Due ballottaggi e un territorio che cambia volto amministrativo. È una serata elettorale che ridisegna gli equilibri politici della penisola sorrentina e dell’area vesuviana, tra sfide serrate e risultati che restano in bilico fino all’ultima sezione.
A Pompei si va verso il ballottaggio tra Giuseppe Tortora e Salvatore Alfano. Con circa metà delle sezioni scrutinate, Tortora è avanti al 46%, seguito da Alfano al 42%, mentre Claudio D’Alessio si ferma intorno al 12%. Un margine ridottissimo che conferma una sfida destinata a proseguire al secondo turno, con due blocchi elettorali quasi perfettamente equilibrati e una città che si spacca in due.
Il testa a testa ha caratterizzato l’intero andamento dello scrutinio, con continui sorpassi parziali e sezioni decisive che hanno ribaltato temporaneamente l’esito. Tortora ha costruito il proprio vantaggio su una maggiore tenuta territoriale, mentre Alfano ha risposto in diversi seggi con risultati molto forti, mantenendo la partita apertissima fino alla fine dello spoglio parziale.
Scenario simile a Sorrento, dove anche qui si profila il ballottaggio tra Corrado Fattorusso e Ferdinando Pinto. Il candidato in testa si attesta al 48%, seguito da Pinto al 44,5%, mentre Raffaele Attardi raccoglie il 7,5%. Un risultato che non chiude la partita al primo turno e rimanda tutto allo scontro diretto tra i due principali contendenti.
Anche in questo caso la distanza resta contenuta e la sfida si giocherà su pochi voti e sulla capacità di intercettare gli elettori rimasti fuori dal primo turno. Sorrento arriva a questo passaggio dopo un anno di commissariamento e in un clima politico ancora segnato dalle conseguenze delle inchieste che hanno colpito l’amministrazione comunale, con un’affluenza al 58,3% che fotografa una partecipazione significativa ma non pienamente ritrovata.
Se Pompei e Sorrento attendono il ballottaggio, a Massa Lubrense il verdetto è già arrivato. Lello Staiano è il nuovo sindaco, con il 53% dei consensi contro il 47% di Michele Pollio. Una vittoria costruita nel testa a testa e maturata soprattutto in alcune sezioni decisive, dove il candidato vincente ha saputo ribaltare i risultati e consolidare il vantaggio finale.
Due città diverse ma accomunate da un esito analogo: una sfida polarizzata, con elettorati divisi e un voto che non riesce a esprimere un vincitore immediato.
Nel resto del Vesuviano, invece, il quadro è già definito. A Portici è stato eletto sindaco Claudio Teodonno, a San Giorgio a Cremano arriva un vero e proprio plebiscito per Michele Carbone, mentre a Ercolano la vittoria va ad Antonietta Garzia.
Un territorio che si muove quindi su due velocità: da un lato le città sospese tra primo e secondo turno, dall’altro quelle che hanno già scelto il proprio sindaco, chiudendo la partita elettorale in una sola tornata.
«Gestione arbitrale imbarazzante, al ritorno mi auguro di vedere un arbitraggio equo»