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Castellammare - Faito, occasioni mancate: esclusa dai fondi anti-catastrofe e bloccata sui 10 milioni per il dissesto idrogeologico

Un'opportunità sprecata e un tesoretto ancora inutilizzato per garantire la sicurezza contro i rischi che incombono sulla montagna e sul centro storico.

tempo di lettura: 3 min
di Alessio Esposito
13/01/2026 12:44:42

Due occasioni, due flop: la città non riesce ad accedere ai fondi regionali per il dissesto idrogeologico, e continua a non utilizzare appieno i 10 milioni di euro stanziati ormai più di dieci anni fa per mitigare i rischi. Nonostante la disponibilità di ingenti risorse per la sicurezza del territorio, Castellammare di Stabia si ritrova a pagare il prezzo di un’inerzia progettuale che rischia di compromettere la protezione di un’area storicamente vulnerabile, come quella del Monte Faito. Nel marzo del 2025, la Regione Campania ha approvato il pacchetto di finanziamenti per la sicurezza del territorio, destinando ben 248 milioni di euro per interventi contro il dissesto idrogeologico e la difesa costiera. Questo maxi-fondo ha finanziato oltre 60 comuni della regione, ma Castellammare di Stabia non è stata inclusa nell’elenco dei beneficiari, nonostante la sua situazione di fragilità idrogeologica, legata ai versanti instabili e alla vulnerabilità della fascia costiera. La colpa, secondo le ricostruzioni, risiede nella mancata presentazione di progetti cantierabili, non aggiornati o validati nei tempi richiesti dalla Regione. Un’assenza che pesa non solo per i fondi persi, ma anche per l’immagine di un Comune incapace di intercettare risorse cruciali per la sicurezza della sua popolazione.

A questa esclusione si somma un altro capitolo che affonda le radici nel passato: i 10 milioni di euro destinati al Monte Faito. Questi fondi, stanziati oltre dieci anni fa per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, sono rimasti inutilizzati, bloccati in un limbo di indecisioni e difficoltà burocratiche. Il rischio, per la città, è che la situazione diventi ancora più grave, con il Monte Faito e i suoi versanti fragili sempre più esposti a frane e smottamenti, proprio mentre la Regione e l’Europa mettono a disposizione risorse significative per combattere l’emergenza. Queste due occasioni mancate sono il risultato di una visione a breve termine che non ha saputo cogliere l’importanza della pianificazione a lungo termine. I fondi regionali, che avrebbero permesso di realizzare opere di consolidamento e messa in sicurezza, sono stati persi a causa della lentezza e della difficoltà nel presentare progetti adeguati. Lo stesso vale per il Monte Faito, dove l’incapacità di avviare interventi concreti ha esposto ancora una volta la città al rischio di disastri naturali.

A questo punto, la domanda che sorge è: chi ne paga il prezzo? Non certo la burocrazia o le lungaggini amministrative, ma i cittadini di Castellammare di Stabia, che continuano a vivere sotto la minaccia del dissesto idrogeologico. La mancata partecipazione a un programma di finanziamento strategico come quello del maxi-fondo regionale è solo l’ennesima occasione perduta per il territorio. E lo stesso vale per i 10 milioni che giacciono inutilizzati da anni: se questi fondi fossero stati investiti per interventi di consolidamento, oggi la situazione sarebbe diversa, e il rischio per la città sarebbe stato almeno mitigato.

L’esclusione dai fondi regionali è una sconfitta che va oltre il singolo caso di Castellammare. La sicurezza del territorio è una necessità per tutelare la vita dei cittadini, la qualità dell’ambiente e la sostenibilità economica di una comunità.
Ora, la speranza è che il Comune riesca a correre ai ripari, colmando il vuoto progettuale con interventi concreti per mettere sempre più al centro la sicurezza e la resilienza del territorio.

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