Una fotografia del Comune amministrato dalla commissione straordinaria passa dai conti. Con deliberazione adottata con i poteri della giunta, il Comune avvia il percorso per la costruzione del bilancio di previsione 2027-2029, fissando una serie di indirizzi che puntano contemporaneamente sul recupero delle entrate, sul contenimento della spesa e sulla tenuta degli equilibri finanziari. È un passaggio che assume un peso particolare nel contesto in cui arriva. Il decreto del Presidente della Repubblica del 16 luglio scorso ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale ai sensi dell’articolo 143 del Tuel e la nomina della Commissione straordinaria per la provvisoria amministrazione dell’Ente. Si tratta del secondo scioglimento consecutivo per infiltrazioni camorristiche, con l'amministrazione nuovamente sostituita dalla gestione commissariale. Il documento mette però subito in evidenza una difficoltà: il nuovo corso non dispone ancora di una programmazione strategica propria. «alla luce del recente insediamento della commissione straordinaria - non sussistono, allo stato, le condizioni e i presupposti per poter elaborare concretamente un Documento di programmazione valido, mancando al momento una programmazione strategica». Per questo, nelle more della definizione dei nuovi indirizzi, viene confermata la programmazione già vigente relativa al 2026-2028, lasciando aperta la possibilità di modificarla successivamente. Nel frattempo, la macchina finanziaria deve comunque partire. L'obiettivo dichiarato è arrivare all'approvazione del bilancio 2027-2029 entro il 31 dicembre 2026, rispettando il termine previsto dalla legge. Ai dirigenti viene chiesto di predisporre per tempo gli atti necessari e di attenersi alle disponibilità economiche assegnate. Uno dei capitoli centrali riguarda le entrate. La commissione chiede di accelerare la riscossione, intervenendo anche sui crediti non riscossi delle annualità precedenti attraverso i ruoli coattivi. Ma non si tratta soltanto di aumentare gli incassi: il documento impone una verifica sui residui attivi, sulle percentuali di mancata riscossione e sulla possibilità di mantenere o cancellare determinate poste contabili in sede di consuntivo. C'è poi un'indicazione sul carico fiscale. L'obiettivo indicato è «verificare, tramite analisi e simulazioni, la possibilità di mantenere, ove possibile, inalterata la pressione tributaria ed extra-tributaria», valutando anche, con riferimento alla Tari, «la possibilità di una sua riduzione» e confermando le agevolazioni già previste. Sul fronte del debito, l'indirizzo è altrettanto netto: prima di ricorrere a nuovi mutui bisognerà verificare l'eventuale utilizzo dei residui di finanziamenti già contratti. Il ricorso a nuovo debito viene indicato come soluzione da evitare, ove possibile, in assenza di ulteriori fonti esterne, valutandone comunque preventivamente gli effetti sulle rate future. La spending review interna entra quindi nel cuore del provvedimento. Ai dirigenti viene chiesto di individuare «tutte le possibilità di riduzione delle spese» senza compromettere «la funzionalità, l’efficacia e la qualità dei servizi attualmente erogati», distinguendo gli impegni obbligatori o già assunti dalle spese comprimibili, dilazionabili o non necessarie. Non manca il capitolo sociale. La commissione chiede di verificare, compatibilmente con gli equilibri di bilancio, ogni soluzione utile ad assicurare i livelli minimi essenziali della spesa sociale e sociosanitaria e a incrementare le risorse destinate al rispetto dei livelli minimi per i posti negli asili nido. Particolare attenzione viene infine riservata agli immobili abusivi. Urbanistica e Finanziario dovranno garantire le risorse disponibili per gli abbattimenti «secondo le priorità concordate anche con le autorità giudiziarie», prevedendo contestualmente il recupero dei costi delle demolizioni e l'applicazione delle sanzioni ai trasgressori. È dunque un atto ancora preliminare, ma già indicativo della direzione impressa dalla gestione straordinaria: riscuotere di più, spendere con maggiore selettività, valorizzare il patrimonio, limitare il nuovo indebitamento e mantenere i servizi essenziali. Il passaggio successivo sarà la traduzione di questi indirizzi nel bilancio vero e proprio, mentre sullo sfondo resta la questione più ampia della ricostruzione di una programmazione strategica per un Comune nuovamente commissariato dopo lo scioglimento.
L'analisi di De Giorgio. «Pareggio giusto. Non possiamo sempre attendere uno schiaffo, soprattutto in casa dobbiamo osare di più»