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Castellammare - Assunzioni in Am Tecnology, Cgil e Cisl: «Le sentenze vanno rispettate»


Scontro tra sindacati sulle modalità adottate dall'azienda per l'assunzione di nuovo persone. Tutto questo mentre il Comune punta al risparmio del servizio e non vorrebbe che l'organico aumentasse.

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«Torniamo ancora una volta sulle vicende che stanno interessando il servizio di igiene urbana di Castellammare di Stabia e lo facciamo con enorme disappunto, poiché noi che difendiamo i lavoratori, mai avremmo pensato di dover consumare inchiostro per difenderli dallo stesso sindacato che, per missione, si dedica alla loro tutela». Così in una nota di CGIL e CISL che replica a Fiadel e Uil che si erano apertamente detti contrari alla modalità con cui AM Tecnology ha annunciato l’assunzione dei 12 lavoratori ex Avis.

«La questione che riguarda le assunzioni dei lavoratori cosiddetti ex Avis – dicono CGIL e CISL - , da parte della AM TECNOLOGY affidataria del servizio di igiene urbana, non è di matrice facoltativa, ma riviene da una sentenza di un giudice che intima la loro assunzione a tempo indeterminato a seguito di un legittimo ricorso. L’etica e la professionalità ci insegnano che le sentenze si rispettano, anche quando non piacciono.  Alla FP CGIL questa sentenza piace e anche tanto, per due motivi ben precisi: il primo è che sostenendo la battaglia di questi lavoratori, in questi mesi, abbiamo chiesto a più riprese che si facesse giustizia di una precarietà  che era solo nella forma e non anche nella sostanza, restituendo dignità lavorativa e sociale a persone delle quali l’azienda ha usufruito senza soluzione di continuità per anni; il secondo riguarda il fatto che questi lavoratori, avendo ottenuto un risultato attraverso il ricorso alla magistratura per veder riconosciuto il loro diritto, trovano un’occupazione stabile senza dover ricorrere alla solita liturgia della raccomandazione, metodo che non prediligiamo.


Per quanto attiene alle polemiche sollevate e le proteste di queste ore, ci poniamo quantomeno una domanda: dov’erano quelle stesse persone che gridano allo scandalo quando quotidianamente da cinque anni questi lavoratori occupavano il proprio tempo a ripulire la città di Castellammare di Stabia, rispondendo agli ordini di servizio dell’azienda e dei suoi responsabili? Forse ciò che andava bene ieri non è più opportuno oggi?  Ogni giorno, nell’ambito del nostro lavoro in occasione dei passaggi di cantiere, le organizzazioni sindacali (comprese quelle che oggi denunciano lo scandalo) si impegnano a far rispettare le sentenze emesse dai giudici in favore dei lavoratori. Questa sentenza non è diversa dalle altre e forse, per il carattere di giustizia sociale che ricopre, è anche meglio» concludono.


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mercoledì 15 maggio 2019 - 19:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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