Torna al centro del dibattito cittadino il futuro delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia. A intervenire è l’Associazione Parco delle Acque di Stabia APS, nata dall’esperienza della Fondazione omonima con l’obiettivo di valorizzare le sorgenti stabiane e favorire la riapertura delle Terme, anche attraverso una nuova vocazione legata al benessere.
L’associazione propone una gestione pubblico-privata delle Terme una volta completati gli interventi di recupero, affinché il termalismo possa tornare a essere, nelle intenzioni dei promotori, un elemento centrale del patrimonio identitario della Città delle Acque.
Ma proprio sul progetto di ristrutturazione e rilancio delle Antiche Terme arrivano forti perplessità.
“Parcheggio a ridosso delle sorgenti, scelta pericolosa”
Secondo l’associazione, alcuni aspetti del progetto sarebbero stati appresi soltanto attraverso gli organi di informazione e non sarebbero stati adeguatamente illustrati alla cittadinanza.
Tra gli elementi contestati c’è soprattutto la previsione di un parcheggio nell’area termale, inserito nell’ambito di un appalto dal valore di oltre 12 milioni di euro.
“Torniamo a ribadire, con il supporto degli idrogeologi – sottolinea l’associazione – che è assolutamente pericoloso e inopportuno per la salvaguardia delle sorgenti termali creare un parcheggio a ridosso delle Terme Antiche”.
Il timore riguarda in particolare i possibili effetti sulla qualità delle acque. L’area, secondo l’associazione, sarebbe stata utilizzata come parcheggio per oltre dieci anni e potrebbe aver già prodotto fenomeni di contaminazione legati agli idrocarburi e ai gas di scarico delle automobili.
La proposta: spostare il parcheggio oltre 200 metri
Per l’Associazione Parco delle Acque di Stabia l’area vicina alle sorgenti dovrebbe avere una funzione completamente diversa: essere destinata alle strutture e ai servizi direttamente collegati alla fruizione delle acque termali.
La richiesta è quindi di collocare un eventuale parcheggio a più di 200 metri dall’area termale, al di fuori della fascia di rispetto delle sorgenti prevista dalla normativa locale.
L’associazione propone inoltre di valutare un ampliamento della fascia di rispetto sulla base di criteri di prudenza tecnica e di individuare una soluzione alternativa nelle aree a monte dell’ex stabilimento delle Nuove Terme.
L’ipotesi sarebbe quella di realizzare collegamenti pedonali e servizi di trasporto pubblico, come autobus, navette o taxi, verso le Antiche Terme.
Il collegamento con l’ascensore inclinato EAV
Tra le soluzioni indicate dall’associazione c’è anche il collegamento con l’ascensore inclinato previsto dal progetto EAV dalla stazione Castellammare Centro.
Un sistema di questo tipo, secondo i promotori, consentirebbe di ridurre il traffico veicolare nell’area termale e di collegare più facilmente il futuro polo termale con la rete ferroviaria e il trasporto pubblico.
L’obiettivo sarebbe quello di costruire un modello di fruizione delle Terme meno dipendente dalle automobili, anche alla luce delle esigenze ambientali e della necessità di ridurre le emissioni di CO₂.
“Riaprire la fermata Terme della linea EAV”
Per l’associazione, però, il rilancio delle Terme non può prescindere dal potenziamento dei collegamenti ferroviari.
Da qui la richiesta di riattivare la fermata Terme della linea EAV, considerata strategica non soltanto per il futuro turismo termale, ma anche per i lavoratori delle attività produttive presenti nella zona, tra cui Fincantieri e la Corderia della Marina Militare.
La fermata potrebbe inoltre essere utilizzata durante la stagione estiva dai bagnanti diretti verso gli stabilimenti balneari e, in prospettiva, dai visitatori interessati al nuovo polo termale.
L’associazione rivolge quindi un appello all’amministrazione regionale e alla nuova dirigenza EAV affinché venga valutata concretamente la riattivazione dello scalo.
L’avvertimento: “Pronti a rivolgerci alla magistratura”
Il tono dell’intervento diventa particolarmente duro quando l’associazione affronta l'ipotesi di realizzazione del parcheggio.
“Se si dovesse procedere con l’allestimento di un cantiere per la realizzazione definitiva di un parcheggio – afferma l’Associazione Parco delle Acque di Stabia – saremo costretti a denunciare i responsabili all’autorità giudiziaria”.
Secondo l’associazione, ci sarebbe inoltre il rischio di uno sperpero di risorse pubbliche, dal momento che nell’area sarebbero già previsti ulteriori interventi legati al recupero delle strutture termali e alla realizzazione di nuove piscine.
Il patrimonio delle acque stabiane
L’appello finale è rivolto a tutta la città e, in particolare, ai commissari prefettizi, ai deputati e ai senatori eletti nel comprensorio.
L’obiettivo indicato dall’associazione è quello di riportare al centro dell’agenda pubblica il patrimonio idrotermale stabiano, considerato una delle principali risorse storiche, ambientali e turistiche della città.
“Ci rivolgiamo ai Commissari Prefettizi, a Deputati e Senatori espressi dal comprensorio perché si attivino concretamente per il recupero della fruizione del prezioso tesoro delle acque stabiane”, scrive la presidente Olimpia De Simone.
Secondo l’associazione, si tratta di una risorsa enorme: 24 milioni di litri d’acqua che potrebbero essere utilizzati per finalità termali e di benessere e che oggi finiscono inutilizzati in mare.
La richiesta, dunque, è che il rilancio delle Antiche Terme non venga considerato soltanto come un intervento edilizio, ma come un progetto complessivo capace di tutelare le sorgenti, recuperare il patrimonio termale e restituire a Castellammare una delle sue principali identità storiche.
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