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Castellammare - Varano e Solaro, Base Popolare attacca: «Troppi annunci, nessuna chiarezza sul futuro urbanistico della città»

«Come si può immaginare un Piano di Rigenerazione, che introduce indirizzi, criteri e persino norme, quando manca il presupposto fondamentale di ogni seria politica urbanistica, cioè un documento urbanistico approvato?».

tempo di lettura: 3 min
06/02/2026 14:29:11

Nuove tensioni sul fronte urbanistico a Castellammare di Stabia. Il gruppo Base Popolare Democratici e Progressisti interviene duramente sul recente annuncio dell’Amministrazione comunale relativo all’area di Varano e del Solaro, definendolo l’ennesimo comunicato privo di effetti concreti e utile solo a mascherare ritardi, approssimazioni e una profonda confusione nella programmazione urbanistica.

Secondo Base Popolare, il tentativo di presentare un Piano di Rigenerazione per il pianoro di Varano e del Solaro appare privo del presupposto fondamentale di qualsiasi seria politica urbanistica: l’approvazione definitiva del Piano Urbanistico Comunale (PUC). “Come si può immaginare di introdurre indirizzi, criteri e persino norme senza un documento urbanistico vigente?”, si chiedono i rappresentanti del movimento, parlando apertamente di una “forzatura istituzionale” più che di una visione coraggiosa.

Nel mirino anche l’idea di superare lo stallo sulle pratiche di condono edilizio attraverso una bozza di masterplan. Per Base Popolare, si tratta di un approccio semplicistico rispetto a problemi complessi, radicati in vincoli archeologici, normative nazionali, sentenze e responsabilità amministrative accumulate nel corso di decenni. “Non basta un rendering per risolvere nodi giuridici così delicati”, sottolineano.

Il gruppo chiarisce di non mettere in discussione la qualità del lavoro svolto dall’Università, da sempre coinvolta nei processi di pianificazione della città, ma contesta il metodo adottato dall’Amministrazione, accusata di tentare di aggirare le difficoltà invece di affrontarle con trasparenza. Particolarmente critico il passaggio in cui si ricorda che, a distanza di quasi due anni dall’insediamento dell’attuale Sindaco e dopo quattro anni dall’adozione del PUC (febbraio 2022), non è mai stata spiegata alla città la ragione dei continui rinvii.

Base Popolare richiama anche le sollecitazioni avanzate in passato, sia dal movimento stesso sia dall’ex assessore regionale Bruno Discepolo, affinché venissero approfondite le procedure adottate dalla Commissione Straordinaria prima di procedere ulteriormente. Un confronto che, a loro dire, non c’è mai stato, come dimostrerebbero anche i toni aggressivi utilizzati in Consiglio Comunale in risposta ad alcune interrogazioni, tra cui quella sulla Casa del Fascio.

Il documento allarga poi lo sguardo alle numerose criticità irrisolte: dalla mancata integrazione del PUC con il Piano Regolatore del Porto, considerato strategico per il rilancio di Fincantieri e del sistema portuale, all’assenza di un coordinamento con i piani ASI per le aree industriali. Nessuna strategia chiara, secondo Base Popolare, emerge neppure sul fronte delle Antiche Terme, del termalismo, del dissesto idrogeologico, della tutela del Faito, del dragaggio del Sarno, dell’edilizia pubblica, del Centro Antico e del nuovo ospedale.

A preoccupare è anche l’assenza di una visione complessiva: senza un disegno unitario e condiviso, il PUC rischierebbe di ridursi a uno strumento meramente tecnico, “arido e incapace di orientare lo sviluppo reale della città”. Critiche anche alla gestione delle risorse, con particolare riferimento ai 22 milioni di euro del programma PRIUS, per i quali – denunciano – non sono stati ancora definiti obiettivi chiari e coerenti.

Base Popolare segnala infine la mancanza di un reale dialogo con le forze economiche e sociali e la marginalizzazione del Consiglio Comunale. In Commissione Urbanistica è stata avanzata la richiesta di sospendere ogni ulteriore determinazione sul procedimento di adozione del PUC, in attesa di pareri formali dei dirigenti e di chiarimenti sulle modifiche introdotte senza una nuova fase di pubblicazione.

“Dopo tanti incarichi e risorse impegnate, da ultimo altri 335 mila euro per la Casa del Fascio, è doveroso spiegare alla città cosa si è realmente ottenuto”, conclude il movimento, annunciando la disponibilità a promuovere un’assemblea pubblica per aprire finalmente un confronto trasparente con i cittadini sul futuro urbanistico di Castellammare di Stabia.

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