turistico-ricettiva degli indagati, in totale disprezzo della morfologia del territorio, dei vincoli ambientali (tra cui quello idrogeologico) posti a tutela dell'ambiente e della disciplina urbanistica funzionale all'ordinato e armonioso sviluppo del territorio ".

Inoltre, il GIP ha ritenuto che "Le concessioni edilizie rilasciate in sanatoria in esito al primo e al secondo condono risultano affette da profili di illegittimità originaria, sia per il superamento dei limiti volumetrici di legge mediante artificioso frazionamento delle istanze, sia per la perdita dei presupposti di condonabilità in ragione delle successive e reiterate trasformazioni abusive dell'organismo edilizio. Le istanze presentate ai sensi del terzo condono edilizio risultano, inoltre, giuridicamente improcedibili, trattandosi di opere ricadenti in area sottoposta a vincolo paesaggistico e classificata dal P.U T. come zona di tutela ambientale con inedificabilità assoluta, come già accertato dal Comune di Massa Lubrense con il provvedimento di rigetto per intervenuta lottizzazione abusiva. Ne consegue che l'intero compendio immobiliare deve qualificarsi quale risultato di un'attività edificatoria illecita continuata e permanente, tuttora priva di legittimazione urbanistico-edilizia, produttiva di una rilevante e duratura compromissione dell'assetto urbanistico, paesaggistico e ambientale dei luoghi".

In tal modo, gli indagati, nell'arco di circa 30 anni, sarebbero riusciti a trasformare un territorio prettamente boschivo, nel quale al più insisteva un manufatto a vocazione rurale, in un vero e proprio insediamento commerciale, destinato all'attività di ristorazione.

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