Non solo assunzioni. La grana più grossa per la Am Tecnology ora è anche quella del trattamento dei rifiuti a Castellammare di Stabia. Ieri mattina, mentre nell’impianto di Scafati della Helios (ditta collegata alla Am Tecnology) erano a lavoro i carabinieri del Noe, negli uffici del settore Ambiente del Comune di Castellammare di Stabia si sono presentati gli uomini della Guardi di Finanza stabiese agli ordini del capitano Salvatore Della Corte. Nel mirino delle fiamme gialle gli atti dell’appalto da 12 milioni di euro che la ditta che gestisce il sevizio di igiene urbana in città si è aggiudicato 2 anni fa.
Un’indagine che va avanti ormai da diverse settimane e che ha preso le mosse da alcune denunce anonime presentate alle forze dell’ordine ed alla Procura di Torre Annunziata. Racconti che sembrerebbero raccontare di un modus operandi poco chiaro nel trattamento dei rifiuti. Sarebbero infatti stati più volti mischiati rifiuti speciali all’indifferenziato, così come smaltito amianto da personale non idoneo e qualificato.
Il materiale requisito ieri dalla guardia di finanza è stato tanto, e si punta anche a capire se nella vicenda rientrino anche subappalti. Il tutto senza trascurare il ruolo di dirigenti e dipendenti comunali che si sono occupati della vicenda. Perché se verrà dimostrato che le denunce anonime sono fondate, allora vorrà dire che qualcuno al Comune doveva pur essere informato, sapere qualcosa.
A marzo scorso furono gli uomini del Noe a fare irruzione negli uffici della Am Tecnology sequestrando formulari, documenti, files e persino alcuni video ed audio dai cellulari di alcuni dipendenti. Insomma, la sensazione è che le forze dell’ordine abbiano individuato qualcosa che non va nella gestione dei rifiuti a Castellammare e vogliono vederci chiaro.
Se a questo ci si aggiunge la questione legata alle assunzioni, il quadro si fa veramente molto complicato per un servizio che da sempre è una croce per la città di Castellammare di Stabia, con una tassa a carico dei cittadini tra le più care d’Italia.