Nell'ambito delle attività investigative finalizzate all'accertamento e alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Samo, pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dal Comando della Capitaneria di porto Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, militari della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia hanno proceduto ieri al sequestro preventivo d'iniziativa in via d'urgenza di un cantiere navale ubicato in località Varano nel Comune di Castellammare di Stabia.
I militari hanno proceduto al sequestro di un'area di circa 1.500 metri quadrati (mq) situata all'interno di un cantiere navale, dove vi era un ulteriore deposito di circa 300 mq utilizzato come officina meccanica dal responsabile della struttura.
L'area, risultata completamente abusiva, era adibita ad attività di cantieristica navale ad alto impatto ambientale.
L'attività veniva svolta in assenza delle prescritte autorizzazioni amministrative ed ambientali. All'interno della stessa i militari hanno rinvenuto anche 18 imbarcazioni rimessate, a conferma dell'operatività del sito.
Nel corso degli accertamenti è, inoltre, emerso che le acque di piazzale venivano scaricate abusivamente senza alcun sistema di preventiva depurazione o trattamento, con conseguente rischio di contaminazione del suolo e delle acque circostanti.
L'area risultava, altresì, priva di impianti di regimentazione delle acque meteoriche di dilavamento oltreché sprovvista di adeguata pavimentazione, aggravando ulteriormente il potenziale impatto ambientale delle attività svolte.
Il sequestro si è reso necessario al fine di evitare la protrazione dei reati e l'aggravamento delle conseguenze degli stessi, con ulteriori danni per l'ambiente.
Il sequestro su indicato si inserisce nel contesto del Protocollo d'intesa per le attività investigative
finalizzate alla repressione dei fenomeni d'inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall'ARPAC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale, tra i quali la Polizia Metropolitana di Napoli.
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