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Castellammare - Stazione Terme e opere strategiche nel mirino: BP Democratici e Progressisti attaccano il Comune, «Città ferma e senza visione»

Il gruppo consiliare denuncia il mancato intervento dell’amministrazione nei giudizi su aree strategiche e accusa: “Castellammare di Stabia perde pezzi importanti senza difesa istituzionale”

tempo di lettura: 3 min
25/06/2026 11:15:51
Castellammare - Stazione Terme e opere strategiche nel mirino: BP Democratici e Progressisti attaccano il Comune, «Città ferma e senza visione»

Il gruppo consiliare BP Democratici e Progressisti torna a puntare il dito contro l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, denunciando quella che definisce una “prassi ormai ricorrente”: il mancato intervento del Comune nei procedimenti giudiziari che riguardano asset strategici della città.
Nel nuovo comunicato stampa, l’attenzione si concentra in particolare sulla vicenda della Stazione delle Antiche Terme, per la quale – secondo il gruppo – l’ente non si sarebbe costituito in giudizio. Una scelta che, insieme ad altri casi citati, viene interpretata come un segnale di progressivo arretramento del ruolo istituzionale dell’ente.

“Castellammare perde pezzi strategici senza difesa”
Secondo BP Democratici e Progressisti, il caso della stazione si inserisce in una serie più ampia di episodi analoghi che includono le spiagge di Pozzano e il Pastificio D’Apuzzo. Situazioni nelle quali, viene sottolineato, il Comune non avrebbe preso parte attiva ai procedimenti giudiziari.
“La città merita di essere difesa e tutelata in tutti i passaggi importanti”, afferma il gruppo, evidenziando il rischio che asset pubblici e strategici vengano progressivamente sottratti alla programmazione pubblica.

La questione della Stazione Antiche Terme
Nel comunicato si contesta anche il futuro della Stazione delle Antiche Terme, che – secondo la ricostruzione politica del gruppo – potrebbe essere trasformata in una struttura ricettiva privata a basso costo.
Un passaggio viene dedicato anche al ruolo di Ente Autonomo Volturno, accusato di portare avanti scelte frammentarie sul sistema dei trasporti locale, tra progetti annunciati e modificati nel tempo, come ipotesi di tram poi trasformate in filobus o chiusure e riconversioni di stazioni.

Le altre criticità: infrastrutture e sviluppo
Nel documento vengono richiamate anche altre questioni ritenute centrali per il futuro della città: i lavori dell’ospedale San Leonardo, le trattative su Fincantieri e sull’Antico Porto, oltre alla programmazione urbanistica generale.
Secondo il gruppo, mancherebbe una regia politica chiara capace di indirizzare lo sviluppo urbano, turistico e produttivo di Castellammare di Stabia, nonostante la presenza di risorse e opportunità che, si sostiene, sarebbero state in parte già sprecate.

“Una città ferma senza visione”
Il comunicato richiama anche una lettera inviata al sindaco il 19 giugno da parte di 29 tecnici – tra architetti, ingegneri, geometri e agronomi – che avrebbero evidenziato criticità nella programmazione urbana e nella capacità decisionale dell’ente.
Viene inoltre criticato l’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, che secondo il gruppo sarebbe quasi interamente composto da debiti fuori bilancio, senza affrontare temi strategici come la tratta ferroviaria Gragnano–Castellammare–Torre Annunziata, il PUC, Savorito, le Antiche Terme, le sorgenti, Marina di Stabia e Villa Gabola.

La richiesta finale: “Serve un cambio di passo”
Per BP Democratici e Progressisti, il quadro complessivo descrive una città che rischia di perdere centralità e progettualità. “Costituirsi in giudizio – si legge nella nota – non significa solo vincere una causa, ma difendere concretamente gli interessi della comunità”.

La conclusione è un appello politico: superare quella che viene definita una fase di immobilismo amministrativo e restituire a Castellammare di Stabia una visione di sviluppo chiara, capace di incidere sulle scelte strategiche dei prossimi anni.

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