Una città che ha deciso di fare rumore contro l'indifferenza. Mentre le stanze del Comune vivono il trauma del secondo scioglimento consecutivo per infiltrazioni mafiose, fuori si consuma una rottura. Una reazione a catena che ha il volto di centinaia di cittadini confluiti in una rete di realtà civiche. Non è l’inizio di una campagna elettorale, ma un corpo a corpo con la rassegnazione. A innescare la scintilla è stato il magistrato Nicola Russo con il suo appello “Per una Città Libera”, che ha vissuto stasera un appuntamento importante presso lo Spazio Solidale della parrocchia del Carmine. Russo ha sgombrato il campo dalle vecchie liturgie della politica locale: non cerca poltrone o candidature, non vuole fare il Sindaco, né costruire liste elettorali. Il suo intento, stampato nei numeri di una partecipazione che ha sorpreso i blocchi di potere tradizionali, era un altro: far emergere “cento, mille cittadini in più disposti a occuparsi della propria città”. L'onda d'urto si misura ora nelle strade, nei quartieri, nelle assemblee spontanee. La partecipazione è il segnale tangibile di una cittadinanza che ha scelto di smettere di “guardare la politica dalla finestra”. È la fine della delega in bianco in una terra ferita. Il magistrato lo ha scandito davanti a una platea che chiedeva risposte: tutti devono sentirsi “responsabili del futuro di questa comunità”. Una scossa che mira a scardinare l'alibi del "tanto non cambia nulla".La scommessa di questa mobilitazione è sociologica prima ancora che politica. Le infiltrazioni criminali, ha ricordato Russo, si nutrono dell’indifferenza e prosperano occupando “gli spazi che le istituzioni lasciano vuoti”. Questo nuovo patto sociale trasversale non si limita a invocare la legalità come concetto, ma la declina nel rifiuto di ogni mediazione criminale per arrivare a una vera “città libera”. Sarà il tempo a sancire se questa accelerazione dal basso riuscirà a farsi struttura permanente. Per ora resta un dato: Castellammare vuole provare a smettere di subire la sua storia e ha iniziato a scriverne un'altra, per scongiurare un altro scioglimento per mafia.
Alle 11 in punto la nave scuola della Marina Militare ha fatto il suo ingresso nel porto stabiese, accompagnata da due rimorchiatori. Il Vespucci resterà in città fino al 19 settembre.