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Castellammare - Porto, Democratici e Progressisti: «Non può essere governato a colpi di bandi»

Il gruppo politico interviene sul nuovo bando per i sette lotti destinati alla nautica da diporto e chiede una strategia complessiva per il futuro del porto, di Marina di Stabia e del waterfront. Nel mirino anche i finanziamenti, Fincantieri e i progetti ancora da definire.

tempo di lettura: 6 min
22/09/2026 10:57:01
Castellammare - Porto, Democratici e Progressisti: «Non può essere governato a colpi di bandi»

«Il porto di Castellammare non può essere governato a colpi di bandi». È questo il punto di partenza della presa di posizione dei Democratici e Progressisti di Castellammare di Stabia, che intervengono sul nuovo bando dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale per l'affidamento di sette lotti destinati alla nautica da diporto.
Per il gruppo politico, la procedura rappresenta l'occasione per aprire una riflessione più ampia sul futuro dello scalo stabiese. Ai bandi per la nautica, infatti, dovrebbero seguire entro la fine dell'anno anche quelli relativi ai circoli.
Secondo i Democratici e Progressisti, il problema non riguarda quindi soltanto l'assegnazione delle singole concessioni, ma l'assenza, a loro giudizio, di una programmazione complessiva capace di definire il futuro dell'intero ambito portuale.

Il ruolo degli operatori e dei circoli
Nel documento, i Democratici e Progressisti sottolineano il lavoro svolto negli anni dagli operatori della nautica e dai circoli cittadini, citando in particolare il Circolo Nautico e la realtà di Stabia Main Port.
La richiesta è quella di una programmazione che consenta di consolidare e potenziare le attività già esistenti, anziché limitarsi all'assegnazione degli spazi attraverso singole procedure.
Il gruppo politico critica quella che definisce una gestione dell'Autorità Portuale «frammentaria, episodica e priva di una riconoscibile visione complessiva», sostenendo che resti ancora da affrontare il nodo della pianificazione generale del porto.

Porto Antico e Marina di Stabia
Nel documento viene affrontato anche il rapporto tra le due principali realtà portuali della città: il Porto Antico e Marina di Stabia.
I Democratici e Progressisti evidenziano come si tratti di due realtà differenti, ma entrambe considerate strategiche per il futuro economico e turistico di Castellammare.
Da una parte il Porto Antico, strettamente legato alla storia della città, al Cantiere navale e alle Corderie; dall'altra Marina di Stabia, indicata nel comunicato come una delle principali realtà italiane nel settore della nautica da diporto.
Secondo il gruppo politico, entrambe le aree sono però ancora caratterizzate da elementi di incompletezza e dalla presenza di aree dismesse e situazioni di degrado che limiterebbero le potenzialità di sviluppo.

Marina di Stabia, chiesto un quadro sul futuro
Una parte consistente del comunicato è dedicata a Marina di Stabia.
I Democratici e Progressisti chiedono chiarezza sullo stato della conferenza di servizi avviata nell'ambito della ZES e sulle prospettive relative alle opere a terra.
Il gruppo politico richiama anche le evoluzioni, definite riservate, relative all'assetto proprietario e all'eventuale ingresso di nuovi soci, sostenendo tuttavia che sia necessario avere certezze sui tempi degli interventi previsti, anche considerando le risorse pubbliche impiegate e gli accordi sottoscritti.
L'appello viene rivolto anche al Comune, al quale viene chiesto di assumere iniziative per fare chiarezza sulla situazione.

Porto Antico e finanziamenti, i nodi sollevati
Sul Porto Antico, i Democratici e Progressisti contestano inoltre quello che definiscono un approccio non sufficientemente approfondito alla discussione sul Piano Strategico e sul Piano Regolatore Portuale.
Nel documento viene richiamato anche il protocollo sottoscritto tra il Comune di Castellammare e l'Autorità di Sistema Portuale l'8 maggio 2025.
Il gruppo politico sostiene inoltre che le scelte compiute abbiano contribuito a escludere Castellammare da oltre 450 milioni di euro di fondi europei assegnati, e richiama la successiva revoca dei 35 milioni di euro destinati dal Governo al Porto e a Fincantieri.
Si tratta di temi che, secondo i Democratici e Progressisti, dovrebbero essere riportati al centro del confronto istituzionale sul futuro dello scalo.

