La spiaggia libera rappresenta senza dubbio uno dei progetti più rivendicati dall’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. Un servizio pensato per garantire accessibilità al mare sia ai cittadini stabiesi che ai turisti, ma che oggi finisce al centro di una riflessione politica sollevata dal consigliere comunale di minoranza Mario D’Apuzzo.
Secondo il consigliere, infatti, quando si parla di “spiaggia libera” occorre distinguere tra la gratuità per gli utenti e il costo sostenuto dalla collettività per rendere possibile il servizio.
I costi della stagione balneare 2026
D’Apuzzo richiama l’attenzione sulle determine adottate dal Comune per l’organizzazione della stagione balneare 2026, evidenziando come siano stati impegnati complessivamente circa 394 mila euro per una durata di 122 giorni.
Nel dettaglio:
- con la Determina DSG n. 811 del 15 aprile 2026 sono stati affidati i servizi di assistenza e salvataggio per circa 165 mila euro;
- con la Determina DSG n. 929 del 24 aprile 2026 è stato disposto l’affidamento del noleggio e della gestione dei moduli sanitari per oltre 55 mila euro;
- con la Determina DSG n. 931 del 24 aprile 2026 sono stati affidati il noleggio, l’installazione e la manutenzione di strutture e attrezzature per circa 174 mila euro.
Numeri che, secondo l’esponente dell’opposizione, meritano un approfondimento sul piano dell’efficienza amministrativa e della programmazione delle risorse.
Le domande del consigliere di minoranza
Pur precisando di non voler mettere in discussione l’utilità della spiaggia libera, D’Apuzzo pone una serie di interrogativi sull’organizzazione del servizio.
Tra le questioni evidenziate vi è la scelta di procedere attraverso affidamenti separati per servizi strettamente collegati tra loro. Il consigliere si chiede inoltre perché non si sia proceduto con una pianificazione anticipata, considerato che il Piano di Utilizzazione delle Aree Demaniali (PAD) era stato approvato già nel settembre 2025 e che gli indirizzi per la stagione successiva erano noti da mesi.
Un altro punto riguarda la decisione di ricorrere al noleggio di strutture e attrezzature anziché valutarne l’acquisto, opzione che, secondo D’Apuzzo, avrebbe potuto consentire al Comune di dotarsi di beni utilizzabili anche nelle future stagioni balneari.
“Costi prevedibili, serviva una programmazione anticipata”
Nel suo intervento, il consigliere sottolinea come le spese sostenute dall’ente fossero ampiamente prevedibili e non legate a situazioni emergenziali.
Proprio per questo, a suo avviso, l’amministrazione avrebbe dovuto puntare su una programmazione più tempestiva e su procedure di evidenza pubblica predisposte con largo anticipo. Un percorso che avrebbe potuto favorire una maggiore concorrenza tra gli operatori economici, con possibili benefici in termini di costi e qualità dei servizi offerti.
“La sensazione – osserva D’Apuzzo – è quella di una gestione concentrata nelle ultime settimane utili, con affidamenti distinti e ravvicinati che inevitabilmente riducono gli spazi di confronto competitivo”.
Il tema dell’acquisto delle attrezzature
Tra gli aspetti maggiormente contestati vi è il ricorso al noleggio di strutture e attrezzature. Secondo il consigliere, una parte consistente delle somme impegnate riguarda beni che avrebbero potuto essere progressivamente acquisiti al patrimonio comunale.
Una scelta che, nella sua valutazione, avrebbe consentito di ridurre i costi negli anni successivi e di valorizzare maggiormente gli investimenti pubblici.
“La vera questione è come si spendono le risorse pubbliche”
D’Apuzzo ribadisce di non essere contrario alla spiaggia libera, definita un servizio importante e condivisibile per la città. Il punto centrale della sua analisi riguarda invece il rapporto tra costi sostenuti e modalità di gestione.
“Le opere pubbliche e i servizi pubblici – conclude il consigliere – non si misurano soltanto con le inaugurazioni, i comunicati o i tagli dei nastri. Si valutano anche sulla capacità di programmare, di spendere bene e di utilizzare con responsabilità il denaro dei cittadini”.
Un intervento che apre il dibattito sull’efficienza della spesa pubblica e sulla sostenibilità economica della gestione della spiaggia libera, uno dei progetti simbolo dell’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia.
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