Di Martino con Pannullo
«Aspetto la Leopolda e decido». L’ex candidato sindaco Andrea Di Martino non ha ancora sciolto le riserve circa la possibilità di rientrare nel Partito Democratico piuttosto che entrare a far parte della nuova formazione politica varata da Renzi. L’ex premier, lasciando il PD, ha aperto nuovi scenari e sta facendo rivedere i piani di chi aveva deciso negli ultimi anni di prendere le distanze dalla linea politica imboccata dai democratici. Tra questi c’è proprio Andrea Di Martino, attualmente consigliere comunale di minoranza, che dopo la breve esperienza da vice del sindaco Antonio Pannullo, prese le distanze dai dem tanto da presentarsi poi due anni fa alle elezioni amministrative a capo di un gruppo di liste civiche in contrapposizione al PD stesso.
E così oggi, dopo la decisione di Matteo Renzi di lasciare il Partito Democratico e dare vita ad una nuova formazione politica di centro, si stanno configurando diversi scenari tra chi è pronto a seguire l’ex premier – come ha fatto subito Antonio Pannullo – e chi, invece, cerca di capire meglio i risvolti di questa scissione interna prima di indirizzare le proprie scelte.
Come detto, tra i tanti ancora indecisi, c’è Di Martino. Da sempre uomo di sinistra, prima con Sinistra e Libertà poi con lo stesso Partito Democratico, ora si ritrova a guidare un gruppo di consiglieri comunali di estrazione centrista in opposizione all’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia guidata dal sindaco forzista Gaetano Cimmino.
«Sto svolgendo una valutazione sulla scelta di Renzi – ci ha raccontato - Valutazione che voglio compiere insieme ai miei amici ed alleati. Non una scelta individuale ma collettiva. Per cui nei prossimi giorni valuteremo». La valutazione si baserà anche da ciò che ascolterà durante la Leopolda, un momento importante per molti altri “indecisi” e dalla quale emergerà chiaro l’indirizzo che Zingaretti vorrà dare al partito. Anche se ormai sembra chiaro che l’idea è quella di collaborare con il Movimento 5 Stelle non solo al Governo ma anche nei collegi regionali. Più difficile, invece, trovare un’intesa nei piccoli comuni dove a prevalere saranno sempre più le idee dei gruppi politici locali.
Di certo se Di Martino sceglierà di rientrare nel PD si ritroverà a far parte del partito che gli ha fatto la guerra: doveva essere lui il candidato sindaco a Castellammare; gli fu preferito Pannullo (e poi sappiamo come è finita). Se invece deciderà di sposare la scelta di Renzi, si ritroverà in un partito che ha visto già le adesioni di Gennaro Migliore e del suo “nemico” Pannullo, il sindaco che lui ha contribuito - per sua stessa ammissione in campagna elettorale - a mandare a casa. La terza scelta è rimanere dov’è. Vedremo.
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