Montil, Silos e il futuro del bacino
Nel comunicato vengono quindi poste alcune domande sui progetti di trasformazione del porto.
Tra quelli citati figurano il Montil, il progetto relativo ai Silos e le altre ipotesi elaborate negli anni per la riqualificazione e il riassetto delle aree portuali.
Ma il tema considerato più delicato riguarda il bacino, indicato dai Democratici e Progressisti come una struttura ritenuta essenziale per la salvaguardia del Cantiere navale di Castellammare.
Il gruppo politico chiede quindi di conoscere quale sia lo stato delle progettualità e, soprattutto, quale sia la posizione attuale sulla realizzazione del bacino.

Porto e waterfront, la richiesta di una visione unica
Per i Democratici e Progressisti, il futuro del porto non può essere separato da quello del resto della città.
Nel comunicato viene proposta una pianificazione capace di collegare il sistema portuale al waterfront, al centro antico, alle Antiche Terme e al patrimonio sorgentizio, ai quartieri cittadini, alla mobilità e al sistema turistico.
Nella prospettiva indicata dal gruppo politico, dovrebbero essere messi in relazione anche nautica da diporto, cantieristica, commercio, turismo e sviluppo urbano, così da costruire una strategia complessiva per il territorio.

L'appello alla Commissione Straordinaria
La richiesta arriva in una fase particolare per Castellammare, attualmente amministrata da una Commissione Straordinaria.
I Democratici e Progressisti chiedono che anche in questa fase vengano coinvolti gli operatori portuali, i circoli, il sindacato e le competenze presenti in città.
Secondo il gruppo politico, sarebbe necessario aprire un confronto con Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli e gli altri soggetti istituzionali coinvolti nella programmazione del territorio.
Da qui la proposta di definire un “Accordo per lo sviluppo”, con l'obiettivo di coordinare programmi, risorse e progetti e garantire continuità agli interventi già programmati.
Nel percorso, il documento indica anche la possibilità di coinvolgere Invitalia e Sviluppo Campania.

«Castellammare non ha bisogno di contentini»
La posizione dei Democratici e Progressisti è sintetizzata in una frase contenuta nel comunicato: «Castellammare non ha bisogno di contentini: ha bisogno di una strategia».
Il gruppo politico sostiene che essere critici nei confronti delle modalità con cui l'Autorità Portuale interviene sullo scalo significhi, al contrario, difendere le prospettive degli operatori, dei lavoratori del Cantiere e dei servizi, oltre che del commercio e del turismo.
La critica, dunque, non è rivolta al principio dell'assegnazione delle concessioni, ma al fatto che queste procedure, secondo i Democratici e Progressisti, non sarebbero inserite all'interno di una strategia complessiva per il porto.

«Urgente un incontro con Autorità Portuale e Regione»
Il documento si conclude con la richiesta di un confronto istituzionale urgente.
I Democratici e Progressisti chiedono un incontro con l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e con la Regione Campania per affrontare in maniera organica le questioni ancora aperte.
L'obiettivo indicato è arrivare a una programmazione condivisa che coinvolga il porto, il waterfront, la cantieristica, la nautica, il turismo, la mobilità e lo sviluppo urbano.

Per il gruppo politico, proprio in questa fase si stanno definendo programmi e progetti destinati a incidere sul futuro della città. Da qui l'appello affinché Castellammare non si limiti ad assistere alle decisioni riguardanti il proprio porto, ma possa avere un ruolo nella definizione delle strategie di sviluppo del territorio.

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