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Castellammare-Gragnano, dai binari ai bus rapid transit: via alla Conferenza di servizi per il nuovo progetto di mobilità

Accantonata l'ipotesi del tram leggero lungo la tratta ferroviaria dismessa. Il 21 maggio a Napoli la prima riunione.

tempo di lettura: 3 min
15/05/2026 21:08:19
Castellammare-Gragnano, dai binari ai bus rapid transit: via alla Conferenza di servizi per il nuovo progetto di mobilità

Sui vecchi binari della Castellammare-Gragnano non correrà il tram immaginato negli ultimi anni, ma un sistema di Bus Rapid Transit. La Regione Campania cambia strategia per il recupero della storica linea ferroviaria dismessa e aprono ufficialmente la fase decisiva del nuovo progetto infrastrutturale.

Ente Autonomo Volturno ha infatti indetto la Conferenza di servizi decisoria per il progetto di “Riconversione in BRT della linea ferroviaria Torre Annunziata-Castellammare di Stabia-Gragnano”, limitatamente al lotto Castellammare-Gragnano. Una scelta che segna il superamento dell’originaria ipotesi di tranvia leggera prevista nel Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio-Pompei-Napoli”.

La prima seduta della Conferenza è stata convocata per il 21 maggio 2026 alle ore 10.30 nella sede EAV di corso Garibaldi a Napoli. Sarà una conferenza simultanea e in modalità sincrona, ai sensi degli articoli 14-bis e 14-ter della legge 241 del 1990, con la partecipazione di enti, amministrazioni e gestori di servizi chiamati a esprimere pareri, autorizzazioni, nulla osta e valutazioni tecniche sull’opera.

La svolta nasce da un preciso indirizzo politico della Regione Campania. Con una nota del 10 marzo 2026, la Direzione Generale Mobilità - recependo l’indicazione dell’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Mare - aveva chiesto a EAV, soggetto attuatore dell’intervento, di approfondire la fattibilità di una rimodulazione del progetto attraverso un sistema BRT, Bus Rapid Transit.

Da lì si è aperto il percorso che ha portato al cambio di impostazione. Il Responsabile unico del Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio Pompei Napoli” ha preso atto della volontà regionale di sostituire la soluzione tecnica originaria e ha invitato EAV a predisporre una nuova proposta progettuale da sottoporre agli organi di governance del CIS.

La Regione ha poi formalizzato l’indirizzo con la delibera di giunta n. 125 del 10 aprile 2026, proponendo ufficialmente ai sottoscrittori del CIS la rimodulazione dell’intervento da “tram leggero” a “BRT”, mantenendo invariato il quadro economico complessivo.

Il successivo 16 aprile il Rup dell’intervento ha trasmesso al Responsabile unico del CIS la relazione tecnica definitiva con la proposta di conversione “da tranvia a busvia”, accompagnata da cronoprogramma procedurale e stima dei costi.

Il progetto prevede il recupero della sede ferroviaria dismessa - ad esclusione della località di servizio di Castellammare di Stabia - destinandola al transito di autobus elettrici su corsia dedicata. Prevista anche la realizzazione di una pista ciclopedonale e di fermate intermedie, una delle quali con funzione di interscambio con la linea EAV Napoli–Sorrento, l’ex Circumvesuviana.

L’intervento interessa i territori comunali di Castellammare di Stabia, Santa Maria la Carità e Gragnano. Proprio per questo, la Conferenza di servizi dovrà affrontare anche gli aspetti urbanistici, ambientali e legati agli espropri. Negli atti predisposti da EAV viene infatti evidenziata la necessità di valutare l’apposizione di un nuovo vincolo preordinato all’esproprio sulle aree necessarie alla realizzazione dell’opera.

La determinazione conclusiva della Conferenza potrà produrre effetti molto rilevanti: approvazione del progetto, variante urbanistica automatica, dichiarazione di pubblica utilità e imposizione del vincolo espropriativo.

Nel provvedimento di indizione EAV chiarisce inoltre che questa nuova Conferenza di servizi “non costituisce reiterazione” di quella celebrata nell’aprile 2025 sul progetto tranviario, ma rappresenta “un nuovo procedimento” relativo a “un intervento infrastrutturale diverso per caratteristiche funzionali, tecnologiche e realizzative”.

Il futuro della ex linea ferroviaria stabiese prende dunque una direzione diversa rispetto a quella immaginata inizialmente: non più rotaie per il tram leggero, ma una piattaforma dedicata ai bus elettrici ad alta capacità, destinata nelle intenzioni della Regione a garantire tempi più rapidi di realizzazione e una diversa organizzazione della mobilità tra Castellammare e Gragnano.

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